Pubblici ringraziamenti a Cavit per un pensiero natalizio, ma con riserva…

Dottor Zanoni decida: sono un giornalista stimabile o un “nemico”?

Devo ringraziare la Cavit, la più grande e nota tra le cantine trentine e la più importante cantina sociale della regione, per avermi inviato, come graditissimo pensiero natalizio, questo magnum di  Trento Doc riserva Graal 2006 che vedete ritratto nella foto.

E’ stato davvero gentile da parte vostra pensare anche a me per questa edizione limitata di quello che ho più volte definito come uno dei migliori esempi di Trento Doc disponibili. In grado di confrontarsi con le cuvée più celebrate di note aziende la cui cantina è poco distante dalla vostra…

Accetto molto volentieri, aspettando l’occasione di spartire il pintone di Graal riserva con qualche amico, il pensiero, ma c’é un ma che devo esporvi…
Vorrei dire al direttore generale di Cavit, l’ottimo Enrico Zanoni, cremonese, (che é al contempo Presidente dell’Istituto Trento Doc) che ho apprezzato il pensiero, ma apprezzerei di più se, come ai vecchi tempi, come quando mi riceveva per interviste (leggete: 123 ) e non si negava al telefono ed era cordiale e collaborativo,  non facesse l’orso antipatico (perché di natura lui é gioviale e cordiale) e non si negasse, come da qualche mese, inspiegabilmente fa. Almeno con me…

Tutto questo perché nella vicenda asta per il controllo di La Versa e successive fasi, io ho scritto che ritenevo migliore la soluzione che avrebbe visto Cantina di Soave e non l’accoppiata Cavit – Terre d’Oltrepò delineare, prendendone il controllo, il futuro della storica cantina spumantistica oltrepadana,.

Scrivendo questo (e lo riscriverei pari pari, senza tagliare o ritoccare alcunché) facevo il giornalista, l’analista e commentatore di vicende bollicinose. Era mio pieno diritto farlo, dottor Zanoni. E suo dovere, visto che è un uomo intelligente, sarebbe stato accettarlo.

Quindi, basta tenere il muso e agire come i bambini che fanno i capricci e dicono “non gioco più con te!”, e torniamo a rispettare l’uno il lavoro dell’altro, il normale gioco delle parti e torniamo a dialogare come un tempo non lontano… Ci posso contare dottor Enrico Zanoni? La prego, non mi costringa a salire apposta sino a Trento per restituirle, con un gesto antipatico che vorrei evitare, il pensiero natalizio…

Un pensiero che posso accettare solo da persone che mi considerino una persona seria che fa il proprio lavoro, non da persone che, oggettivamente, finiscono per boicottarlo e che evitando di parlare con me mi trattano come uno scocciatore, un perditempo, o chissà cosa! Un minimo di coerenza, suvvia, dottor Zanoni!

Un ultimo, sommesso, suggerimento. Perché non prende esempio dai produttori della “zona spumantistica bresciana” (ma come si chiama?) i quali, considerandomi in guerra con la loro zona e denominazione, con orgoglio e serietà e soprattutto coerenza e rispetto di se stessi evitano di fare gli ipocriti e non mi mandano bottiglie e magnum natalizi. Meritandosi così il mio rispetto. Cerchi anche lei, dottor Zanoni, di guadagnarsi il mio… Cordialmente suo Franco Ziliani

Attenzione!:

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