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Degustazioni

Franciacorta Pas Dosé 2007 Fratelli Berlucchi

Pubblicato

il

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero

Giudizio:
8


Lo sanno anche i sassi, anche se vale sempre la pena ricordarlo che di aziende a nome Berlucchi in Franciacorta ne esistono due.
Una, la più grande, quella storica, la Guido Berlucchi fondata dal grande pioniere di cui porta ancora il nome, e fatta crescere dal mio omonimo e poi dai suoi figli, e, con sede sempre a Borgonato di Cortefranca, la Fratelli Berlucchi, creata da Antonio Berlucchi e poi portata avanti dai figli Francesco, Gabriella, Marcello, Roberto e Pia Donata, che di questa azienda è da anni l’emblema e l’energia conduttrice. Ed è stata per diversi anni ottima e presidente dell’Associazione Nazionale Donne del Vino.
Della prima azienda inutile parlare tanto è nota, oppure ci si può rinfrescare le idee leggendo questa intervista.
Della seconda basta ricordare che oggi conta su circa 70 ettari di vigneti, che è entrata nella storia della zona vinicola bresciana grazie ad una produzione sempre di costante qualità, alle iniziative sempre intelligenti ed originali di comunicazione e promozione (con un occhio sempre attento agli aspetti legati alla cultura del vino) come ad esempio quella che ha nome “portate il cuore”, un nuovo progetto legato ai consumatori definito “un percorso di emozioni, un nuovo modo di conoscere il Franciacorta.
Un invito alla passione e alla libertà di degustare”, ovvero una serie di “esperienze multisensoriali” che portano a godere dei Franciacorta “fidandovi dei vostri sensi”.
Per darvi un’idea di cosa comporti questo particolare percorso di apprezzamento dei vini voglio raccontarvi cosa la Fratelli Berlucchi (che sarà tra le 16 aziende franciacortine presenti al grande Franciacorta tasting il 9 novembre a Varsavia) si è inventata a proposito del Franciacorta della casa che forse al momento preferisco, il Pas Dosé millesimato (in commercio l’annata 2007) al quale è stata associata la nozione di “coraggio”, quello di “non accettare correzioni pe rimanere secco con soli 2 grammi zucchero per litro”, ma per dirla con Hemingway, “il coraggio percorre una distanza breve: dal cuore alla testa”.
E poi, ancora, l’invito a riflettere sul fatto che ““la negazione” sia controproducente nel mondo: “non dosato”, qualcosa che “non” possiede una dose, ma quale e di cosa? Ecco allora il pensiero che corre oltralpe da dove questo nome giunge a noi, in Franciacorta: il pas dosè, il non dosato fra gli Champagne,  una qualità fra le più controverse, la più sofisticata, la più difficile da capire…ma, proprio per questo, forse la più elegante in assoluto.
Alla fine del lungo processo di maturazione sui lieviti, il Franciacorta è pronto per la sboccatura, cioè l’apertura della bottiglia per la fuoriuscita del sedimento formatosi negli anni, ed ecco l’aggiunta di una piccola miscela segreta “il dosaggio” che ne completerà il sapore finale e lo renderà più o meno secco con profumi e sapori diversi.
Ma, il futuro Pas Dosè, arrogante e sicuro di sé, non  accetta correzioni, non vuole essere “dosato”, vuole restare così com’è, piaccia o non piaccia, Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero, 30 mesi minimo sui lieviti, bassissimo zucchero presente, poco più di 2 grammi per litro senza aggiungerne altro. Quando piacerà?
Quando si ama un tranquillo angolo di silenzio per conversare sull’affascinante mondo che ci circonda, o forse quando si ama raccontare ed ascoltare, magari in un circolo esclusivo di caccia come di vela, di equitazione come di sci o d’altro ancora…conversazioni su mondi lontani, su avventure vissute o solo sognate…dove il racconto si snoda sognante fra realtà e fantasia ed una chitarra spagnola lo accompagna  con  un sommesso flamenco mentre sigari esotici diffondono nell’aria anelli silenziosi e fluttuanti…”.
Questo detto veniamo al vino, che è una cuvée per il 90% di Chardonnay e Pinot bianco e per il 10% di Pinot nero (nessun Franciacorta della Fratelli Berlucchi fa affinamento in legno) e che ho degustato in un esemplare degustato nel marzo 2011. Un vino prodotto in diecimila esemplari.
Colore paglierino brillante luminoso, perlage sottile e continuo, si propone con un naso diretto, salato, incisivo, dalla nitida vena agrumata, e poi, progressivamente in sviluppo con note di fiori secchi, fieno e mandorla, un accenno di lieviti e crosta di pane.
La bocca si conferma ben secca, nervosa, di salda costruzione e acidità ben rilevata, con grande dinamismo, verticalità, energia che spinge, spiccato carattere ed un notevole equilibrio, che rende la beva molto piacevole.
Un bell’approccio agli altri Franciacorta della gamma Fratelli Berlucchi, di cui parleremo presto in un altro articolo.

 

 

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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2 Commenti

2 Commenti

  1. Joseph

    03/11/2011 at 18:49

    Lo sanno anche i sassi che lei è un markettaro!!!

    • Franco Ziliani

      03/11/2011 at 19:21

      pubblico le sue esternazioni da perfetto cretino per avere il piacere di dirle che é un idiota e che mi piacerebbe incontrarla di persona per spiegarglielo non solo a parole

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