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I programmi potranno cambiare, i fatti accadono, di stupidate il mondo del vino, anche quello bollicinaro, è pieno, e quindi dovrei trovarmi “costretto” (e voi sapete che lo faccio a malincuore, che le polemiche vorrei sempre evitarle, che non mi si confanno, che tendenzialmente sarei per un giornalismo positivo, tendente a lodare e non, giammai!, a criticare…), a modificare il “palinsesto” in corsa.

Però, tendenzialmente, questo dovrebbe essere il menu settimanale, a due settimane dal Natale, di Lemillebolleblog.

Innanzitutto tanto Champagne (e come potrei, come potremmo mai farne a meno?) sicuramente le due cuvée in Rosé di Laurent-Perrier, quindi un millésimé 2007 di Goerg, poi gli Amour de Deutz, Rosé e non, di Deutz. Più varie ed eventuali, magari anche un Rosé di Lanson e uno Champagne a sorpresa che mi deve arrivare entro mercoledì dalla Francia. O una cuvée del grande De Sousa.

Almeno un Trento Doc, la denominazione metodo classico italiana più in forma e interessante, almeno secondo me. Vi porterò sulle colline sopra Trento, in un Maso, Mas dei Chini, dove si lavora bene, e poi in un’altra cantina.

Oltrepò Pavese, ammesso e non concesso che giovedì riesca a fare un tasting di Cruasé (non sapete cosa sia? Beh, non preoccupatevi, in Oltrepò stanno facendo di tutto per oscurare questo vertice della piramide intelligentemente pensato da uno che di bollicine (e non solo) ne sa, il “faraone” Carlo Alberto Panont) e non ricordarvi che si tratterebbe della versione Rosé dei metodo classico base Pinot nero oltrepadani (tanti preferiscono rivendicarli come semplici VSQ…) non è peccato mortale.

Alta Langa. Vorrei occuparmene di più, ma non mi è sempre dato. Aspetto che il mio amico Giulio Bava, presidente della Docg Alta Langa e produttore numero uno con Cocchi, mi organizzi l’annuale degustazione di tutte le bolle della piccola denominazione piemontese, ma ormai andremo nel 2018. Intanto vi segnalo gli Alta Langa di Gabriele Scaglione, che conto di degustare in settimana.

Poi uno spazietto per almeno uno, o forse due, eccellenti metodo classico della zona spumantistica bresciana. Camossi e Colline della Stella lavorano bene e loro meritano che li si chiami Franciacorta. Loro, per gli altri solo “bollicine bresciane”, bollicine della zona spumantistica bresà

Varie ed eventuali…

Vi va bene come menu settimanale? Siete caldi? Siete pronti?


Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche

Vino al vino http://www.vinoalvino.org/

e Franco Ziliani blog http://www.francoziliani.blog/

1 commento

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Un commento

  1. Simone

    dicembre 11, 2017 alle 2:59 pm

    Mais oui monsieur Zilianì !

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