Un trou dans le fond de la bouteille de Champagne! A hole in the bottle

Incredibile ma vero: guardate le immagini…

Stamattina mi é successa una cosa che non avevo mai visto nella mia vita e che non pensavo potesse mai verificarsi. Mi era già capitato in svariati casi, in un recente caso con una bottiglia di Champagne che l’importatore dovette spedirmi ben tre volte, visto che due volte, imballata senza particolari cure, era arrivata in pezzi, che campioni di vino arrivino, anche se bene imballati, rotti, con solo i pezzi di vetro e l’odore di vino (qui non é più profumo, é odore, nemmeno gradevole) a testimoniare che quella fu una bottiglia.

Ma guardate dalle immagini cosa mi é arrivata oggi… Via corriere una Maison de Champagne piuttosto nota mi ha inviato tre bottiglie, due intatte, ma una… Una Cuvée de Prestige rosé con la gabbietta ed il tappo come se nessuno li avesse toccati o avesse tentato di stappare, ma con un vero e proprio trou (un buco, a hole, lock, buso nella terra del Prosecco…) proprio nel fondo della bottiglia. Un buco non tanto largo, direi il diametro abbondante di un dito, ma sufficiente a far defluire il liquido. Tanto che nel cartone della spedizione la bottiglia era sigillata in un sacchetto di plastica a parte…

Tante volte, di fronte a bottiglie di Champagne che si bevevano straordinariamente bene e che si vuotavano velocemente avevo usato la metafora di una bottiglia con il buco sul fondo, ma non avrei mai immaginato che la realtà superasse la fantasia…

Cosa diavolo sarà successo? Difetto di fabbricazione della bottiglia? Un topo dotato di trapano, appassionato, come me, di Champagne rosé? Il destino cinico e baro che mi ha privato, per ora, del piacere di gustare quella cuvée? E adesso non salti su qualcuno a dire che mi sono inventato una tecnica alternativa al sabrage per stappare e bere Champagne…  Incredibile, ma vero.. Parbleau, che trou du cul che ho avuto, pardon, scusate il francesismo, di solito amo scrivere e parler en trou du cul de poule

La cosa divertente è che nemmeno alla Maison in oggetto, cui ho subito scritto spiegando l’accaduto e inviando via mail le immagini sanno spiegarsi cosa possa essere successo e nel giro di un’ora dalla mia mail (in Champagne sono efficienti ed educati) mi hanno chiesto cortesemente di rispedire loro la bottiglia. Cosa che farò, per giovare alle “indagini” in corso, per le quali pare abbiano contattato il mitico Gil Grissom di C.S.I. scena del crimine, e anche perché mi hanno promesso in cambio una bottiglia (io avrei preferito un magnum, ma di quella cuvée hanno prodotto solo 3185 bottiglie ed il mio esemplare era la numero 569…) piena. E questa volta speriamo sans trous

Attenzione!:

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