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Punzecchiature

Una nuova iscritta al club dello “spumante”: Mary Orlin, Wine Fashionista di Huffington Post

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Cava, Prosecco e Champagne pari sono…

C’é un’altra giornalista da iscrivere d’urgenza, d’ufficio, al club dello “spumante”, formato da quelli che, insomma, tanto sono lo stesso “bollicine”, suvvia non stiamo tanto a fare i sofisti…
La giornalista è un nome ben noto negli States, si chiama Mary Orlin ha un blog che si chiama WineFashionista dove si occupa allegramente insieme di “wine, food, fashion and fragrance”, e vanta un curriculum vitae di quelli da sballo visto che, come si legge qui e poi ancora qui, “She is the James Beard Award and Emmy Award-winning co-founder of Orlin Media, specializing in video story telling for wineries.
Most recently Mary was the Executive Producer of the NBC show In Wine Country, which she launched 10 years ago, and is now in syndication. Prior to NBC, she was a producer on CNN Travel Now, a travel, food and wine show. She was also an editor for Zagat Survey, food and wine editor for the Palo Alto Weekly and a contributor to Travelocity Magazine.
Mary has earned both the Intermediate and Advanced level wine certifications from Wine & Spirits Education Trust, and will begin the introductory level of the Court of Master Sommeliers”.
La Orlin inoltre ha una società di consulenza, video and social media for Wine Country, la Orlin Media, ed è columnist nella scintillante sezione food del celebre, titolato e autorevole (si dice così, no?) The Huffington Post, ovvero un blog statunitense fondato nel 2005 da Arianna Huffington e altri e diventato in breve uno dei siti più seguiti al mondo, un aggregatore di notizie che spazia dalla politica alla tecnologia all’attualità all’intrattenimento. E appunto al food cui è riservato un ampio spazio che comprende svariati food & wine blog tra cui The WineFashionista della Orlin.
Perché ho pensato di iscrivere la Orlin al club degli spumantisti indistinti e distratti?
Semplicemente a causa di un articolo, dal titolo di “Why Don’t You .. 10 Non-Resolutions For Wine Drinkers”, ovvero 10 buoni proponimenti per i bevitori di vino per il 2012, pubblicato sul suo blog, e poi su Huffington Post, qui.
Un articolo simpatico, spiritoso e tutto sommato inoffensivo, dove ci consiglia di smettere di acquistare vino in base ai punteggi (di Parker e Wine Spectator ad esempio), di non aver timore di acquistare la bottiglia meno cara al ristorante, e poi, con un pizzico di protezionismo e di eno-autarchia, un invito a bere locale, drink local, almeno per un mese l’anno visto che negli States ormai “Wine is made in all 50 states. If you live in a state where it is a challenge to find the local wines, or in a state with very few wineries, then check out wine from neighboring states”.
E poi invita, con un pizzico di snobismo, a bere orgogliosamente vini in cartone “Why don’t you proudly buy boxed wine. The quality of wine in a box is improving and you can now find very drinkable wines”.
Insomma tutta una serie di consigli che mi avrebbero lasciato indifferente se non mi fossi imbattuto nel consiglio numero sette dal titolo Drink More Bubbly, consiglio che trovate qui e letteralmente dice “Why don’t you pop the cork on sparkling wine more often.  Why reserve bubbles for special occasions?  While Champagne is pricey, the sparkling wines Cava and Prosecco are very affordable, as are American sparklers.
Cava (from Spain) and Prosecco (from Italy) are made by the same traditional method that is behind the great Champagnes of the world.  Seek out these sparkling wines as every day wines, and not just for celebrations”.
Il consiglio é corredato da una foto che sembra un esplicito invito a bere italiano visto che sui due bicchieri con tanto di perlage si legge “Ferrari Trento”, ma è consiglio che da parte di una wine writer che scrive su importanti testate e che possiede un “Advanced level wine certifications from Wine & Spirits Education Trust, and will begin the introductory level of the Court of Master Sommeliers”, grida vendetta al cospetto di Bacco.
Dice difatti: “Perché non stappare sparkling wine più spesso, perché riservare le bollicine alle occasioni speciali? E poiché lo Champagne è costoso, gli sparkling wines Cava e Prosecco sono più accessibili e alla portata di tutti, come pure gli sparkling americani”.
Ma ecco la perla finale, che vale alla Orlin il titolo di “spumantista” ad honorem e il consiglio di provvedere ad un urgente ripasso sulla metodologia di produzione rispettivamente di Cava, Prosecco e Champagne.
Come scrive “Cava (dalla Spagna) e Prosecco (dall’Italia) sono prodotti on lo stesso metodo tradizionale che è alla base dei grandi Champagne del mondo”. Avete capito cosa afferma la “super esperta” born in Usa?
Che Cava e Prosecco e Champagne sono prodotti con lo stesso metodo non solo dello Champagne, ma degli Champagne del mondo, come se lo Champagne non fosse unico e prodotto nell’omonima regione francese, e come se tra la “méthode champenoise” ed il metodo Charmat non ci fosse alcuna differenza. La cosa divertente è che dello “sfondone” della Orlin non si è accorto anche un blog italiano che ha dedicato un post agli ameni consigli della wine writer statunitense, blog per il quale, evidentemente Cava Prosecco e Champagne “pari sono”..
Cosa dite, iscriviamo anche quel blog, come la Orlin, al club del “ma quante storie, tanto sono bollicine ugualmente” e diamo anche a lui, come alla wine writer, un bel cappello d’asino?

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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