Franciacorta Extra Brut Rosé Camossi

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
9


Alura gnaro? Sarà mia posibel che ta continuet a scrif doma de Champagne e te se regordet pieu dei to amis bresà!

Una mail del genere, scritta da un anonimo bresciano (gli indigeni perdonino se il vernacolo non fosse perfetto. Non potevo correggere eventuali errori conoscendo a perfezione il francese, mica il bresciano..) mi è giunta subito dopo Natale. La traduco per siciliani e altoatesini: “allora ragazzo? Ma sarà mai possibile che continui a scrivere di Champagne e non ti ricordi più dei tuoi amici bresciani?”…

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Champagne Brut Nature Ultra Brut Laurent-Perrier

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot noir
Fascia di prezzo: da 35 € a 50 €

Giudizio:
9


Qualche lettore mi ha scritto: bene, ci hai fatto sognare, hai fatto sognare tutti quelli che lo Champagne lo amano “in rosa” con il tuo articolo sulle due Cuvée Rosé di Laurent-Pellier, ma non potresti, rimanendo alla stessa Maison, le cui origini risalgono al lontano 1812, proporci qualcosa di altrettanto valido?

Detto fatto amici champagnisti miei, perché questo mi consente di completare un discorso avviato nell’articolo natalizio, quando ricordavo che il personaggio che ha caratterizzato larga parte della storia e dello sviluppo moderno della Maison, ovvero Bernard De Nonancourt, nel 1959 avviava la commercializzazione della prima cuvée de prestige non millesimata, la Grand Siècle, e nel 1981, precorrendo una tendenza che sarebbe venuta di moda trent’anni dopo, lanciò la cuvée Ultra Brut.

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Le Champagne en Rosé: Cuvée Rosé e Grande Cuvée Alexandra 2004 Laurent-Perrier

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot noir
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
9

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot noir, Chardonnay
Fascia di prezzo: più di 50 €

Giudizio:
10


Freschezza, finezza ed eleganza, ecco il segreto di un grande Rosé

Che cos’è un Rosé, un grande metodo classico, che si tratti di Champagne soprattutto, oppure di vini a denominazione d’origine italiani o Cava, o Rosé Sparkling wine (quest’anno a Londra ne ho degustati di strepitosi from New Zealand, Australia, Argentina, Portogallo e UK), è cosa semplice e complessa al tempo stesso.

Una sintesi di eleganza, fragranza aromatica, delicatezza carezzevole sul palato, soavità, che coinvolgono in un tutt’uno sia il naso che il palato. Che hanno il potere di farti entrare in una dimensione magica, in un’esperienza sensoriale completa di inebriante bellezza.

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Grazie alla Provincia Pavese incontrerò il Presidente di Terre d’Oltrepò


Non in Cantina a Broni, ma in Tribunale

Devo complimentarmi e dire grazie al quotidiano più diffuso, direi quasi l’organo ufficiale di Pavia e dintorni, la Provincia Pavese.

Devo complimentarmi per la professionalità e la correttezza con cui oggi hanno dedicato larga parte della pagina 50, “Cronache di Broni e Oltrepò”, oltre che ai “tremila ettolitri di vino congelati alla Cantina Sociale di Casteggio, legata alla Cantina Terre d’Oltrepò di Broni”, all’”affare La Versa”, a quello che nel mio articolo di ieri (molto letto, molto)  ho raccontato. Ovvero l’interrogazione parlamentare sulla misteriosa vicenda dell’acquisizione da parte di Terre d’Oltrepò e Cavit della Cantina La Versa, presentata dal capogruppo della Lega al Senato Gian Marco Centinaio, interrogazione nata anche dalla lettura di quanto raccontavo in un articolo di venti giorni orsono.

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Le “bollicine” italiane (ovvero il Prosecco) trascinano l’export

A Natale si stapperanno 66 milioni di bottiglie di “spumanti italiani”

Al solo sentire parlare di “spumanti italiani” mi viene mal di pancia, considerando l’espressione “spumante” fuorviante e in grado di confondere e disinformare i consumatori. Nel contenitore “spumanti” sono comprese cose tanto diverse da loro: metodo classico e metodo Charmat, Trento Doc, Alta Langa, Oltrepò Pavese, Franciacorta, più le varie bollicine prodotte in giro per l’Italia con il metodo della rifermentazione in bottiglia. E dall’altra parte Asti, Prosecco e i vari spumanti e frizzanti. Tra loro nulla in comune, né dal punto di vista dei tempi e costi di produzione, del prezzo finale, delle caratteristiche organolettiche.

Però, ad uso e consumo degli amanti di statistiche, ho pensato di pubblicare questo comunicato dell’Osservatorio del Vino, elaborato dall’Unione Italiana Vini, organizzazione molto seria che edita il Corriere Vinicolo, di cui sono stato per anni collaboratore, con la direzione del grande Marco Mancini, relativo alla stima dei consumi di bollicine italiane durante le festività natalizie e all’andamento dell’export. Buona lettura!

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La vicenda La Versa – Terre d’Oltrepò – Cavit vs. Cantina di Soave approda in Parlamento

Un’interrogazione al Ministro Martina presentata dal Senatore Gian Marco Centinaio

Ricordate (ha fatto molto rumore, nel senso che è stato letto e discusso e non solo a Pavia, Oltrepò, Zenevredo, Santa Giuletta, Casteggio e dintorni, ovvero persino a Voghera, dalla mitica casalinga e dalle sue amiche…) il mio articolo del 5 dicembre, questo, dove trattavo del “rilancio” al rallentatore e in sordina della Cantina La Versa e della strana vicenda dell’assegnazione, dietro presentazione di offerta al curatore fallimentare, della stessa.

Al tempo si contrapponevano due soluzioni possibili: la cordata CavitTerre d’Oltrepò e la soluzione Cantina di Soave. In febbraio, dopo essere stata ad un passo dall’aggiudicarsi il controllo di La Versa, la cantina veneta, che a mio avviso rappresentava, anche se “straniera”, la miglior soluzione per rilanciare veramente La Versa, rinunciò a presentare una nuova offerta. Di fatto lasciando mano libera ai competitors oltrepadan-trentini.

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A Bruxelles legiferano autentici cialtroni: l’ennesima conferma

Con solo il 12% di Champagne usato consentito lo Champagner Sorbet

Avevate ancora dei dubbi che a Bruxelles, negli organismi comunitari che deliberano, legiferano, si pronunciano spesso in maniera tra l’allucinato, l’assurdo e lo scombiccherato, ci fossero autentici fenomeni?

Ci sono, sono pericolosi e non fanno certo l’interesse dei consumatori. E’ notizia di oggi, che potete leggere qui e poi ancora qui, che la Corte di Giustizia Europea (CJUE) chiamata a pronunciarsi in merito ad un ricorso presentato in Germania dal Comité interprofessionnel du Vin de Champagne (CIPV) contro la potente catena di Supermercati tedeschi Aldi Sud, per aver posto in commercio uno “Champagner Sorbet”, ha deciso, inopinatamente, di dare ragione ragione ad Aldi Sud.

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Clamoroso ad Erbusco: scoperto il mistero del successo della Cuvée Prestige!

I suoi fan sono tutti democristiani: la scelgono ma non dicono di farlo…

Questo post è rivolto a quelli meno giovani, quelli nati ai tempi della Prima Repubblica. Prima che subentrasse, con il suo molto teorico “cambiamento” la Seconda Repubblica.

E’ un post rivolto a quelli che, come minimo, sono nati prima del 1994, anno in cui questa formazione politica si sciolse. L’anno della discesa in campo di “mi consenta, cribbio!”, della legge elettorale maggioritaria nota come Mattarellum, l’anno che precedette la nefanda “svolta di Fiuggi”…

Sto parlando, non la rimpiango affatto, non ne sono nostalgico, nel mio piccolo l’ho sempre combattuta della Balena bianca, ovvero della Democrazia Cristiana.

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Muselet di metodo classico italiani anonime: perché?

E perché non usarle per promuovere le rispettive denominazioni?

Interrogativo lampo. Secondo voi un produttore di un ottimo, sorprendente metodo classico italiano, anzi piemontese, che ho bevuto qualche sera fa e di cui scriverò presto qui, é da penalizzare oppure no per la scelta di mettere una capsula (muselet) anonima o color “caghetta”, la “caghetta” di quando si sta male?
Al di là del risvolto estetico, ognuno poi può giudicare bello o brutto il colore e ribattermi che ricorda più la senape che quella roba là, io mi chiedo perché non porre attenzione anche a questo piccolo dettaglio cui in Champagne danno sempre importanza?

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Cuvée Prestige del decennale: almeno l’etichetta non è male…

Ieri sera, non perché l’abbia scelta io, ma a cena da amici ne hanno stappato alcune bottiglie, mi è capitato di bere, la celebre Cuvée Prestige di una nota casa vinicola di Erbusco, le “bollicine”  della zona spumantistica bresciana che piacciono a chi di metodo classico non capisce granché (eufemismo).
Beh, che dire, nella speciale edizione che celebra il decennale di questa cuvée di gran successo, commerciale e d’immagine, l’etichetta é bella ed il vino é davvero “trasparenza“, direi quasi impalpabilità, ma tutt’altro che sublime. Direi invece molto semplice, elementare, scopertamente facile, direi quasi banale.

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Prosecco Doc a 34,90 euro? Fermate il mondo, voglio scendere!

Fermate il mondo, voglio scendere!

Sotto Natale succedono le cose più strane dal punto di vista della vendita delle “bollicine”. Mi mancava che un amico lettore mi inviasse la foto sotto riportata che ritrae una bottiglia di Prosecco DOC vista credo in Autogrill ad un prezzo da Oggi le comiche.

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Pubblici ringraziamenti a Cavit per un pensiero natalizio, ma con riserva…

Dottor Zanoni decida: sono un giornalista stimabile o un “nemico”?

Devo ringraziare la Cavit, la più grande e nota tra le cantine trentine e la più importante cantina sociale della regione, per avermi inviato, come graditissimo pensiero natalizio, questo magnum di  Trento Doc riserva Graal 2006 che vedete ritratto nella foto.

E’ stato davvero gentile da parte vostra pensare anche a me per questa edizione limitata di quello che ho più volte definito come uno dei migliori esempi di Trento Doc disponibili. In grado di confrontarsi con le cuvée più celebrate di note aziende la cui cantina è poco distante dalla vostra…

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Olmo Antico Marty 72 metodo classico Rosé

Un grande Rosé con le bollicine targato Oltrepò Pavese

Domani, per usare una roboante frase ottocentesca, in una magnifica terra da vino lombarda, come lo scrittore Giuseppe Cesare Abba testimonia avrebbe detto Garibaldi, “o si fa l’Italia o si muore”.

La terra dove domani, ancora un’altra citazione storica, scatterà “l’ora delle decisioni irrevocabili”, è l’amato Oltrepò Pavese, dove a partire dalle 14.30 presso l’Enoteca Regionale di Broni si terrà un’immagino tesa, vivace, partecipata assemblea dei soci del Consorzio Oltrepò Pavese per affrontare un tema di importanza basilare: la revisione / riforma dei disciplinari di produzione dei vini, dei troppi vini, di questa zona.

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Il Corriere della Sera on line scrive di Champagne e lo fa male

Tra banalità, disinformazione e pressapochismo

Anche oggi il potente Curierun, il Corriere della Sera, non fa certo una gran bella figura con un articolo dove si parla di “bollicine”, o meglio, di Champagne. Solo un compitino scolastico, e non immune da errori.

Scopriamo così che secondo il Corriere Cucina edizione on line, leggete qui, potrebbe accadere una cosa che invece praticamente non accade. “Se leggete cuvée de prestige sulla bottiglia”, perché le cuvées de prestige non si presentano quasi mai in etichetta in questo modo, ma con il nome della cuvée (Clos de Goisses, Plénitude Deuxième, Rare, Clos d’Ambonnay, Clos du Mesnil, Blanc des Millénaires, Vieilles Vignes, Cuvée Sir Winston Churchill, Comtes de Champagne, N.P.U. ecc.) che il Millésimé per il Corriere perde l’accento ed é Millesime tout court…

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Metodo classico italiani che escono troppo presto per non perdere il Natale

Ma è più importante la qualità o il business di fine anno?

E’ sabato sera, ho cenato e piacevolmente finito una bouteille de Champagne aperta due giorni fa (la prova dei due vecchi Dolcetto 1990 e 1997 che ho annunciato su Facebook l’ho rimandata a domani..) e prima di mettermi a lavare i piatti, spegnere il computer e dedicarmi alla lettura de:

  1. a) Il Foglio supplemento cultura del sabato
  2. b) Partition. Chronique de la sécession islamiste en France di Alexandre Mendel, libro forte e terribile di cui vi consiglio assolutamente un’attenta lettura,

mi pongo ancora un interrogativo bollicinaro, che giro anche a voi.

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