Champagne Brut Vintage 2007 Paul Goerg

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot noir
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
9


Non aggiungerò molto, perché molto di più di questa Maison non avrei da dire, a quanto su Paul Goerg ho già scritto, con entusiasmo, in altri articoli già pubblicati su questo blog. Ci troviamo nella Côte des Blancs, che come forse perdino gli spumantisti bresciani sanno, è la patria dei più grandi Chardonnay della Champagne, e in un villaggio, Vertus,  classificato Premier Cru. Anzi, con 564 ettari di vigna, piantati per l’85% a Chardonnay, Vertus è il secondo più ampio villaggio della Champagne ed il maggiore del dipartimento della Marne.

Il nome di questa Maison, da qualche tempo distribuita in Italia da Ruffino Constellation Brands, deriva da un personaggio, Paul Goerg, che nel 1876 fu sindaco di Vertus e che s’impegnò molto per il mondo agricolo e vitivinicolo e si adoperò per far capire il valore dei terroir e dello Chardonnay di cui i vignerons disponevano.

E’ storia del secolo scorso, che fa impressione pensarlo, ma è il Novecento, non l’Ottocento, che nel 1950, nella Francia popolata da 42 milioni scarsi di abitanti, contro i quasi 67 del 2016, Presidente della Repubblica Vincent Auriol, epoca della disfatta nella prima guerra d’Indocina, e Quarta Repubblica imperante, un gruppo di vignerons di Vertus decidono di lavorare insieme sullo Chardonnay e valorizzarlo e nel 1985 quando decisero di proporre in commercio i loro Champagne scelsero proprio il nome di Paul Goerg come marchio.

Champagne di cave coopérative, dunque, ma come spesso accade in Champagne, la qualità è indiscutibile, merito del terroir di Vertus, classificato Premier Cru, e merito del lavoro di un gruppo di vignaioli intraprendenti e appassionati che controllano oltre 120 ettari e realizzano cuvées che vengono affinate lungamente sui lieviti e presentano uno stile specifico.

La loro cooperativa di partenza si chiama e si chiama La Goutte d’Or e con grande lucidità ha deciso di dar vita a due marchi commerciali per proporre gli Champagne espressione di questo magnifico terroir. Il primo marchio si chiama Napoléon, marchio che risale al 1907, e propone vini di stile classico e tradizionale, mentre il secondo é Paul Goerg.

Anche oggi i discendenti delle otto famiglie di viticoltori di Vertus che decidettero nel 1950 di mettersi insieme, ovvero le famiglie Collard, Faucheret, Férat, Rogué, Grégoire, Doquet, Gallois et Pougeoise continuano a lavorare insieme e sono presenti nel Consiglio di amministrazione aziendale.

Il risultato sono appunto Champagne Premier Cru che “traducono in vino la piena espressione dei terroir di Vertus e dell’uva Chardonnay”. Champagne che vedono dominare lo Chardonnay, Champagne che si affinano minimo quattro anni per i non millesimati, 8 per i millesimati, e sono poco dosati.

La loro gamma comprende una cuvée Brut Tradition (60% Chardonnay e 40% Pinot noir), l’Extra Brut Absolu (Chardonnay in purezza e 4 anni di permanenza sui lieviti), un Rosé con solo un 15% di Pinot noir (ma lo Chardonnay è quello della Côte des Blancs), un Blanc de Blanc Brut (Chardonnay in purezza, affinamento di tre anni) un Brut millesimato, e una cuvée de prestige, che riposa sui lieviti da sei ad otto anni, millesimata, denominata Cuvée Lady (in commercio il 2007), 100% Chardonnay, affinamento di nove anni sui lieviti, e un dosaggio di 4 grammi litro. E un look veramente elegante e raffinato. Da first… lady.

Alla Maison Paul Goerg, da qualche anno viene realizzata una selezione parcellare sui vigneti di Chardonnay, una selezione che riguarda 15 ettari coprendenti le parcelles La Croix Saint-Ladre, les Faucherets ou le Pas de Cheval, ecc. minimo 35 anni di età. Di ognuno dei 15 lieux-dits viene meticolosamente deciso il giorno della raccolta in base agli assaggi delle uve e alle analisi fatte nelle due settimane precedenti alla vendemmia.

Lo Champagne di cui voglio parlarvi oggi, Medaglia d’oro del Concorso Elle à table, è un Brut millesimato 2007 (dosaggio di sei grammi litro) figlio di un’annata particolare e atipica come il 2007, un’annata che allea ricchezza complessità e note caratteristiche di annate mature, nel corso della quale, proprio come accaduto nel corso del 2003 e 2011 (e penso anche il 2017), la vendemmia ha avuto inizio in agosto, evento sinora abbastanza raro in Champagne.

Eppure, grazie all’utilizzo di uve provenienti da vigne particolarmente vocate quali Les Terrattes, Les Chétivins, tra le altre. La raccolta iniziò alla fine di agosto e si protrasse per le tre prime di settimane di settembre in un ampio lasso di tempo, con basse rese per ettaro. La cuvée è formata per l’85% da Chardonnay dei terroirs di Vertus e per il 15% da Pinot noir, ed il dosaggio è di sei grammi litro.

Il risultato, una bella bottiglia proposta in un elegantissimo cofanetto (tutto, anche l’etichetta, giocato su toni di nero e grigio) che a me, e a chi lo beveva in mia compagnia, è piaciuta moltissimo.

Colore paglierino oro di notevole intensità e luminosità, brillante, perlage molto fine e continuo, sottile, molto vivace nel bicchiere (mi raccomando, niente flûte! Se le avete, come scrivo tre anni fa qui, mandatele in soffitta se non ve la sentite di rottamarle…).

Naso intrigante, elegante, molto fine, con tante sfumature, miele d’acacia, torrone, mandorle, fiori bianchi, un tocco di agrumi, amaretto, un filo di pasticceria, il tutto percepibile con grande nitidezza, con ogni nota ben fusa nel determinare un insieme, ma perfettamente percepibile in sé.

E’ in bocca che questo millésimé 2007 di Paul Goerg che dà il meglio, all’insegna di un’armonia, di un equilibrio, di una freschezza, davvero considerevoli. Grande la piacevolezza, bella la cremosità carezzevole sul palato, una morbidezza tenuta perfettamente in tensione da un’acidità perfettamente calibrata, e da una vena salata e minerale che solo gli Champagne di rango sanno mostrare.

La Maison consiglia di abbinarlo a un magret de canard ai fichi, oppure ad un’aragosta arrosto al burro di gamberetti, scelta condivisa anche dagli amici inglesi di Glass of bubbly, ma poiché, ahimè, non sono piatti che ci permettiamo tutti i giorni, io lo abbinerei, più semplicemente, a piatti a base di pesce. Uno spaghetto con le vongole, delle cozze alla marinara, branzino al forno o alla piastra, un’orata o un dentice, andranno perfettamente bene. L’importante è disporre di questo Vintage 2007, e soprattutto berlo in buona compagnia…

Attenzione!:

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