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Lemillebolleblog: per una nuova cultura del metodo classico

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Non è un errore. Avete letto bene, in pieno 2010, in un’epoca in cui verrebbe lecito pensare che non sia più possibile, soprattutto tra addetti ai lavori, evocare in qualche modo l’idea, del tutto erronea, e assurda organoletticamente parlando, che una bollicina “metodo classico” possa essere abbinata ad un dolce, sulla home page del sito Internet di una delle più antiche zone produttrici di “bollicine nobili” ci si può imbattere in questo autentico sfondone.
E ci tocca leggere che per la “Festa del Torrone di Cremona solo Oltrepò nel bicchiere”. Ovvero che i “Grandi vini dell’Oltrepò Pavese”, ed in primis Cruasé e Oltrepò Pavese Metodo Classico, saranno “protagonisti assoluti alla Festa del Torrone di Cremona in calendario per il 19, 20 e 21 novembre”.
E che “alla cena di gala di apertura, che si terrà a Palazzo Trecchi il 19 novembre, in tavola solo Cruasé, Oltrepò Pavese Metodo Classico, Pinot nero dell’Oltrepò Pavese e Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese”.
Poco conta che scorrendo il menu della “Cena di Gala realizzata con la prestigiosa collaborazione del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese” e con la “partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni cittadine, promotori della Festa, numerosi giornalisti, opinion maker locali, pr della stampa nazionale, rappresentanti delle realtà imprenditoriali locali e di pubblico”, come recita con un linguaggio molto old style, la presentazione, il dubbio che un metodo classico secco possa essere impunemente proposto su un dolce a base di torrone venga fugato.
E che appaia abbastanza chiaro che alla Cena di gala Torrone & Torroni in programma venerdì 19 novembre presso Palazzo Trecchi nella capitale del torrone italiano, Cremona, i Docg targati Oltrepò Pavese verranno abbinati a piatti più adatti, anche se qualche “licenza” e variazione spericolata in materia di abbinamento cibi-vini, persiste.

Anche senza voler criminalizzare il Consorzio lombardo che ha voluto porre sulla cima della propria piramide qualitativa i propri metodo classico espressione dei molti ettari di Pinot nero presenti in zona, le perplessità per questa mancanza di chiarezza, per una comunicazione confusa o foriera di equivoci, in grado di favorire in qualche modo l’idea insana, ancora molto diffusa, più di quanto si possa pensare, che il mariage tra un metodo classico ed un dolce sia possibile e auspicabile, permangono.
C’è ancora tanto da fare, da scrivere, da spiegare, per favorire in Italia lo sviluppo di una vera, normale, matura cultura e conoscenza del metodo classico, pardon, dei diversi metodo classico che vengono prodotti in zone che possono contare su una denominazione specifica per questa particolare tipologia di prodotto. Ed in altre dove i vini sono invece normali VSQ, oppure tipologie aggiuntive di Doc più note per i loro vini fermi.
C’è da opporsi, innanzitutto, alla dilagante incultura che porta ad annullare differenze e peculiarità territoriali, storiche, stilistiche, organolettiche, facendole confluire nell’indistinto calderone presentato come “spumante italiano”.

Non c’è alcun motivo di parlare di “spumante” o “spumanti” italiani se si vuole essere onesti nei confronti del consumatore, perché non ha senso accomunare vini profondamente diversi che in comune hanno solo il presentarsi con le bollicine nel bicchiere e null’altro. Né la metodologia di produzione, né il tipo di uve utilizzate, né tantomeno la possibilità di abbinamento e di utilizzo a tavola, o il prezzo.
Per contribuire a fare chiarezza, per chiamare le cose con il loro nome senza confusioni e pasticci e provare a favorire una crescita di cultura sicuramente necessaria e utile, ho pensato di creare, come spin-off del mio blog Vino al Vino un altro blog, animato dallo stesso spirito del blog originale, espressamente dedicato alle bollicine italiane.
Si chiamerà, l’avete visto dalla testata, “Lemillebolleblog”, e cercherà, con articoli dedicati a vini e aziende, a degustazioni, ma anche con commenti, cronache, interviste, di favorire, passo dopo passo, la crescita di una diversa consapevolezza delle bollicine (soprattutto metodo classico) italiane, intese come un universo variegato e non riconducibile ad unità di denominazioni, zone di produzione, tradizioni, filosofie diverse.
In questo blog non parlerò dunque di “spumante italiano”, come ama fare quella stampa, generalista e (peggio ancora) specializzata che crede ancora alla favola della funzionalità e spendibilità del termine spumante. O alla chimera di un nome comune, tra l’altro brutto, per raccoglierli sotto un unico cappello. Dove tra l’altro sono tanti a non voler assolutamente trovare riparo…

Cercherò dunque di raccontarvi e farvi meglio conoscere, in un work in progress svolto post dopo post, di Franciacorta Docg, di Oltrepò Pavese Docg, di Trento Doc, Alta Langa Doc, Alto Adige Doc e di altri metodo classico prodotti, con svariate uve, in giro per l’Italia.
E passando dai vini secchi alle bollicine dolci e semi dolci da vitigni aromatici, parlerò anche, raccontando come siano diversi dai primi, di Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Docg, di Valdobbiadene Superiore di Cartizze, di Prosecco Doc, di Asti e Moscato Docg.
Chiamando ogni prodotto con il proprio nome, delineandone chiaramente le caratteristiche ed i pregi, senza alcuna confusione.
Perché non solo non passi l’idea nei lettori che Franciacorta e Prosecco di Conegliano possano essere considerati solo degli “spumanti”, ma nemmeno che si pensi di poter tranquillamente accostare, nel 2010, un metodo classico secco, vino da giocare su verdure, piatti di pesce, carni bianche, antipasti (e molti altri abbinamenti che cercheremo di scoprire strada facendo) ad un pur squisito e gustoso Torrone di Cremona…
Benvenuti su lemillebolleblog e buona lettura!

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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