A Bruxelles legiferano autentici cialtroni: l’ennesima conferma

Con solo il 12% di Champagne usato consentito lo Champagner Sorbet

Avevate ancora dei dubbi che a Bruxelles, negli organismi comunitari che deliberano, legiferano, si pronunciano spesso in maniera tra l’allucinato, l’assurdo e lo scombiccherato, ci fossero autentici fenomeni?

Ci sono, sono pericolosi e non fanno certo l’interesse dei consumatori. E’ notizia di oggi, che potete leggere qui e poi ancora qui, che la Corte di Giustizia Europea (CJUE) chiamata a pronunciarsi in merito ad un ricorso presentato in Germania dal Comité interprofessionnel du Vin de Champagne (CIPV) contro la potente catena di Supermercati tedeschi Aldi Sud, per aver posto in commercio uno “Champagner Sorbet”, ha deciso, inopinatamente, di dare ragione ragione ad Aldi Sud.

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Prosecco Doc a 34,90 euro? Fermate il mondo, voglio scendere!

Fermate il mondo, voglio scendere!

Sotto Natale succedono le cose più strane dal punto di vista della vendita delle “bollicine”. Mi mancava che un amico lettore mi inviasse la foto sotto riportata che ritrae una bottiglia di Prosecco DOC vista credo in Autogrill ad un prezzo da Oggi le comiche.

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Il Corriere della Sera on line scrive di Champagne e lo fa male

Tra banalità, disinformazione e pressapochismo

Anche oggi il potente Curierun, il Corriere della Sera, non fa certo una gran bella figura con un articolo dove si parla di “bollicine”, o meglio, di Champagne. Solo un compitino scolastico, e non immune da errori.

Scopriamo così che secondo il Corriere Cucina edizione on line, leggete qui, potrebbe accadere una cosa che invece praticamente non accade. “Se leggete cuvée de prestige sulla bottiglia”, perché le cuvées de prestige non si presentano quasi mai in etichetta in questo modo, ma con il nome della cuvée (Clos de Goisses, Plénitude Deuxième, Rare, Clos d’Ambonnay, Clos du Mesnil, Blanc des Millénaires, Vieilles Vignes, Cuvée Sir Winston Churchill, Comtes de Champagne, N.P.U. ecc.) che il Millésimé per il Corriere perde l’accento ed é Millesime tout court…

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Metodo classico italiani che escono troppo presto per non perdere il Natale

Ma è più importante la qualità o il business di fine anno?

E’ sabato sera, ho cenato e piacevolmente finito una bouteille de Champagne aperta due giorni fa (la prova dei due vecchi Dolcetto 1990 e 1997 che ho annunciato su Facebook l’ho rimandata a domani..) e prima di mettermi a lavare i piatti, spegnere il computer e dedicarmi alla lettura de:

  1. a) Il Foglio supplemento cultura del sabato
  2. b) Partition. Chronique de la sécession islamiste en France di Alexandre Mendel, libro forte e terribile di cui vi consiglio assolutamente un’attenta lettura,

mi pongo ancora un interrogativo bollicinaro, che giro anche a voi.

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Pas Dosé la nuova frontiera degli “spumanti”: per salutismo?

L’informazione sul vino a spanne e a un tanto al chilo del Corriere della Sera

Fantastico il dilettantismo in maniera di vino che imperversa sull’edizione on line del Corriere della Sera! Oggi un nuovo “esperto”, il giovane Vittorio Cenci, stagista al Corriere cucina, e recente laurea all’Università di Scienze Gastromiche di Pollenzo (quella targata Slow Food) in un articoletto che potete leggere qui, fa uno scoop e ci rivela ch gli “spumanti” (così li chiama) pas dosé o dosaggio zero, che magari hanno dei nomi come Trento Doc, Oltrepò Pavese Docg, Alta Langa Docg, Franciacorta Docg, ecc, sono “sempre più apprezzati: un po’ per moda, un po’ per salutismo”.

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Per Repubblica sapori la Franciacorta è la “risposta italiana allo Champagne”!

Ma la selezione è opera del giornalista o del Cda del Consorzio bresciano?

C’è poco da fare, c’è sempre da fare i complimenti alla zona spumantistica bresciana di cui non ricordo mai il nome, per come riesce a far parlare di sé e a comunicare. Con un’abilità diabolica e mefistofelica nel farsi passare come la regina, la zona leader del metodo classico italiano (beh, la concorrenza non è poi così agguerrita e non ha ancora capito che potrebbe dar filo da torcere a quella zona se collegasse le forze ed il cervello) e, non si sa come accada, ad indurre i giornali sensibili alla pubblicità (advertising in inglese) a presentarla, ma guarda te!, come “la risposta italiana allo Champagne”.

Prevedo le obiezioni, anche se ho sentito con le mie orecchie più di un produttore di quella zona posta il Lago d’Iseo e il Monte Orfano, e pure l’attuale presidente, il patron dell’azienda caratterizzata da un’etichetta arancione perfetta per l’indicazione dei lavori stradali, lo stesso personaggio che è andato vicinissimo ad acquistare una tenuta, con tanti ettari di Pinot nero, situata in una zona spumantistica diretta concorrente, presentarsi come “a livello dello Champagne, “nulla da invidiare allo Champagne”, addirittura “meglio dello Champagne”. Boom!”

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Consigli per gli acquisti? Pardon, sul Trento Doc Cuvée Zero 10 libera informazione!

Questa la linea editoriale sul vino di quello che fu il Corrierone…

So già che scrivendo questo post deluderò un amico, io ormai lo considero tale, visto come mi si è rivolto lunedì a Modena, ed i consigli che si è sentito liberamente di darmi, che mi ha invitato a non sprecare il mio “talento” (bontà sua nel riconoscermelo) a non perdere tempo ed energie in continue polemiche che tanto lasciano il loro tempo, che mi fanno sentire in pace con il mio animus da Don Chisciotte, ma non mi fanno vincere, pugnando da solo, battaglie e guerre.

Un invito a dedicarmi soprattutto a raccontare i vini, “visto che sai degustare e scrivere”, e a lasciar perdere assalti alla baionetta, barricate e bombe (verbali) a mano.

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Caro A.D. Salvioni può far sapere all’estero che io con i tondinari non c’entro?



Consultato e citato in un articolo inglese sulla zona spumantistica bresciana

Devo chiedere un grandissimo piacere al simpatico, lo è davvero, burbero, magari non espertissimo di vino quanto lo è di marketing, ma soprattutto intellettualmente onesto (due doti rare nell’area vinicola dove opera) amministratore delegato della zona spumantistica bresciana le cui “bollicine” si fregiano della Docg. Sto parlando del lombardo, credo brianzolo più che milanese, Giuseppe Salvioni, A.D. della denominazione “nota” (si fa per dire) come Franciacorta.

Caro Giuseppe, lo so che diversi pirla, nell’area tra il Lago d’Iseo e il Monte Orfano abbondano, brulicano, si moltiplicano a dismisura, vanno dicendo che sarei un “nemico della Franciacorta” e qualche stordito minus habens, di fronte a miei recenti articoli, ad esempio questo, oppure quest’altro, si è spinto, pensando di spaventarmi, a minacciare querele per diffamazione.

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Ad Erbusco pronunciato un editto bulgaro nei miei confronti

Ma quale nota Maison franciacortina l’avrà mai emesso?

Sarò breve e conciso. Voglio dare ai lettori di questo blog, che si chiama ( il nome è un’invenzione di una bravissima copy writer, Valentina Ziliani) una semplice doppia comunicazione. Una piccola notizia.

La prima. Nell’abbastanza nota zona spumantistica bresciana (come si chiama?) é tornato a farsi manifestare il peggiore (ma nel caso di quel figuro non c’è mai fine al peggio) Berlusconi, già indimenticato Presidente dell’altra squadra di Milano (come si chiama? Ah, Bbbbbbilan!) e soprattutto non rimpianto (persino dopo uno come Renzi, figuriamoci…), Presidente del Consiglio.

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Ancora bollicine wine tour: domani in Oltrepò Pavese et à suivre…

Nella zona spumantistica bresciana (ma come si chiama?)

Beh, diciamo che ieri mi sono divertito e ho fatto la mia parte (non é ancora finita la giornata e devo ancora terminare un articolo importante) occupandomi non di vino, bensì di politica. Della difesa del nome, del ricordo, dell’onore di un martire della violenza politica, di una vittima innocente del comunismo assassino. Parlo del 18enne SERGIO RAMELLI e dello sfondone, dell’imprudenza fatta dal collega giornalista David Parenzo durante l’ultima puntata della La Zanzara – Radio 24 quella di venerdì scorso.
E allora penso di essermi meritato e di godermi giustamente, da solo, perché mon Amour est encore en France e ritornerà in Italia solamente martedì e causa mia impegni tornerà tra le mie braccia solo giovedì, questa bottiglia splendida e splendente parafrasando Donatella Rettore (do you remember?) meravigliosa nella sua turgida essenza… Ma che diavolo faccio? Parlo come un Luca Maroni qualsiasi? Oh, mon Dieu!?

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London, rieccomi! Alla faccia dei fottuti bastardi dell’Isis

Bubbles, bollicine, sparkling wines of all the world, I’m coming!

Lo dico subito, sono orgoglioso di tornare, proprio domani, per la terza volta in questi primi mesi del 2017, in quella che è forse la città più importante nel wine business internazionale, London.

E sono ancora più contento di tornarci considerando quello che è successo non più tardi di pochi giorni fa, sabato sera, con l’ultimo di una serie terrificante di attentati, ovvero tre in meno di tre mesi in UK: oltre a quello di Londra, quello di Westminster il 22 marzo e quello di Manchester il 22 maggio.

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Visiti un’azienda in Franciacorta e cosa ti offrono da bere? Acqua e caffè..

E le bollicine? Beh, quelle si vendono, mica si offrono agli ospiti…

Questa ve la devo proprio raccontare. Mi è successa, incredibile ma vero, questo pomeriggio. Un’amica, che si occupa di vino come me, ma non scrive ma aiuta a vendere vino, mi ha chiesto di accompagnarla in Franciacorta.

L’appuntamento era in un’azienda notissima, dove sia lei che io siamo perfettamente conosciuti, io come giornalista di lungo corso, esperto di bollicine, di cui tratto in un blog come Lemillebolleblog lei come tramite tra produttori ed importatori in un determinato Paese estero.

Lei doveva parlare con una persona che si occupa dell’export in quell’azienda e mi ha chiesto di accompagnarla. Cosa che ho fatto volentieri, visto che in quella nota azienda mancavo da oltre un anno. E con quell’amica é sempre divertente e istruttivo discutere/bere bollicine.

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Barack Obama a Milano brinda a TrentoDoc ma la sua cultura è da Tavernello

Ehi, potente del mondo, perché non segue un corso A.I.S.?

Guardate nella foto qui sotto il modo goffo, ridicolo, che denota l’assenza di una qualsiasi cultura del bere, con cui l’ex presidente degli Stati Uniti, Mr. Barack Obama, l’uomo più potente del mondo, oggi ricchissimo, coccolato da politici, economisti, industriali, banchieri, tiene in mano la flûte di Trentodoc Ferrari Trento che gli é stata offerta a Milano, durante il suo invasivo e costoso (quanto é costato ai contribuenti milanesi, Sindaco Giuseppe Sala questa passeggiata presidenziale con shopping e cena con happy few radical chic?) soggiorno milanese.

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Prossimamente on line: storia della genesi di Lemillebolleblog


Ovvero: ricordi di un bollicinaro senza padroni anche se qualcuno pensava di esserlo…

Esaurito il capitolo, dal bilancio quest’anno molto soddisfacente per quanto mi riguarda, Vinitaly, e compiuto il giro di boa di Pasqua e Pasquetta, con annesse vacanze (per chi se le può permettere), gite fuori porta e abbuffate varie, la prossima settimana questo blog tornerà, il tempo di togliermi qualche macigno dalle scarpe poi con ogni probabilità tirerò giù la cler, e chi si é visto, si é visto, in servizio permanente effettivo.

In programma, oltre ad una serie di degustazioni di grandi Champagne che ho gustato negli ultimi tre-quattro mesi, (con il poco tempo che mi rimane a disposizione perché attardarmi a bere pallide imitazioni spesso malriuscite e non gustarmi invece l’inimitabile e insuperabile modello originale?), ho “schedulato” la storia della genesi di www.lemillebolleblog.it con tutti i dettagli relativi al comportamento di qualche cialtrone nei miei confronti, al vero e proprio  tradimento di presunti amici e la faccia di tolla, per non dire d’altro, di qualcuno che pensava di potermi avere come servo al guinzaglio e quando si é accorto che questo non poteva accadere mi ha dichiarato guerra. Con mezzucci da magliaro, non da signore come erroneamente pensavo fosse.
Ci sarà da ridere quando pubblicherò questi miei ricordi di cronista bollicinaro senza padroni, anche se Qualcuno pensava di esserlo….
Se la cosa v’incuriosisce o addirittura vi appassiona, beh, stay in touch, e vedrete che ci sarà da ridere e da divertirsi. Anche se qualche Mammasantissima non si divertirà affatto e oltre a perdere la faccia avrà un bel travaso di bile..

Attenzione!:

non dimenticate di leggere anche

Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/

 

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Lettera aperta a presunti soci di La Versa che scrivono senza firmarsi


Amici viticoltori oltrepadani, a me occhi e orecchie, please!

La burrascosa e intricata vicenda della vendita di quel gioiello, un po’ decaduto purtroppo, che è la Cantina La Versa di Santa Maria La Versa, cuore pulsante del mondo vitivinicolo oltrepadano, sta causando pericolosi colpi di coda. E veri e propri impazzimenti.

Accade così, mentre tutti stiamo aspettando lunedì 20, data in cui si svolgerà l’asta telematica che deciderà se la cantina andrà alla Cantina di Soave, che ha presentato da tempo una seria, organica, credibile offerta, dotata di un preciso piano industriale, di strategie e di impegni precisi.

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