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Degustazioni

Franciacorta Pas Dosé 2006 Majolini

Pubblicato

il

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay

Giudizio:
8


Appare sempre più chiaro, con il passare degli anni e la conquista di una progressiva maturità produttiva, che la Franciacorta è una zona di produzione vocata che ha la fortuna di poter contare su diverse aree che contano su terreni di diversa origine e composizione (come ha messo in luce il meticoloso lavoro di zonazione avviato, su indicazione del Consorzio, già nel lontano 1992).
Una ricerca che “ha permesso di definire la vocazionalità viticola dell’intera Franciacorta, studiando e valutando l’effetto dell’insieme delle caratteristiche geopedologiche e la morfologia del paesaggio e dei vigneti ad esso associati sulle prestazioni vegeto-produttive e qualitative del vigneto franciacortino”. Lo dice la scienza che l’intera area dei 19 comuni compresa nei circa 2400 ettari vitati della Docg ha parecchie frecce, magari frecce diverse, al proprio arco.
E lo conferma la nostra esperienza di degustazione, che ci fa conoscere Franciacorta con una forte caratterizzazione territoriale, che mostrano quasi un carattere “da Erbusco”, piuttosto che da Cortefranca, Monticelli Brusati, Adro, Cellatica, Gussago e così via.
Uno dei territori più caratteristici e particolari della Franciacorta, dotato di una particolarissima geologia, è quello del borgo antico di Ome, situato in una zona costituita da stratificazioni di medolo, calcare bianco purissimo, in grado di donare mineralità e struttura ai vini prodotti.
Il borgo è ubicato in un’insenatura protetta ai piedi del monte Brione (800 metri) e, circondato da verdi colline, gode di un microclima unico all’interno di tutta la denominazione.
A Ome è attiva dalla fine degli anni Sessanta l’azienda agricola Majolini (condotta dal past president del Consorzio Ezio Maiolini) che conta su 22 ettari di vigneti (con la pratica di una viticoltura definita “senza concessioni, completamente dedicata alla qualità dell’uva: bassi rendimenti, alta densità di piantagione, potatura rigorosa, inerbimento, sfogliamenti, selezione rigorosa delle uve su tutti i grappoli durante l’estate”).
Azienda che si è imposta negli anni, oltre che il Curtefranca rosso Ruc di Gnoc, ottenuto da uno storico vigneto, per una diversificata produzione di Franciacorta Docg, ben sette, tra cui due Rosé, un Brut, un Satèn, e due millesimati, la riserva Valentino e l’Electo.
Il Franciacorta che però preferisco, anche se trovo il Satèn tra i più riusciti nella sua tipologia, e saldo, ben strutturato, vinoso, di sicuro impatto l’Electo, è un vino espressione di un vigneto interamente a Chardonnay posto non ad Ome, ma nella poco distante Gussago, il Pas Dosé (di cui ho recentemente degustato l’annata 2006 con sboccatura gennaio 2010), affinato almeno 30 mesi sui lieviti.
Un Franciacorta, colore paglierino oro squillante, dal perlage fine e continuo, che mi piace per il suo carattere deciso, la salda struttura, con un naso caldo, maturo, dallo spiccato carattere mediterraneo, con note di frutta esotica, accenni floreali, di fieno secco ed una sfumatura di miele, frutta secca, a comporre un bouquet di buona complessità e fragranza.
Ricco di carattere, direi quasi “maschio”, senza concessioni a “piacionerie” anche il gusto, ben secco, diretto, incisivo, piuttosto pieno e, come si diceva sopra, ben strutturato e persistente, eppure bilanciato, con una bella vena acido-sapida finale che dà nerbo e persistenza lunga e fresca.
Consiglio di proporlo, più che come aperitivo, come Franciacorta da tutto pasto, soprattutto su preparazioni a base di pesce, a primi piatti con verdure e pesce in golosa combinazione.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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3 Commenti

3 Commenti

  1. Mario Crosta

    22/11/2010 at 15:54

    Fatti dare il rose’ da Maiolini, che e’ una bomba!

  2. Riccardo

    23/11/2010 at 21:19

    interessante che una zona considerata meno importante come quella di Ome riesca ad esprimere Franciacorta di tale personalità

  3. Elisabeth

    23/11/2010 at 23:26

    Direi una zona straordinaria per fare dei prodotti di questa qualità! Finalmente si parla ed apprezza sempre di più.
    L’ho scoperta ormai da un po’ di anni e queste conferme sono preziosissime per me.
    Grazie Franco.
    Elisabeth

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