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Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Docg: ancora un’altra offerta a prezzi stracciati

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Continua, nonostante l’arrivo della Docg per il più storico e qualificato dei Prosecco a denominazione d’origine, quello Superiore di Conegliano Valdobbiadene, l’abitudine di svariati prosecchisti, nonostante ci raccontino che i loro vini vanno a ruba, che si vendono a gonfie vele come panini, di vendere i loro vini a prezzi di saldo.
E’ una strana abitudine che ho già sottolineato in questo articolo e poi in quest’altro, e che vede un numero crescente di Prosecco Superiore Docg aderire alle offerte promozionali lanciate da questo o quell’altro canale della Grande Distribuzione Organizzata.
Ad essere protagonista ancora una volta all’Esselunga, con un’offertona valida dal 17 al 30 marzo, è questa volta la Cantina Produttori di Valdobbiadene, con un vino – ecco la scheda prodotto – in vendita a 3,89 euro, invece di 6,49, ovvero con uno sconto del 40%, riservato ai possessori della Fidaty Card.
Disponibilità, questa, non particolarmente entusiasmante – o dobbiamo entrare nell’ordine di idee che a Valdobbiadene e dintorni hanno pensato di puntare, vista la disponibilità di larghi volumi, sulla fascia più bassa di prezzo, con una Docg (s)venduta, da Esselunga, non dal produttore, a meno di 4 euro? – che è bene considerare nell’ambito di un quadro ben più generale relativo alle prospettive future del Prosecco nelle ormai numerose denominazioni.
Quadro ben dipinto da un commentatore attento e di lunga esperienza come Francesco Arrigoni, che sul blog Web Wine Food, ospitato sul sito Internet del Corriere della Sera, parla, in un post molto acuto, di “prosecchizzazione del Friuli” – leggete qui – di una “corsa all’impianto di nuovi vigneti per il Prosecco”, questa volta Doc, in tutto il Friuli Venezia-Giulia, “conseguenza del entrata in funzione della DOC Prosecco, che oltre il Veneto tutto comprende anche il Friuli, dove fino ad ieri il Prosecco era un vitigno straniero”.
Come sottolinea Arrigoni “si sta piantando viti di Prosecco-Glera anche nelle terre vocatissime del Collio e dei Colli Orientali, celebri per i loro grandissimi bianchi. Perché?
Il motivo è molto semplice, e come sempre il solo unico che genera grandi e veloci trasformazioni nella viticoltura: i soldi. La mancanza da un giorno all’altro di Prosecco a denominazione con le carte in regola ha generato una fortissima domanda da parte degli imbottigliatori”.
Oggi “un litro sfuso di Prosecco Doc 2010 sul mercato vale circa due euro. Una cifra niente male se si pensa che stiamo parlando di un vino che ha pochi mesi di vita e non ha avuto nessun passaggio in legno. Dall’alta parte invece i prezzi delle uve del Collio – valori riferiti ai pagamenti delle cantina sociali – sono intorno ai 50 centesimi il chilo di uva.
Significa che – a parità di resa per ettaro – che un ettaro coltivato a Prosecco rende almeno tre volte un ettaro di Pinot Bianco o Malvasia del Collio”.
Due domande sorgono spontanee: se c’è una tale richiesta di Prosecco a denominazione, tale da spingere i viticoltori friulani ed in particolare del Collio e dei Colli Orientali a piantare l’uva Glera, perché diavolo il Prosecco Superiore Docg viene così sistematicamente proposto a prezzi stracciati?
E quando andranno in produzione i vigneti di Prosecco-Glera piantati in Friuli ed in Venezia Giulia, e aumenterà ancora più la produzione di Prosecco Doc, a quale prezzo ancora più basso dell’attuale verrà venduto il Prosecco Superiore Docg nei canali della Grande Distribuzione?

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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