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Pronto ad un patto con il diavolo: nel 2035 devo esserci! A proposito di una profezia di Gianluca Bisol

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Oggi mi sento profondamente faustiano e sono pronto anch’io a fare un patto con il diavolo, proprio come fece nella leggenda di un celebre racconto popolare tedesco Faust Bojan.
Lo confesso senza problemi, sono pronto a vendergli l’anima, non per avere la conoscenza assoluta o chissà quale potere o privilegio (nemmeno quello, un vero sogno, dell’amore perfetto e infinito), ma per avere la certezza di essere ancora qui, vivo e vegeto, nel 2035, tra 24 anni, (lo stesso periodo di tempo del patto faustiano), quando prevedibilmente avrò 79 anni, e Lemillebolleblog festeggerà il suo primo quarto di secolo.
Perché mai questo patto e perché proprio il 2035?
Semplicissimo, perché per quella data voglio essere presente e lucido quanto basta per vedere se si realizzerà o meno la profezia non di Celestino, ma di Gianluca, alias Gianluca Bisol, classe 1966, dieci anni più giovane di me (lui beato), imprenditore trevigiano del Prosecco, direttore gene­rale delle cantine Bisol, nonché elegante e chicchettoso produttore, che nei giorni scorsi l’ha proprio sparata, pardon, annunciata, grossa.
Ha difatti destato molta impressione e suscitato molti commenti, in Italia e all’estero, l’uscita che Bisol, ospite ad Hong Kong del congresso enologico internazionale Wine Future 2011, ha fatto nel corso del dibattito Sparkling Wines Now & Then.
In questa occasione il baldo Gianluca ha testualmente nientemeno dichiarato che nel 2035 la richiesta di mercato del Prosecco supererà il miliardo di bottiglie. Avete capito bene, un miliardo…
Ecco la sua dichiarazione relativa al “successo internazionale del Prosecco e del Cartizze, punta della Piramide di qualità della denominazione: “Il Prosecco, così edonistico, piace e diverte: la sua forza risiede nella sua capacità di farsi conoscere non come Status Symbol, ma come LifeStyle Symbol. In questo rappresenta perfettamente la qualità e lo stile di vita europei: fine, moderno ed informale”.
Gianluca Bisol ha rivendicato di avere già previsto questo boom: “Nel 2006 ho pubblicamente affermato ‘Se le tendenze di mercato mondiali per il vino spumante continueranno a crescere in questo modo per i prossimi 14 anni, nel 2020 il Prosecco sarà indiscutibilmente il vino spumante più venduto nel mondo’. Ora intendo alzare la posta, dichiarando che entro 25 anni la richiesta di mercato del Prosecco supererà il miliardo di bottiglie”.
“L’area asiatica” conclude Gianluca Bisol “potrebbe rappresentare un mercato davvero importante se le varie denominazioni del Prosecco sapranno presentarsi insieme, rispettando e valorizzando le singole peculiarità”.
Di queste dichiarazioni di Bisol, riprese da Vini e Sapori qui, da Cronache di gusto qui, da Winenews qui, ha parlato anche la wine writer britannica Rebecca Gibb in una news pubblicata sull’edizione on line della celebre rivista inglese Decanter, news che testualmente recita: “The Prosecco region estimates it will grow to almost five times its current size by 2035. The Italian sparkling wine producing region forecasts production volumes will reach one billion bottles within the next 25 years, according to figures revealed at Hong Kong’s Wine Future conference.
The region currently produces 220m bottles each year. Gianluca Bisol, managing director of Bisol, estimates the Prosecco-producing regions of Veneto and Friuli will need to invest around €1.8bn (£1.5bn) to finance this expansion. Bisol told Decanter.com, ‘Growth will be possible because the consumer will shun general sparkling wines for higher quality products.’ Growth has been fuelled by the US, which has quadrupled its consumption of Prosecco in the past decade to 2.3m bottles in 2010.
Production is set to double within the next two years claims Bisol. ‘There are enough vines in the ground for 400m bottles and they will come on stream in 2013,’ he added”.
E di fronte a questa dichiarazione, che testimonia un entusiasmo e una fiducia incrollabile che Gianluca Bisol ha confermato anche in uno scambio di mail che abbiamo avuto domenica sera, mail dove mi invitava a ragionare sul fatto che “in appena quaranta anni la vendita è passata da 5 milioni di bottiglie a oltre 200 milioni quest’anno! Pensa che come Bisol quest’anno in Cina vendiamo quasi 100 mila bottiglie, nel 2006 erano appena 4 mila.
Piccolo esercizio: immagina di andare indietro  nel tempo, diciamo anni settanta (produzione 5 milioni di bottiglie) e sentire un produttore che ti dice che entro venticinque anni la produzione di prosecco sarebbe decuplicata….ha sbagliato…fino al 95 si è moltiplicata per 12 volte!”, volete voi che io possa mancare alla verifica del 2035 (roba da niente, sono solo 24 anni…)?
Giusto per toccare con mano e vedere de visu se la sparata, a ridaje, la previsione di G.B., si sarà avverata oppure no.
Demoni e satanassi vari attendo urgentemente vostre notizie: questo patto del diavolo, siglato con un brindisi al Prosecco, s’ha da fare!

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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