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My Wine Notes

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Champagne e hot dog: la stravagante proposta di abbinamento di uno chef inglese

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Che i gusti siano gusti e non siano da discutere è un’evidenza assoluta per la quale nella lingua latina è prevista una definizione di esemplare chiarezza: “de gustibus non disputandum est”.
Ma per quanto la soggettività e l’assoluta personalità del gusto siano elementi che nessuno, tantomeno io, mi senta di contestare, trovo difficilmente comprensibile, anche nella piena deriva del gusto cui stiamo assistendo, la pensata, di cui si avuta notizia da questo articolo dell’edizione on line del quotidiano britannico Mirror, fatta da un giovane chef inglese, James Knappett.
Il quale, forte di un curriculum rispettabilissimo che parla di esperienze con Marcus Wareing al Berkeley di Londra, al Per Se a New York, al French Laundry da Harrods, nonché con il celebre chef e personaggio televisivo Gordon Ramsay, e al celebre ristorante Noma di Copenaghen, ha deciso una personalissima impostazione del proprio locale, Bubbledogs, che aprirà entro luglio a Charlotte Street nella zona di Fitzrovia nel cuore di Londra.
Una scelta di cucina personalissima, visto che al centro della proposta di cucina, curata da lui e dalla moglie Sandie Chang, sarà nientemeno che un’ampia scelta di hot dogs, almeno una decina, ovviamente, come si suol dire “rivisitati” a modo suo, abbinati a qualcosa che ben difficilmente siamo portati a pensare in accostamento a questo popolarissimo “street food”, ovverosia flûte di Champagne.
Come si legge curiosando tra le anticipazioni diffuse da vari siti Internet e food blog britannici, ad esempio qui, e poi ancora qui, il trentenne Knappett prevede di proporre una cucina popolare di impatto immediato, da cui la scelta di proporre hot dog d’autore e BLT (Bacon, Lettuce & Tomato) sandwich servito con una maionese al tartufo, oppure altri con guacamole, crema acida, ecc.
Lui punta a spingere la gente a bere Champagne di piccoli récoltant manipulant e vuole qualcosa di accessibile che faccia sentire le persone a proprio agio, senza particolari pompe e cerimonie.
E pertanto, anche se il ristorante proporrà in aggiunta agli hot dogs piatti della cucina classica europea, con menu di tre piatti a 25 sterline e un menu serale a 50, Knappett, ispirandosi ad un celebre santuario degli hot dogs di New York, il Crif Dogs, dell’East Village, dove il classico piatto popolare americano viene celebrato in ogni sua possibile declinazione, vuole puntare sulla formula hot dogs – Champagne, sicuro, sulla scorta di esperienze fatte da altri negli States, e di verifiche circa la possibilità di proporre questo abbinamento apparentemente improponibile, che questa proposta possa avere successo.


Anche se gastronomicamente parlando l’abbinamento mi sembra quantomeno un azzardo (non riesco a pensare di abbinare nient’altro che una buona birra al classico hot dog… anche se amo proporre come aperitivo cubetti di mortadella abbinati al Franciacorta), sono pronto a scommettere che questo stravagante accostamento, magari salutato come tentativo di democratizzazione dello Champagne, troverà dei sostenitori.
Non sono forse mala tempora, anche del buon gusto oltre che del buon senso, quelli che corrono?

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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1 Commento

1 Commento

  1. Cantastorie

    20/04/2012 at 10:35

    …non si finisce mai d’imparare…..non sapevo che chi confezione gli hotdog si fa chiamare Chef!!!!

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