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Degustazioni

Alto Adige Extra Brut riserva 2006 Arunda

Pubblicato

il

Denominazione: Alto Adige Doc
Metodo: metodo classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero

Giudizio:
8


Avvertenza d’uso. Questo post non sarà una semplice segnalazione, positiva ovviamente, di un vino che amo, il “consiglio per gli acquisti” di uno dei migliori metodo classico prodotti in provincia di Bolzano – bollicine “di montagna” dunque, che io conosca.
Sarà anche e soprattutto la segnalazione di un posto e di due persone speciali, che ho il grande piacere di conoscere da molti anni e ai quali mi legano bellissimi ricordi. Sto parlando di Meltina, in provincia di Bolzano e di Marianne e Sepp Reiterer (nella foto), che dal 1979 hanno creato ai 1200 metri di altezza di questo delizioso paesino di montagna, dove ho trascorso bellissime vacanze estive, quella che definiscono con orgoglio “la più alta cantina metodo classico d’Europa”.
Arunda
(Vivaldi per il mercato italiano) il nome di questa petite maison “champenoise”, e, paradossalmente parlando, il ruolo di “Ferrari” del metodo classico altoatesino, visto che quella dei Reiterer è l’azienda leader con “ben” 90 mila bottiglie prodotte sulle circa 200 mila complessive prodotte in provincia di Bolzano.

Reiterer, una lunga esperienza di tecnico maturata lavorando per una ditta tedesca di attrezzature enologiche, elabora le sue bollicine non da vigneti di proprietà (a Meltina del resto la temperatura, piuttosto rigida, d’inverno, non consente la coltura della vite, che si arresta, salendo lunga la bella strada tutta curve e tornanti, sulle alture sopra Terlano) ma da uve acquistate ogni anno di viticultori di fiducia (situati negli arealii di Appiano monte, Cornaiano, Pochi di Salorno e Terlano) che seleziona con grande esperienza.
Vignaioli che gli forniscono lo Chardonnay, il Pinot bianco ed il Pinot nero di cui necessita per elaborare con grande pazienza, in quella piccola, deliziosa cantina di montagna, posta sotto casa (a sua volta posta a cinquanta metri dall’ottima macelleria Wiedmer alla quale vi consiglio una visita per speck e altre golose norcinerie hausgemacht) le varie cuvée, otto o nove, ho perso il conto, di cui tre rosati, che annualmente propone.

Vini che si affinano sui lieviti non meno di 24 mesi, nel caso del Brut, 36 per l’Extra Brut ed il Blanc de Blancs e 48 per la Cuvée che Sepp ha dedicato a Marianne, sua moglie. Sosta invece ridotta a 15-20 mesi per i Rosé, anche per quell’eccellente nuova Cuvée, l’Excellor Rosé (100% Pinot nero) di cui conto di parlarvi presto. Oggi, sottolineando le cure artigianali poste nell’elaborazione dei vini, e della straordinaria, contagiosa umanità di Sepp Reiterer, una sorta di folletto del vino che ovunque vada (conosce un po’ tutti) porta una carica di simpatia trascinante, voglio parlarvi, invitandovi caldamente se vi troverete a passare tra Bolzano e Merano e vedrete, sulla superstrada, l’uscita di Terlano a salire sino a Meltina (Mölten), ne vale la pena, che raggiungerete dopo circa 12 chilometri, voglio consigliarvi, l’ho fatto anche in un recente articolo dedicato alle bollicine metodo classico altoatesine che esce in questi giorni sul numero di fine 2010 della rivista dell’A.I.S. De Vinis, l’Alto Adige Extra Brut riserva 2006, una cuvée di Chardonnay, 60% e Pinot nero, 40%, vinificato in bianco, con affinamento di almeno 50 mesi sui lieviti. Colore paglierino oro brillante e luminoso, naso di grande complessità e ricchezza, note di frutta esotica, bella vena sapida minerale, accenni di fiori bianchi, miele d’acacia, alloro, cioccolato bianco, che aprono su una presenza agrumata molto evidente e poi su note di mela e pesca bianca. Bocca larga piena succosa, ben strutturata ha una spalla molto salda, una notevole vinosità, gusto piuttosto largo ben strutturato e persistente, prodotto impegnativo ma di grande piacevolezza. Bollicine non da aperitivo, che vi consiglio di testare e mettere alla prova non solo su preparazioni, anche le più impegnative, a base di pesce, ma anche su carni bianche (pollame soprattutto, ma anche coniglio) su cui mostrerà appieno il proprio carattere, la sua espressività da metodo classico di montagna. Zum wohl dunque e prosit!

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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5 Commenti

5 Commenti

  1. Elena

    30/11/2010 at 11:31

    ottima scelta Franco: le bollicine dell’Alto Adige – Süd Tirol meritano di essere maggiormente prese in considerazione dagli appassionati di metodo classico. E quelle di Arunda-Vivaldi sono spesso speciali

  2. Renata Garofano

    30/11/2010 at 13:36

    Complimenti Franco per il bel blog, mi piace molto perchè adoro le bollicine ed è davvero un’idea originale. Ormai si parla dappertutto di vino e le bollicine italiane meritavano un posto di primo piano. E come non adorare Arunda e gli amici Marianne e Sepp, leggendo il tuo articolo ho rivissuto le emozioni dei tanti viaggi su per i monti dell’Alto Adige… quanti ricordi e incontri nella loro bella cantina. Un abbraccio alla tua famiglia e a presto, magari proprio nella splendida Meltina! Buon lavoro

    • Franco Ziliani

      30/11/2010 at 14:10

      cara Renata, che piacere! So che anche voi conoscete e apprezzate Meltina ed i cari amici Marianne e Sepp. Tanti cari saluti, con tanto affetto, a voi tutti!

  3. Antonio

    30/11/2010 at 14:38

    Buon pomeriggio Franco,
    può indicare il prezzo?

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