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Degustazioni

Franciacorta Extra Brut 2005 Lo Sparviere

Pubblicato

il

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero

Giudizio:
7


Oltre cento le aziende produttrici di Franciacorta Docg e anche per uno, come me, che a questa zona, non foss’anche che per una sorta di dovere legata al mio nome e all’omonimia con il grande personaggio che l’ha letteralmente inventata come “piccolissima Champagne” italiana, come zona di produzione di bollicine metodo classico, cinquant’anni orsono, è da tempo legato e da Erbusco e Rovato dista solo una trentina di chilometri, riesce difficile poter dire di essere fisicamente stato almeno una volta in tutte le cantine.
Non solo in quelle di più recente storia, che mi riprometto, anche per l’impegno assunto con Lemillebolleblog, di visitare, ma anche in altre, di più antica storia, dove magari, per i più disparati casi della vita, non ho messo piede.
E così per la mia prima volta allo Sparviere di Monticelli Brusati, proprietà della famiglia Gussalli Beretta, più nota per la sua attività di fabbricanti d’armi, anche proprietaria, oltre a questa, di belle tenute in Toscana e Abruzzo, ho dovuto attendere sino allo scorso fine settembre, quando su invito di una persona, Riccardo Isetti, che si occupa della commercializzazione dei vini delle Agricole Beretta e che non incontravo da anni, sono arrivato nella cantina, dove opera come enologo consulente un vecchio caro amico come Beppe Bassi.
L’occasione partecipare ad una simpatica serata, più gastronomica che enoica, dove Andy Luotto, attore, conduttore televisivo e cuoco, lo ricordate?, il tipo simpatico “che diceva “bbbuono” e “no bbuono” nella trasmissione “L’Altra Domenica”con Renzo Arbore e che ha partecipato anche a “Quelli della notte”, attore e appassionato di cucina, aveva proposto una serie di piatti, alcuni molto riusciti altri meno in abbinamento ai Franciacorta della casa.
Una serata in cui la proprietà e Beppe Bassi (consulente in ottime aziende in Oltrepò, oltre che nei Colli Piacentini ed in Salento) hanno presentato il Franciacorta Extra Brut 2005.
Prima di parlarvi del vino, in base ai miei appunti di quella sera, qualche parola sull’azienda, che ha sede in una cantina che risale al sedicesimo secolo e come si legge sul sito Internet “deve il suo nome allo sparviere raffigurato sullo stemma del camino nel salone recentemente restaurato e riportato al suo originale splendore all’interno della casa padronale”.

L’azienda si estende su 150 ettari di proprietà di cui 30 vitati principalmente a Chardonnay e Pinot nero da cui nascono Franciacorta D.O.C.G. nelle tipologie Brut, Extra Brut, Satén e Rosè. Il Franciacorta Extra Brut viene prodotto solo come millesimato e in questa edizione, quella precedente era esaurita da tempo, vede lo Chardonnay completato da un 10-12% di Pinot nero fermentato in tonneau e prevede una lunga permanenza di 36-48 mesi, sui lieviti.
Come ho trovato questo Extra Brut, decisamente ancora molto giovane nel momento del mio assaggio (corroborato però dalla possibilità di testarlo sui cibi)?
Come un vino molto interessante in fieri, meritevole di un riassaggio. Bello il colore, un paglierino vivace di buona intensità, e naso molto complesso, compatto, ricco, ben definito, con una buona componente di frutta matura (nette le notte agrumate e di fiori secchi e crosta di pane).
Molto strutturato, direi vinoso, al gusto, ampio, carnoso, largo, piuttosto secco e asciutto come piace a me.
Un Franciacorta che per le sue caratteristiche non si propone come aperitivo, ma in abbinamento a preparazioni, a base di pesce, carni bianche, anche le più impegnative.

Azienda agricola Lo Sparviere
Via Costa, 2 25040 Monticelli Brusati BS
tel. 030 652382 e-mail
5000 bottiglie prodotte
prezzo in enoteca intorno ai 30 euro

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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1 Commento

1 Commento

  1. Gregorio

    10/12/2010 at 23:14

    “piccolissima Champagne italiana” ??

    ho letto da qualche parte che è sbaglitissimo voler paragonare lo Champagne al Franciacorta…ho letto male io evidentemente

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