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My Wine Notes

Degustazioni

Colonnara Cuvée Tradition

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Denominazione: Altre Bollicine
Metodo: Charmat
Uvaggio: Verdicchio

Giudizio:
7


Ho da tempo in arretrato il completamento di un discorso sulle bollicine Charmat e metodo classico, prodotte rispettivamente dal 1970 e dal 1980 dalla Colonnara viticoltori in Cupramontanaguardate qui il nuovo sito Internet – cantina marchigiana fondata nel 1959 per iniziativa di 19 agricoltori, e oggi forte di 110 soci che controllano 120 ettari di vigneto specializzato nel cuore dell’area di produzione di quel vitigno magnifico e identitario che è il Verdicchio.
Dopo aver celebrato come meritano i due champenois, la Cuvée del Presidente Luigi Ghislieri e la riserva Ubaldo Rosi, voglio ora parlare di un Metodo Martinotti che ha un suo peso nella linea di Charmat di questa esemplare cantina marchigiana, considerato che sono ventimila le bottiglie prodotte su un totale di circa 80 mila (contro 25 mila circa di metodo classico).
Sto parlando della Cuvée Tradition, dotata di un’etichetta inconfondibile un po’ old style, che riesce a mostrare benissimo un’altra valida espressione di quell’uva duttile per antonomasia che é Messer Verdicchio nel territorio dei Castelli di Jesi.
Un vino che la Cantina propone come ideale aperitivo, o in abbinamento con piatti delicatamente strutturati, come crostacei bolliti conditi con maionese, frutti di pesce, olive all’ascolana fritte e fritto misto all’italiana, insalate di tonno e legumi, paste fredde e insalate di riso, e che viene prodotto interamente con uve Verdicchio (senza il ricorso ad altre alloctone) provenienti dalla zona collinare (500/600 mt. s.l.m.) dei comuni di Cupramontana e Apiro su terreno di origine marina, di medio impasto, con punte elevate di argilla e sabbia.
La tecnica di produzione prevede raccolta manuale e anticipata delle uve, pressatura soffice, pulizia del mosto e fermentazione a temperatura controllata e infine rifermentazione in grandi tini secondo il metodo Martinotti (charmat). Potremmo definirlo uno Charmat lungo visto che la sosta sui lieviti é di sei mesi.
Colore paglierino verdognolo mostra un perlage sorprendentemente fine e continuo mentre il naso è finemente aromatico, con bella vena floreale, note di agrumi e fiori bianchi, di nocciola e pesca bianca, con nitida definizione e fragranza e un lieve accenno dolce.
Bella vivacità, grande equilibrio e una scoperta piacevolezza sin dal primo sorso, con bollicine che giocano sul palato con una bella grana sottile, una interessante continuità, con acidità che spinge e dà energia e nerbo al vino, che chiude salato e su una vena di mandorla.
Caspita, come se la cavano bene con le bollicine alla Colonnara!

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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2 Commenti

2 Commenti

  1. giorgio luciano viviani

    27/10/2012 at 21:37

    Ho avuto la fortuna ed il piacere di gustarlo omaggiato dal Ristorante Manuelina di Recco (Genova) e l’ho trovato straordinario. Mi chiedo se sia disponibile sul mercato anche per non operatori di settore e come si possa ordinare.

    • Franco Ziliani

      28/10/2012 at 11:40

      certo che é disponibile! Basta contattare la Cantina Colonnara di Cupramontana per sapere dove trovarlo

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