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Bollicine: stanno veramente diventando vini “da tutto pasto”?

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Una delle parole chiave delle chiacchiere, pardon, del discorso sul vino, o meglio sulle bollicine, è “destagionalizzazione dei consumi”.
Il che tradotto in soldoni, o meglio in bicchieri (o flûte ?) significa non limitarsi a stappare bollicine, soprattutto metodo classico, perché gli Charmat come il Prosecco, decisamente meno costosi, vengono ben più copiosamente consumati, a bicchiere nel rito tipicamente da nord-est dell’”ombra”, esclusivamente quando si deve festeggiare qualcosa, oppure a Natale-Santo Stefano-Capodanno, ma nella normale prassi di consumo.
Ma la domanda, rivolta ai lettori di Lemilleblog, è:
secondo la vostra personale esperienza voi siete riusciti a far diventare Champagne e/o metodo classico dei vini da tutto pasto?
E con quale periodicità, percentualmente quante volte ogni dieci che pranzate/cenate bevendo vino, e non limitandovi a consumare acqua minerale o birra, o peggio ancora bibite gassate, scegliete di stappare e di godervi a tavola dei metodo classico italiani, TrentoDoc, Alta Langa Docg, Franciacorta Docg, Oltrepò Pavese Docg o altri?
E se non lo fate ancora, o lo fate raramente, diciamo una volta ogni dieci, questo accade per quale motivo?
Perché per voi i metodo classico sono solo vini da aperitivo o al limite da antipasto?
Perché non riuscite ancora a vederli come vini che possano accompagnare un intero pasto (ovviamente non a base di carni rosse, selvaggina, brasati o bistecche al sangue)?
Perché c’è qualcosa nel loro gusto o nelle loro caratteristiche che vi sembra sia in contraddizione con quello che chiedete ad un vino fermo (bianco o rosso) quando lo portate a tavola?
Oppure c’è qualche altro motivo che funge da ostacolo, sempre secondo la vostra personale way to drink and to taste, al riconoscimento pieno che una buona bottiglia di metodo classico italiano, e per i meno italocentrici e autarchici nei consumi, anche di Cava o di Champagne, possa essere il filo rosso di un intero pasto?
A voi la parola, fatemi capire come la pensate, qual’è il vostro “bollicinoso” sentire!

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Adriano Buoso
06/02/2012 09:45

Da sempre le bolle, dipende da quali, sono un vino a tutto pasto, tranne il dolce e la frutta!

Mario
Mario
25/12/2016 00:10
Reply to  Adriano Buoso

Mi spiace, ma le bolle sono caratteristiche dello spumante.
Il vino ne è privo.

spirito
spirito
06/02/2012 11:24

Venerdi’ sera amici a cena, menu’ che prevedeva polenta riscaldata con affettati e sformatini di patate abbiamo pasteggiato con Monsupello millesimato 2004.
CI stava proprio bene

Marco
06/02/2012 11:41

Ormai mi reputo un metodo classico dipendete, l’abbino a tutte le portate e a mio modestissimo parere è il vino più eclettico che si possa provare a tavola. Vorrei cimentarmi nell’impresa di provare l’abbinamento metodo classico bistecca “alla fiorentina”, pensavo ad uno champagne di buon corpo e struttura a base di pinot noir. Cosa mi sa dire a riguardo caro Ziliani, è davvero un abbinamento improponibile?

Alle
Alle
06/02/2012 12:31

Io, a casa mia, bevo solo metodi classici o Champagne. Una alla settimana o 10 giorni, ovviamente causa prezzo. Non su quello degli Champagne, bevo bene anche con bottiglie da 20 euro, ma parlo dei prezzi delle nostre bolle che credo siano un po’ troppo alti per ciò che offrono.
Non ho nessun problema a dire che li bevo a tutto pasto entrambi. Io pero’ sono di parte: i metodi classici che acquisto devo avere una alta percentuale di pinot nero, altrimenti, ma questa è il mio gusto, mi sembra di non bere nulla e in questa categoria, e qui non me ne vogliate, devo includere tutti i Franciacorta base. Per gli Champagne è tutta un’altra storia, nemmeno da paragonare.

Zakk
Zakk
06/02/2012 20:51

le bollicine sono a tutto pasto se le portate lo consentono.
Sorrido per non piangere quando produttori di MC mi dicono che il loro vino di punta, solitamente millesimato dalle strutture importanti, vanno bene pure con lo spiedo bresciano.
Ogni cosa al suo posto, ma anche un posto per ogni cosa: le bolle non possono sostituire i rossi nell’abbinamento di certe pietanze, caso mai ne soffriranno i vini bianchi.

Roberto Morelli
Roberto Morelli
07/02/2012 03:55

Da qualche anno le bollicine accompagnano anche I miei pasti (una volta invece erano intese solo per le feste). Sia metodo classico che vino Prosecco (nella versione Brut, non amando troppo I’ll dolce nei vini).
Cerco peraltro di restare nell’ambito della produzione italiana(oramai variegata e di ottimo livello nel metodo classico), anche se da un po’ di tempo questo e’ quasi impossibile per questioni logistiche.

Andrea
Andrea
07/02/2012 10:20

Non prevedere e consumare bollicine a tutto pasto per molti e’ solo un problema di mentalità. Dall’antipasto al dolce esclusa cioccolata e gelati si può abbinare quasi tutto. Con i dolci proviamoci dei Demi Sec e con carni e pietanze impegnative c’è da sbizzarrirsi con i Pas Dose’ o con bollicine dove il Pinot nero la fa da padrone o Blanc de Noir. Buone bollicine a tutti

Mirko
Mirko
08/02/2012 08:06
Reply to  Andrea

Le bollicine accompagnano da un bel po’ di tempo le mie cene a base di pesce, alternando dei buoni francicorta e champagne a seconda dei piatti. Credo che questi vini diano il meglio di loro proprio se bevuti a tutto pasto.Certo sostituire un buon rosso riserva in abbinamento ad una fiorentina mi sembra una scelta un pochino azzardata.Perciò come dire “ad ognuno il suo”

fausto
fausto
07/02/2012 20:42

…i metodo classico ormai da tempo occupano gran parte dei ripiani della mia cantina, e li consumo rigorosamente a tuttopasto, almeno una volta a settimana… banditi prosecco e charmat “banali”, a parte qualche rara eccezione.. ed il concetto bollicina=festa sto cercando di sradicarlo dalla mente di un consumatore meno esigente come mio padre (ancora con scarsi risultati, visto la riluttanza del soggetto a dar credito ad un bevitore di venticinque anni di meno… orgoglio maschil-genitoriale!) … sono filofrancese, lo ammetto e non me ne vergogno, ed avendo la fortuna di lavorare presso un distributore ed importatore di vino, non ho problemi di approvvigionamento di prodotto a prezzi di favore… prosit!

Mario
Mario
25/12/2016 00:08
Reply to  fausto

A mio modesto parere il Prosecco non è uno spumante da pasto, anche se ormai tutti lo bevono a tavola.

redazione
25/12/2016 01:16
Reply to  Mario

per me non é da pasto, né da fuori pasto, né da aperitivo. Non riesco a farmelo piacere. Preferisco un bel bicchier d’acqua…

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[…] continuare il discorso avviato recentemente con il post dedicato agli interrogativi sullo stato dell’arte del processo di destagionalizzazione dei co… delle bollicine metodo classico, ho pensato di interpellare una serie di amici sommelier, tutti […]

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[…] e consumo a tutto pasto nell’ambito della ristorazione italiana ed estera, avviata con il post dedicato agli interrogativi sullo stato dell’arte del processo di destagionalizzazione dei co… con il punto di vista espresso da un’altra sommelier italiana attiva negli Stati Uniti, in […]

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