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My Wine Notes

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Metodo classico a prezzi di saldo nella Grande Distribuzione: effetto Pasqua?

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Si manifestano anche sotto Pasqua, così come si erano verificati sotto Natale, fenomeni di sensibili cali dei prezzi, definiamole pure promozioni, di bollicine metodo classico italiane.
Nelle mie periodiche perlustrazioni, nel corso delle quali ho continuato a trovare Prosecco Docg targati Conegliano Valdobbiadene in vendita al di sotto della fascia dei cinque euro, ho visto con i miei occhi, in un supermercato Esselunga della provincia di Bergamo, due metodo tradizionale in offerta a prezzi particolarmente bassi.
Il primo caso è rappresentato dal Brut Le Millesimé 2008 Cesarini Sforza, definito in retroetichetta Vino spumante di qualità senza nessuna indicazione TrentoDoc, nonostante la casa spumantistica con sede a Ravina nei pressi di Trento, che fa parte della galassia Lavis, produca Trento Doc e faccia parte dell’Istituto TrentoDoc, e riporti il retro il logo del Talento metodo classico anche sul sito Internet dell’associazione non figuri tra le aziende associate, disponibile per chi disponga della Fidaty Card a 5,97 euro.
Ovvero con una riduzione del 40% (3,98 euro) rispetto al prezzo di partenza di 9,98 euro indicato.
Il secondo caso è rappresentato, e si tratta di un ritorno, perché lo stesso prodotto l’avevamo avvistato in Esselunga sotto Natale ad un prezzo simile, la Cuvée Imperiale, storico prodotto base della Guido Berlucchi di Borgognato di Cortefranca proposto a 6,90 euro, massimo quantitativo acquistabile 6 bottiglie, invece di 8,69 euro. Prezzo ridotto sempre per i possessori della Fidaty card.
Cuvéé Imperiale prodotta sempre con la classica formula utilizzata con successo sino ad oggi, con un mix di uve Chardonnay e Pinot nero provenienti da Franciacorta, Oltrepò Pavese e Trentino Alto Adige. Formula classica che non viene più citata nella scheda tecnica del vino presente sul sito Internet aziendale, dove forse in virtù della “operazione rientro” o riconversione a tutta Franciacorta anche dei metodo classico sinora prodotti con il contributo di uve altre zone, si preferisce parlare genericamente di Chardonnay e Pinot nero, senza parlare della provenienza delle uve.
Nel caso della Cuvée Imperiale forse questo prezzo basso inferiore ai 7 euro è giustificato dall’esigenza di liberare le scorte del vino prodotto con la vecchia formula.
Ma nel caso del metodo classico di Cesarini Sforza, di cui conto di scrivere presto dopo l’assaggio del campione acquistato, che non si capisce bene se sia un TrentoDoc, uno vino spumante di qualità, un Talento, o un marchio prodotto appositamente per la grande distribuzione da un’azienda che comunque produce metodo Classico per un 55% e metodo Charmat per il restante 45%, come spiegare questa politica di prezzi bassi che porta il vino sullo scaffale ad un prezzo… da Prosecco Doc e Docg?
E’ forse una politica del genere, praticata del resto, come ho già scritto qui, da altre potenti cantine sociali trentine, che spiega i problemi, arrivati sino al commissariamento, del Gruppo LaVis?
Domanda in forma di pensierino ben poco pasquale: ma se questo mercato del metodo classico è in forma e in costante sviluppo come dicono, perché mai per vendere alcuni soggetti accettano di svendere i loro prodotti e di calare le brache?
Ai posteri l’ardua risposta e buona Pasqua, anche da Lemillebolleblog, a tutti…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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10 Commenti

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  2. pierazzo

    22/04/2011 at 16:51

    alla conad è esposto il moet e chandon NV a 19,90, se a qualcuno interessa……

  3. Mario Crosta

    22/04/2011 at 19:50

    Poiche’ in Italia non riusciamo ancora a trattare i vini metodo classico come dei vini e non come delle bevande gassate, cioe’ come dei re sulla tavola ad esaltare le migliori pietanze, purtroppo le vendite massicce sono concentrate tra dicembre e carnevale, ma poi la gente li compra raramente e soltanto in occasione di feste e ricorrenze famigliari. L’ultima occasione e’ Pasqua, dopodiche’ un sacco di bottiglie rimarrebbe nei magazzini della GDO per tutta l’estate e meta’ autunno (a temperature inadatte, specie in giugno, luglio ed agosto) percio’ per non rischiare di ritrovarsi poi con prodotti esausti tra sei mesi preferiscono metterli in offerta speciale adesso a prezzo di saldo.
    Questo succede in tutta Europa escluso la Francia, te lo assicuro, Franco, perche’ la’ li consumano regolarmente a pasto anche d’estate col pesce, con i salumi, col pollo in gelatina, perfino in giardino con le grigliate e con tante altre ricette perche’ sono i vini piu’ eclettici ed abbinabili che esistano. Dobbiamo fare tutti uno sforzo per proporre ai consumatori di cambiare abitudini, di consumare questi vini gustosissimi a pasto, magari al posto di certe DOCG dal nome altisonante ed inutilmente barricate, che costano anche di piu’…

    • Franco Ziliani

      22/04/2011 at 19:56

      credo proprio tu abbia ragione Mario, ma che tristezza pensare che le cose vanno proprio così…
      Lemillebolleblog continuerà la sua azione e non andrà di certo in vacanza, soprattutto ora che arriva l’estate…

  4. Mario Crosta

    23/04/2011 at 08:24

    Tu fai una degnissima opera d’informazione in proposito, Franco, pero’ non basta. Sono le associazioni dei produttori, le grandi cantine, i Consorzi che devono intervenire con maggior decisione nel campo dei suggerimenti per il consumo. Per cambiare le abitudini del consumo, per educare ad un altro stile di vita.
    Ti assicuro che pochissimi in Italia si sono mai bevuti un metodo classico da uve nere con il cosciotto di montone alla brace, invece da Bollinger ricordo una bella festa primaverile in giardino con questa proposta. Se non fai così, anche con i gamberi, con il semplice vitel tonne’ o il pollo in gelatina e tante altre ricette familiari, tradizionali, se non lo proponi in TV ad ogni pie’ sospinto, la gente continuera’ a spendere cifre spropositate per vini rossi decrepiti, barricati e costosi, secondo le mode e pensando di fare chissa’ quale colpo sugli amici invece di godersi dei metodo classico freschi, piacevoli, goduriosi e meno cari.
    Avevo anch’io delle riserve quando ero giovane, poi un giorno un sommelier che girava il mondo sulle navi mi disse che non c’e’ niente di meglio che solleticare l’appetito a meta’ mattina con dei croccanti panini appena sfornati e prosciutto profumato, bevendoci sopra uno Champagne. Non c’e’ bisogno di feste o di occasioni particolari. Bisogna imparare a vivere, a godersi quel poco di piccole felicita’ che ti puo’ dare una bottiglia che non costa un patrimonio e comunque te la bevi tutta, piuttosto che un bicchiere di rosso gnucco, dai tannini duri, che sa di cuoio, vaniglia, cioccolato, caffe’, costa il doppio e ne lasci meta’ dentro la bottiglia perche’ non ce la fai a finirtela…

  5. toni

    23/04/2011 at 18:07

    Metodo classico non significa prezzo alto. Un metodo classico a prezzo basso, può anche essere vecchio (uno serio ha la data di sboccatura; quanti la riportano?). Questo è un semnplice esempio, non entro nel merito commerciale. A parte questo aspetto (tecnico che pochi guardano o conoscono) la domanda è questa: tutti i metodi classici devono avere un certo prezzo perchè sono classici? Ci sono metodi classici a prezzi alti che non valgono la spesa. All’ultimo Vinitaly ho assaggiato Franciacorta che non vale la pena di fare commenti (compreso il comportamento dei produttori, piuttosto altizzoso). Ci sono champagne di piccoli produttori che con 12, 14 euro, potrebbero fare concorrenza a molti più blasonati.
    Le conclusioni: la qualità la fa il prezzo o il “classico”. Forse il consumatore. Auguri, considerato che domani è Pasqua, con bollicine di qualità.

    • antonio sorrento

      25/04/2011 at 18:12

      Caro Toni, sono d’accordissimo con te: non necessariamente un prezzo alto è garanzia di un prodotto di alta qualità (anzi).
      Vi sprono a segnalarci , perciò, nell’interesse del consumatore e una maggiore pubblicità/diffusione di questo splendido prodotto della Franciacorta, a segnalarci sul Vs. blog quei prodotti (spumanti e/o champagne) che costano veramente poco (come dici tu 10-14 € /bt.) ma che hanno ugualmente un’ottima qualità .
      Grazie

  6. Marco De Tomasi

    25/04/2011 at 09:27

    La data di sboccatura è un parametro discriminante per valutare la “freschezza” di un prodotto SOLO se si conosce l’intervallo di tempo dalla data di sboccatura alla data di effettiva commercializzazione. In taluni casi diventa controproducente indicarla, passando oltre 6 mesi o 1 anno tra le due operazioni.
    La cosa migliore sarebbe indicarle entrambe.

  7. Franco Ziliani

    26/04/2011 at 11:04

    ovviamente uno dei due soggetti in causa nega di aver determinato scientemente questa politica di prezzi, anzi di averla “subita”, attribuendo la responsabilità del prezzo basso del proprio prodotto sullo scaffale al canale della G.D.O. dove il vino era in vendita.
    Prendo ovviamente atto di questa precisazione

  8. Pingback: Un metodo classico a sei euro? Un Talento a prezzi da… spumante | Il Prosecco

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