Champagne Amour de Deutz Rosé 2007 Deutz

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot noir, Chardonnay
Fascia di prezzo: più di 50 €

Giudizio:
10


Là, tout n’est qu’ordre et beauté, Luxe, calme et volupté…

Provate a lasciarvi andare, tentate di sospendere il corso del tempo, abbandonatevi al piacere puro delle emozioni, entrate nel reame dei sogni, lasciate che il vostro corpo abbandoni il gravame del proprio peso, e lieviti… Lasciatevi andare al flusso delle sensazioni e quando sentirete danzare sul vostro palato merletti in forma di finissime bollicine, quando coglierete una leggera carezza spumeggiante titillare il vostro palato e i vostri sensi, e un’armonia completa invadervi allora capirete di essere entrati in un’altra dimensione, in una dimensione magica.

Un universo parallelo dove, per dirla con Baudelaire, Là, tout n’est qu’ordre et beauté, Luxecalme et volupté, e dove se si decide, perché gli uomini sono fatti di carne, la carne è debole, e anche laddove regna la poesia si ha sete e viene voglia di bere qualcosa di squisito, di bere Champagne (what else?) lo Champagne non può essere che Deutz. E non una delle “normali” cuvées, che sono già di loro meravigliose, ma la crème de la crème, una cuvée (de prestige) il cui nome fa già sognare… Amour de Deutz.

Sono particolarmente legato a questa cuvée sognante di Deutz, della cui edizione 2006 ho già scritto, inebriato, stregato, soggiogato senza difese, felicemente arreso, in questo articolo.

Vi risparmierò dunque, per non ripetermi, i dettagli tecnici, ovvero il fatto importante e decisivo, che i Pinot noir provengono da Aÿ, Bouzy e Verzenay, mentre lo Chardonnay da Avize, Choully e Villers-Marmery (il villaggio Premier Cru della parte est della Montagne, tradizionalmente impiegato anche nell’Amour bianco). Ed il fatto che ancora più selezionate siano le uve da vinificare in rosso (una percentuale di poco inferiore al 10%): frutto esclusivamente dei migliori lieux-dits di proprietà di Aÿ (“La Pelle”) e Mareuil (“Cumaine” e “Charmont”)”. E che la cuvée sia pertanto composta, orientativamente, da 55% Pinot Noir, di cui l’8% in rosso e 45% Chardonnay.

Mi piace ricordare un dettaglio squisito, il fatto che il bijou-muselet che orna la bellissima bottiglia specialmente creato da Pascal Morabito e dal Presidente Rosset, che rappresenta l’amorino delicato che figura stilizzato in etichetta, e che, spero che la cosa accadrà presto anche in Italia, in Francia sia già disponibile (in una bella confezione con due flûte), ma si può riceverla anche da noi, il millésime 2008.

Questa volta, lasciando ancora spazio alle musiche, alcune delle quali potete ascoltare scorrendo le pagine dello squisito sito Internet della Maison, nata nel 1838, e diretta da uno dei più raffinati Signori de la Champagne, Fabrice Rosset, presidente dal 1996, e capace di portare la produzione, senza perdere una sola virgola quanto alla qualità, da 576 mila bottiglie a 2.200.000, voglio subito tentare di portarvi nell’universo di questa meraviglia. Che ha un solo difetto, produzione limitata e quindi prezzo molto elevato (ma giustificatamente vista la qualità eccelsa), ma che come poche altre cuvées de prestige in rosa riesce a regalarvi sensazioni paradisiache… Un’atmosfera da Enfants du paradis, di Marcel Carné e Jacques Prévert, uno dei capolavori assoluti della cinematografia di ogni tempo…


Potremmo già aprire un lungo dibattito sul colore, un qualcosa di sublime tra la polpa di pesca, l’azalea rosa che spunta in certi quadri di Klimt, il cipria e un rosé appena appena salmonato. E poi proseguirlo sulle dimensione finissima e sulla leggiadria delle bulles che formano il perlage nel bicchiere, sul bouquet, elegantissimi, immateriale, aereo, impalpabile, che regala sfumature in continua evoluzione e mutamento di mandorla appena mondata, pesca gialla, frutta esotica, un tocco di noce brasiliana, ananas, accenni di albicocca, nuances di pasticceria, di crème caramel e nougat.

E tutto, in perfetta armonia, se possibile ancora più delicato, con colori pastello, se mai il colore potesse avere un sapore e viceversa (ma concedetemi questa licenza poetica..), appena questo Amour de Deutz 2007 fa il suo ingresso, regale, in bocca, si allarga, lentamente, con garbo, sul palato, conquistando nel contempo una lunghezza e una persistenza delicata e infinita, giocando, mentre le bollicine solleticano leggermente il palato, come dicevo in apertura, in ampiezza, cremosità, con una sensualità setosa e burrosa, e un retrogusto che richiama mezzetinte di crème caramel, noce moscata e croccantini….

Finezza, equilibrio, leggerezza, eleganza, delicatezza, emozione: se non è così, se non è come questo mirabile gioiello di orfèvrerie enoica, che Champagne rosé è mai?

Auguri a voi tutti di un sereno, gioioso, operoso, spumeggiante 2018! Meilleurs voeux!

Attenzione!:

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