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My Wine Notes

Degustazioni

Champagne Brut Nature s.a. Ayala

Pubblicato

il

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot noir, Pinot Meunier

Giudizio:
9


Nell’universo delle Maison de Champagne Ayala è un nome di buona notorietà e solida e immagine o e costituisce un sicuro termine di riferimento per tutti coloro che apprezzano Champagne senza fronzoli, dallo stile ben secco e deciso.
Fondata nel 1860 ad Aÿ, Grand Cru di Champagne, dal diplomatico colombiano Edmond de Ayala, è stata per anni fornitore dei reali d’Inghilterra ed in particolare di re George VI che la apprezzava particolarmente.
Venendo ai tempi nostri, dopo una serie di traversie economiche e dopo essere entrata nella galassia Bollinger Ayala (che è distribuita in Italia da Meregalli) ha ritrovato l’antico smalto soprattutto per iniziativa del dinamico Président Directeur Général Hervé Augustin che, pur mantenendo una continuità qualitativa ha rivisto la gamma.
Come sostiene con orgoglio Augustin, oggi Ayala è una Maison antica e una piccola Maison che fa della “haute couture du Champagne” grazie ad una produzione contenuta e ad una vera passione per la qualità che punta a proporre una gamma di Champagne di grande purezza, molto freschi, eleganti e fini grazie ad un dosaggio degli zuccheri molto limitato o nullo deciso in accordo con lo storico Chef de cave Nicolas Klym.
Una scelta che si ricollega alle origini quando il fratello di Edmond de Ayala divenne amico del Principe di Galles che trovava lo Champagne molto buono, ma troppo dolce (il dosaggio dell’epoca era decisamente più elevato che ai tempi nostri, fino a 66 grammi litro) per il suo gusto. Nasce così l’idea di produrre uno Champagne con un dosaggio molto inferiore (22 grammi) e Ayala poté diventare fornitore ufficiale dei reali inglesi.
Le cuvée di Ayala oggi rispondono al principio base di poter essere apprezzate senza dosaggio, come vini di grande freschezza, sapidità, nerbo. Eccellente e calzante rappresentazione di questo stile è lo Champagne Brut Nature non millesimato che ho avuto modo di degustare recentemente in un esemplare con sboccatura abbastanza recente visto che risaliva all’ottobre 2011.
Una cuvée composta per il 40% da Pinot nero, il 40% da Chardonnay ed il 20% da Pinot Meunier, uve per l’85% delle quali espressione dell’ottimo millesimo 2006, con un 15% di vins de réserve (Pinot noir e Chardonnay). L’origine dei cru testimonia l’alta qualità della selezione: Pinot Noir da Aÿ, Mareuil sur Aÿ, Louvois Bouzy, Tours sur Marne, Verzy, Rilly, Chardonnay da Cramant, Mesnil sur Oger, Cuis, Vertus e Rilly e Pinot Meunier da Venteuil, Cerseuil, St. Martin d’ Ablois e Chavot, con una media dei cru superiore al 90%.
Affinamento di oltre 30 mesi sui lieviti, seguiti da altri quattro dopo la sboccatura, e nessun dosaggio, per un gusto preciso, puro e nudo dove il Pinot nero viene equilibrato dallo Chardonnay, uve che apportano entrambe vinosità e finezza e dove il Pinot Meunier conferisce un tocco fruttato e di fascino.
Uno Champagne per sua natura rinfrescante, vivo, nervoso, perfetto come aperitivo o in abbinamento a frutti di mare, crostacei, pesce cru, caviale, carpaccio di salmone, sushi e piatti della cucina asiatica, ma che si può pensare anche di accostare a formaggi a pasta molle e crosta fiorita come Boursault, Coulommiers, Chaource, Brie e Brillat-Savarin
Colore paglierino scarico tendente al verdolino, molto brillante luminoso, mostra un perlage molto sottile fine e continuo, e un naso molto aperto, fresco, puro, di grande fragranza, con agrumi, fiori bianchi, frutta fresca e non secca a dominare (pesca bianca e mela) e solo una leggera vena di mandorla non tostata, e una vena intensamente sapida e quasi “iodata”.
L’attacco in bocca è preciso, incisivo, molto salato, nervoso, con una bella bolla croccante, una grande linearità e un’espressione precisa, ed il vino si allarga progressivamente, vivace, ricco di energia, di spalla salda sul palato, con una persistenza lunga e una purezza che lasciano la bocca estremamente pulita e predispongono benissimo al cibo.
Uno Champagne (dall’eccellente rapporto prezzo qualità: su Internet lo si può acquistare tra i 25 ed i 30 euro), essenziale, per certi versi dotato di un’acidità tranchant, che trova nella freschezza, nel sale, nella mineralità, nella sua linearità e precisione, in una bella spinta che manifesta in ogni momento del suo apprezzamento, nella persistenza lunga il proprio punto forte.
Davvero niente male e superbo su una dozzina, meglio ancora due, di ostriche. Da spartire, ovviamente, con la Lei del vostro cuore…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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