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Cruasé anch’io? No tu no! Storie di ordinario Oltrepò Pavese…

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Domanda semplice semplice: che differenze ci sono tra Oltrepò Pavese Docg, TrentoDoc e Franciacorta Docg?
Ma che domanda stupida direte subito, è chiaro anche ai bambini che pur trattandosi della stessa tipologia  di vini, il metodo classico, o, come si poteva scrivere una volta “méthode champenoise”, si deve parlare di una differenza innanzitutto di terroir, di composizione di terreni, di origini geologiche.
E poi di composizioni delle cuvée, con una predominante dello Chardonnay nel TrentoDoc, del Pinot nero nell’Oltrepò Pavese Docg, e di un’interazione tra Chardonnay e Pinot bianco, con una quota anche di Pinot nero, nel Franciacorta Docg. Composizioni delle cuvée che portano a prodotti profondamente diversi per caratteristiche organolettiche, decisamente “gastronomici” gli oltrepadani, che hanno bisogno di essere rigorosamente portati a tavola per essere apprezzati, e più leggeri e quindi adatti ad essere serviti anche come aperitivo, larga parte dei franciacortini e dei trentini.
Ci sono però molte altre differenze tra le tre principali denominazioni d’origine del metodo classico italiano, e di una di queste ho parlato la scorsa settimana, ovvero il diverso spazio che i vini di queste Doc e Docg hanno nelle carte dei ristoranti pluristellati italiani (ne riparleremo a giorni…), la diversa immagine e considerazione di cui i vini e le denominazioni godono presso consumatori e scrittori di cose vinicole.
Una presenza diversa, per quanto la cosa possa contare, anche in quella cosa discutibile e ormai discussa che sono le guide dei vini, e una diversa idea della comunicazione che non si coglie soltanto visitando i siti Internet rispettivamente del TrentoDoc, del Franciacorta Docg e dell’Oltrepò Pavese Docg, anche se il sito di quest’ultima è quello relativo a tutti i vini oltrepadani, mentre più specialistico è quello riservato al Cruasé, ma nei comportamenti spiccioli del Consorzio, nel modo di concepire e gestire i rapporti con la stampa specializzata.
Volete un esempio di questa “piccola” differenza? Presto fatto.

Avrete letto, ne ho scritto diffusamente su questo blog ma anche in ampi articoli apparsi sul sito Internet dell’A.I.S., che rispettivamente in maggio e ai primi di agosto ho avuto il piacere di poter fare due ampie ed esaustive degustazioni di TrentoDoc e di Franciacorta Rosé Docg.
E’ stato sufficiente che contattassi i responsabili del Trento Doc ed il Consorzio Franciacorta, perché nel giro di una settimana-dieci giorni massimo, il tempo di raccogliere i campioni, fossi concretamente messo in condizione di salire a Trento e recarmi ad Erbusco per fare le mie degustazioni.
Effettuate rigorosamente alla cieca, senza conoscere i nomi dei produttori, potendo contare, salvo una sola eccezione a Trento, i vini di Rotari Mezzacorona, che non avevano piacere che assaggiassi i loro TrentoDoc, e di un paio di produttori in Franciacorta, praticamente sull’intero lotto dei vini prodotti nelle due zone.
Ispirandomi a quanto fatto senza problemi con trentini e franciacortini ed essendo sinceramente interessato ad approfondire il discorso Cruasé ho contattato in data 29 luglio il responsabile della promozione del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, scrivendogli testualmente la seguente e-mail: “Buongiorno XXX desidero fare al Consorzio una richiesta ufficiale. Ieri ho potuto degustare senza problemi, con la fattiva preziosa collaborazione del Consorzio, 50 Franciacorta Rosé.
Chiedo di poter fare analogo tipo di degustazione per il massimo numero possibile di Cruasé Oltrepò Pavese Docg. Degustazione ovviamente alla cieca, con risultati della degustazione che verranno rigorosamente rispettati. Grazie per l’attenzione e la cortese risposta cordiali saluti Franco Ziliani”. Nella stessa giornata ricevevo dalla persona cui mi ero rivolto la seguente risposta: “Buongiorno, sono in ferie sino a lunedì (1 agosto – n.d.r.) dopodiché girerò al presidente la sua richiesta. Grazie XXX YYY”.
Domanda: avete avuto notizia, leggendola su questo blog, sul sito Internet dell’A.I.S., su Vino al vino, sulla Cucina del Corriere della Sera, su The World of Fine Wine, sulle mura di casa mia (suonate e vi sarà aperto…) che abbia potuto fare questa degustazione? Assolutamente no.

Non ne ho scritto per il semplice fatto che la degustazione non l’ho fatta, che attendo ancora una risposta ufficiale, ufficiosa, per piccione viaggiatore, tramite segnali di fumo, va bene tutto, dal Consorzio.
Non sono stato invitato a Broni e solo una quindicina di giorni fa, quando scrissi su Vino al vino questo post, dedicato alla rassegna Oltrevini di Casteggio, e fui contattato telefonicamente dal responsabile della promozione del Consorzio, ho avuto comunicazione ufficiosa da lui, potete fidarvi, non racconto balle, che la mia richiesta di poter degustare i Cruasé era stata regolarmente inoltrata al Presidente del Consorzio, Paolo Massone.
Una persona che conosco da molti anni e che sul sito Internet della propria azienda esprime la propria “filosofia” enoica, mantenendo però vuota la sezione Pensieri & Parole (forse pensieri al momento non ne ha e la parola l’ha persa…).
Eppure nonostante il collaboratore del Consorzio abbia fatto la propria parte ed il Presidente abbia ricevuto la richiesta, tutto tace, nessuno, come anche la buona educazione richiederebbe, risponde.
Al che mi chiedo: non rispondono perché ho dimenticato di inoltrare la mia domanda in carta da bollo, perché non sono simpatico al presidente del Consorzio, perché non vengo considerato sufficientemente amico dell’Oltrepò, o addirittura un nemico, perché pensano che al massimo possa degustare della gassosa, perché il piccione viaggiatore ha smarrito la strada, perché non hanno tempo e voglia di rispondere o perché non gliene può fregare di meno che degusti i loro vini e ne scriva?

E così mi sento tanto in una situazione “jannacciana” tipo degusto anch’io? No, tu no. Ma perché? Perché no!
Lascio a voi, lettori di Lemillebolleblog, una risposta. Intanto vi chiedo: avete finalmente capito, come vi chiedevo all’inizio, che differenze ci sono tra Oltrepò Pavese Docg, TrentoDoc e Franciacorta Docg?

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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