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My Wine Notes

Degustazioni

Oltrepò Pavese Cruasé 2008 Giorgi

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il

Denominazione: Oltrepò Pavese Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot nero

Giudizio:
8


Ho già decantato in un recente articolo gli straordinari vantaggi che la degustazione alla cieca, o blind tasting, offre rispetto ad una degustazione palese, dove si conoscono i nomi dei vini e dei produttori.
Siamo uomini e non macchine, suvvia!, e può capitare pertanto che opinioni pregresse su una determinata azienda, sul suo modo di lavorare e di proporsi, in condizioni di degustazione a bottiglie scoperte, possano in qualche modo condizionare il giudizio sui vini, ma con la degustazione cieca, se cieca fino in fondo e senza “aggiustamenti”, non si scappa.
Quello che piace, piace, anche se magari a produrlo è qualcuno che proprio simpatico non ti sta proprio…
Discorso introduttivo, questo, che vale per questo Cruasé 2008, che nella mia degustazione di luglio fatta in Consorzio a Broni mi è parso tra i migliori, se non addirittura il migliore dei sedici assaggiati.
Sto parlando del Pinot Nero in purezza, annata 2008, di una grossa azienda oltrepadana, la Giorgi di Canneto Pavese, nata nel 1875, una produzione oltre il milione e mezzo di bottiglie, che si presenta sul proprio (bruttino assai) sito Internet in una maniera tutt’altro che accattivante, almeno per i miei gusti, raccontando di essere “dotata di tre grosse cantine separate per la lavorazione, il confezionamento e il deposito dei vini, le ha tutte attrezzate con macchinari moderni e sofisticati”.
E solo con fatica si viene a sapere, tra news “aggiornate” allo scorso aprile, suggerimenti per cocktail a base dei propri vini, inviti a visitare il sito aziendale nella versione brasiliana, e la presentazione della consueta sconfinata gamma di vini, compresi “grandi cru e barricati” in versione bianchi e rossi, “vigne storiche” e “gran spumanti”, tra cui il Crudoo “spumante metodo Giorgi”… che i Giorgi avrebbero 60 ettari di proprietà e contano su più di 300 conferitori di uve.
Dimenticando però la assai discutibile vetrina Web, viene più agevole e consolante tornare alla verità assoluta, senza interferenze, della degustazione alla cieca del Cruasé 2008, (di Giorgi ho degustato anche la Cuvée Gianfranco Giorgi 2008 e la Cuvée 1870 2007 ma mi hanno convinto meno…) quello in assoluto dotato del colore più bello, e veramente da Rosé, dell’intero lotto dei Cruasé assaggiati, dove facevano brutta mostra vini dal pallore grigiastro quasi cadaverico o dal colore tanto intenso quasi da vino rosso (per non fare nomi, ma cognomi, il Rosé di Monterucco, ma soprattutto il Costaldevento di Marchesi di Montalto, ma anche il Monteceresino di Travaglino, riscattato da un gusto decisamente piacevole).
Da Pinot nero proveniente da vigneti siti in Montecalvo Versiggia, Santa Maria Della Versa, Rocca De Giorgi, posti ad altitudini varianti dai 250 ai 400 metri, su terreni calcarei argillosi, utilizzo, così dice la scheda tecnica del vino, solo di mosto fiore e affinamento di 36 mesi sui lieviti, si ottiene un Cruasé esemplare nel suo genere, di cui ho degustato un campione con sboccatura risalente al marzo 2012, con residuo zuccherino dichiarato di 7 grammi litro.
Colore salmone rosa pallido con una bellissima brillantezza e luminosità ed un vero carattere da rosé, naso ricco, pieno, consistente e moderatamente vinoso con una bella definizione aromatica, con agrumi, rosa, accenni di erbe aromatiche, piccoli frutti rossi, una buona sapidità e mineralità, con fragranza e delicatezza.
Bocca fresca, viva, scattante e nervosa, con una buona pulizia, materia piuttosto ricca ma ravvivata da una bella acidità ben calibrata, nerbo, con persistenza lunga e sapidità. Un Rosé oltrepadano piacevole e ben fatto, che si fa bere bene e viene voglia di portare a tavola.

 

 

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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4 Commenti

4 Commenti

  1. Gabriele

    14/08/2012 at 10:02

    Salve Franco, a me il Costaldevento di Marchesi di Montalto aveva incuriosito proprio per quel suo essere eccessivo: praticamente un pinot noir vinificato in rosso ma spumantizzato.
    Della buona bottiglia di Giorgi mi manca l’assaggio, vedrò di colmare al più presto la lacuna.
    Buon ferragosto!

    • Franco Ziliani

      14/08/2012 at 10:13

      francamente trovo improponibile un Cruasé con il colore da Pinot nero o peggio…

      • Gabriele

        16/08/2012 at 07:46

        In effetti è un vino quantomeno singolare…
        Buona giornata!

  2. Pingback: Oltrepò wine festival: nome inglese ma solita sagra di paese | Blog di Vino al Vino

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