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Albo degli spumantisti: ecco i primi iscritti

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L’ho deciso: istituisco su questo blog un albo degli spumantisti. Intendiamoci non sarà, come potreste pensare, un elenco delle aziende produttrici di “bollicine”.
Sarà piuttosto una lista, da aggiornare via via, dove verranno inseriti, d’ufficio, i sostenitori della causa (persa) del cosiddetto “spumante italiano”, quell’indistinto contenitore dove si vorrebbero far confluire alla rinfusa, come in un disordinato calderone, prodotti con storia, identità, provenienza, uve impiegate, tecnica produttiva, modalità di utilizzo a tavola, modo di presentarsi al consumatore e infine prezzo, completamente diversi. Non riconducibili ad una sola entità, come sanno ormai anche i bambini.
Dopo i primi iscritti di questi giorni, il megadirettore dell’Assoenologi Giuseppe Martelli, leggi, il Ministro delle Politiche Agricole Giancarlo Galan, leggi, tocca ora ad un collega, che con ministri, assessori e alti funzionari va notoriamente d’accordo, che nella sua notizia diffusa via news letter di lunedì 20 dicembre testualmente, intitolando la notizia Boom Spumante scrive: “Lo spumante italiano leader globale.
Secondo le stime di Assoenologi infatti l’export dovrebbe chiudere l’anno con un balzo di circa il 20%. Secondo il direttore del Forum Spumanti d’Italia Luca Giavi nuovi interessanti sbocchi si profilano anche nel Far East, ovvero in Cina, Hong Kong e India.
Inoltre l’Italia a fine 2010 probabilmente diventerà il primo produttore mondiale di vini frizzanti frizzanti con circa 380 milioni di bottiglie prodotte e superando la Francia che ne produce 370. Sul terzo gradino del podio la Spagna con 320 e a seguire la Germania con 310.
Altro dato importante, secondo Assoenologi, è che gli italiani non bevono molto spumante: 3,5 bottiglie a testa contro i 4 degli spagnoli, 5 dei francesi e 6 dei tedeschi.
Tra le migliori performance degli spumanti nostrani quella del Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano, dell’Asti spumante, del Trento Classico,  del Franciacorta  e dell’Alta Langa”.
Testo puntualmente riportato anche da un altro sito, dove le news sul vino e sulle aziende sono letteralmente assediate da decine di banner pubblicitari di case vinicole.
Sito che dopo averci assicurato che “tra il 10 dicembre e il 10 gennaio, nel periodo che si può considerare a natalizio, si stapperanno o si regaleranno nel mondo 150 milioni di bottiglie di spumante italiano, il 40% del totale prodotto nel 2010. E, solo in questo periodo, secondo i dati di Assoenologi, in Italia saranno vendute 40 milioni di bottiglie”.
Notizia, si fa per dire, reiterata da un corsivo dove evocando “Immagini “d’antan” e di “vittorie di Bartali al Tour de France”, ci si ricorda che “la produzione di bollicine made in Italy supera quella di Champagne: 380 milioni di bottiglie contro 370 milioni”.
Basta e avanza per iscrivere anche questo sito, a pieno merito, all’albo degli “spumantisti italiani”…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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1 Commento

1 Commento

  1. Giuseppe

    27/12/2010 at 13:10

    Mi congratulo, si fa per dire per questa lotta alle bollicine con la Francia, peccato grave…illudersi, noi produciamo solo, all’incirca 20 milioni di metodo classico, di cui oltre 8 nella mia amata terra di Trento Doc c’è un abisso ad arrivare alle fatidiche 370 milioni della nostra amata odiata Francia(Champagnes), Prosecco ed Asti a parte strada da fare c’è ne ancora tanta … che ne dite?

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