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In Franciacorta le vendite segnano un +18% nei primi sei mesi del 2011. Ed entra in gioco la “riserva vendemmiale”…

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Via alla vendemmia venerdì 5 agosto

L’ho già annunciato in un articolo che ho pubblicato, appena appresa la notizia, nello spazio delle news del sito Internet dell’A.I.S.
Alla vigilia dell’avvio delle operazioni vendemmiali, che si apriranno ufficialmente venerdì 5 agosto il Consorzio Franciacorta, un Consorzio che conosce l’arte del comunicare e lo fa anche quando mezza Italia sembra pensare solo alle vacanze, ha reso noto alcune novità di rilevante interesse. In primis la progressiva entrata in funzione di un innovativo strumento di rilevazione e analisi di dati relativi al Franciacorta Docg, l’Osservatorio economico.
I dati prodotti dall’Osservatorio, insieme ai risultati di due ricerche che condurrà l’istituto AstraRicerche diretto dal celebre sociologo Enrico Finzi, saranno gli elementi che permetteranno a Cermes-Bocconi (Centro di ricerca marketing e servizi) di elaborare lo studio analitico e prospettico in cui verranno delineate le linee guida per una migliore programmazione del futuro delle aziende socie. I risultati saranno presentati  a fine ottobre.
In seconda battuta arrivano notizie squillanti dal fronte dell’andamento delle vendite. Nei primi sei mesi del 2011, come ha annunciato il presidente del Consorzio Franciacorta Maurizio Zanella, “le vendite hanno registrato un incremento del 18,2% rispetto all’anno passato. Ci auguriamo che il trend positivo continui”.
Va ricordato che nel corso del 2010 sono state commercializzate 10.377.195 bottiglie di Franciacorta, fra Italia e mondo, con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente.
Se si considera che l’incremento nel primo semestre 2011 avviene in un lasso di tempo che non comprende i mesi tradizionalmente più dinamici per le vendite, ovvero l’ultimo trimestre, ma i mesi di gennaio e febbraio, solitamente molto tranquilli dopo il picco di vendite di fine anno, questo quasi più venti per cento nel periodo gennaio-giugno deve essere considerato un risultato di straordinario valore.
Un elemento che ha sicuramente contribuito a determinare questo exploit è stata sicuramente la riconversione in corso a Franciacorta Docg di diverse cuvée targate Guido Berlucchi ora interamente prodotte con uve provenienti dal territorio bresciano, che ha determinato una maggiore massa critica di Docg e un conseguente aumento delle vendite.Ciononostante è ragionevole pensare che al netto di questo contributo l’incremento si aggiri attorno al dieci per cento.
Il Consorzio Franciacorta ha poi annunciato un’altra importante iniziativa, che per la sua complessità ed il carattere innovativo meriterà presto un ulteriore approfondimento in tutte le sue sfumature.
Come annunciato oggi in un comunicato stampa, “in vista dell’ottima annata, la Regione Lombardia, su richiesta del Consorzio del Franciacorta, ha emanato per la prima volta in Italia il decreto per la riserva vendemmiale di 10 quintali per ettaro.
Sulla base infatti del nuovo disciplinare produttivo del Franciacorta, pubblicato in data 23 ottobre 2010 sulla Gazzetta Ufficiale, è previsto che nelle annate favorevoli sotto il profilo qualitativo e quantitativo sia concesso ai produttori di poter accantonare un quantitativo supplementare di uva da 1 a 20 quintali per ettaro oltre ai 100 stabiliti.
Il vino ottenuto tuttavia non sarà denominato Franciacorta, ma lo diventerà, nelle vendemmie successive, solo se il Consorzio rileverà almeno una delle seguenti condizioni: un andamento sfavorevole delle condizioni meteorologiche (grandine con conseguente esiguo raccolto) un abbassamento dello stock in cantina dovuto ad un incremento non programmato delle vendite.
Ad ulteriore tutela del percorso intrapreso sul piano della qualità del Franciacorta, il Consorzio ha deciso per questa annata di ridurre la resa dell’uva portandola da 65 a 64 ettolitri per ettaro”.

In effetti nel nuovo disciplinare all’articolo 4 comma 5.2/3 è previsto, leggete qui, che “la regione Lombardia annualmente, prima della vendemmia, con proprio decreto, su proposta del Consorzio di tutela, può modificare la resa massima di vino classificabile come atto a divenire “Franciacorta” ed eventualmente la resa massima di uva per ettaro rispetto a quello fissato nel presente disciplinare di produzione, tenuto conto di condizioni ambientali particolari o per conseguire l’equilibrio del mercato dandone immediata comunicazione al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali”.
E che “in annate climaticamente favorevoli, il vino base ottenuto dalla quantità di uva eccedente il limite produttivo rivendicabile fino a un massimo del 20%” possa trasformarsi in “riserva vendemmiale”, regolamentata secondo il successivo art. 5.4”.
Andranno chiariti, collaudati e messi a punto perfettamente tutti i meccanismi di questo provvedimento, ma una cosa è chiara: con l’introduzione della riserva vendemmiale si mettono in condizione i produttori franciacortini più avveduti non solo di essere in qualche modo al riparo da quello che viene definito “un andamento sfavorevole delle condizioni meteorologiche”, ma soprattutto di programmare la produzione e di contribuire a conferire ad una parte dei vini, pur restando fondamentale e centrale la “diversità” conferita loro da ogni millesimo, un stile produttivo stabile nel tempo.
Per chi intenda fare la “formica” e dotarsi di scorte, ragionevolmente di uva di alta qualità, questa misura costituisce uno strumento formidabile. Dalle possibilità e dalle risorse ancora tutte da capire ed esplorare.

 

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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15 Commenti

15 Commenti

  1. Renato

    03/08/2011 at 12:05

    una domanda: come mai un’azienda in Franciacorta ha cominciato a vendemmiare oggi, stando a quanto si legge qui
    http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=21914
    mentre il Consorzio Franciacorta ha annunciato ogi che la vendemmia inizierà il 5 agosto?
    I produttori sono tenuti a rispettare le indicazioni del Consorzio o fanno quello che vogliono?

  2. Sebastiano

    03/08/2011 at 12:24

    Perchè probabilmente sarà un’azienda che non fa parte del consorzio, ce ne sono molte che non fanno parte…..!

  3. Sebastiano

    03/08/2011 at 12:39

    Poi a pensarci bene non riesco a capire perchè si facciano questi proclami ufficiali con tanto di data di inizio vendemmia!?!? Saprà bene ogni singolo produttore, quando la propria uva avrà raggiunto le caratteristiche migliori per vendemmiarla. Per me, queste Ufficializzazioni sanno tanto da Marcketing…!

    • Franco Ziliani

      03/08/2011 at 12:46

      Sebastiano, prima di dire banalità s’informi. I bandi vendemmiali sono un’antichissima tradizione, in Italia e in Francia. Il marketing (o marcketing come scrive lei) non c’entra proprio nulla. Ogni Consorzio serio dà indicazioni, ponderate, sull’epoca di inizio delle operazioni di raccolta delle uve. E quello della Franciacorta, ché é un Consorzio serio, fa altrettanto

  4. Gosto

    03/08/2011 at 19:56

    “ora interamente prodotte con uve provenienti dal territorio bresciano”. la battuta dell’anno0!!!!!!!!!!!!!!

    • Franco Ziliani

      03/08/2011 at 21:06

      quale, la sua?

      • Gosto

        04/08/2011 at 00:06

        Lei9 mi piace ziliani,dico sul serio.

      • Mario Crosta

        04/08/2011 at 09:22

        E’ tornato Siria con un altro nick?

        • Siria

          05/08/2011 at 15:04

          Le sembra che io mi esprima così, Crosta? E mi faccia una cortesia: la pianti con questo giochetto di darmi del maschio, per favore.

          • Mario Crosta

            05/08/2011 at 23:28

            Quando Roger ci assicurera’, dopo averle offerto la cena alla serata culturale del tipo “Alla riscoperta dell’Oltrepò Pavese” alla “Dispensa”, che il nick Siria è usato da una donna, ci crederò. Finché lei non si rivela, mi spiace, ma non c’è prova. Ma non ci ha sempre detto che di solito ha già un accompagnatore? Cos’è, un Bonolis della situazione caduto dalla nuvoletta per non pagare cene ai “troppi”?

  5. Cantastorie

    05/08/2011 at 20:41

    ….nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma………. grande Mario!!!!

  6. Siria

    07/08/2011 at 15:15

    Creda un po’ a quello che vuole, Crosta. Tanto sono interessanti le sue disquisizioni sul mondo del vino, condivisibili o meno, quanto sono inutili e stucchevoli queste polemiche sul piano personale. Buona domenica.

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