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La Franciacorta e Cà del Bosco in lutto per la scomparsa di Antonio Gandossi

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La Franciacorta tutta e non solo l’azienda simbolo, Cà del Bosco, che l’ha visto dal lontano 1966 fedele collaboratore e punto di riferimento, fattore dell’allora piccola azienda agricola o meglio buon retiro di campagna voluta da Albano Zanella e Annamaria Clementi Zanella per la famiglia, piangono la scomparsa di Antonio Gandossi, classe 1931, nativo di Rovato, considerato uno dei viticoltori più capaci della celebre zona vinicola bresciana.
Come si può leggere in questa news pubblicata da Brescia oggi, Gandossi ha perso la vita in un terribile incidente stradale ieri pomeriggio verificatosi sulla Provinciale, nel tratto tra Ospitaletto e Rodengo Saiano.
Insieme allo chef de cave André Dubois Gandossi (Toni Gandoss come lo chiamavano affettuosamente tutti) ha avuto un ruolo fondamentale nel guidare la fondazione e poi lo sviluppo di quella che sarebbe diventata una delle aziende di riferimento della Franciacorta e di tutto il metodo classico italiano.
Lo ha avuto occupandosi, da grande lavoratore qual’era, della conduzione dei vigneti e della progressiva crescita di quella che inizialmente era solo una “scommessa” dovuta all’intraprendenza di un adolescente improvvisamente innamoratosi della campagna, della vite e del vino, Maurizio Zanella, e di un padre, Albano, che ebbe la coraggiosa “incoscienza” di credere che le visioni del figlio potessero tramutarsi in realtà.
Per chiunque l’abbia conosciuto in questi anni Gandossi ha rappresentato l’immagine esemplare del “contadino illuminato”, del viticoltore capace di tradurre in pratica, anche quando si trattava di cambiare radicalmente la forma di allevamento e la densità per ettaro, e di ridurre drasticamente la produzione, un progetto qualitativo importante.
Una grandissima perdita e una figura luminosa di riferimento che resterà nella storia della Franciacorta tutta.
Lemillebolleblog ed il sottoscritto esprimono ai figli Guido, Mariarosa e Barbara, tutti attivi nell’azienda dove ancora continuava ad operare il padre, le più sentite condoglianze e la partecipazione al loro dolore.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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4 Commenti

4 Commenti

  1. GIORDANO MENICUCCI

    15/12/2011 at 18:23

    SENTITE CONDOGLIANZE !

  2. Ragazzo

    15/12/2011 at 18:34

    Utilizzo questo spazio per aggiungere il mio personale ricordo.
    Persona schietta, rispettosa, umile. Dagli anni novanta, ogni qualvolta lo si incrociasse per le strade interne della Cà del Bosco, (generalmente io lo incrociavo tra la sughera e il boschetto), affascinante era il racconto, fatto di parole semplici, di quello che l’azienda era, ed è diventata. Ogni filare, per lui, aveva una storia. Ogni filare, come fosse un figlio. I suoi occhi ti stregavano, lo conoscevi da un minuto ma era come se si fosse sempre stati vecchi amici. Un’azienda è fatta di uomini, persone, storie e Valori. La sua famiglia, ne sono sicuro, porterà avanti i medesimi valori genuini di questo piccolo, grande, uomo.

  3. Il contestatore

    15/12/2011 at 21:22

    La Franciacorta, ha perso uno degli ultimissimi veri vignaioli!

  4. Pingback: Antonio Gandossi nel ricordo di Maurizio Zanella | Wine-Italy blog

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