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My Wine Notes

Punzecchiature

Per la grande stampa italiana anche in UK si produce Champagne…

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A qualche mese di distanza da un eccellente articolo di Carlo Petrini (rovinato da un titolo incongruo) pubblicato su Repubblica, torniamo ad accorgerci che la grande stampa italiana ha urgente bisogno di aggiornamenti e informazioni in materia di Champagne. Su cosa sia questo prodotto e dove venga effettivamente prodotto.
I titolisti e talvolta gli autori degli articoli dimostrano di essere un po’ ignoranti sul grande champenoise francese, in caso contrario non arriverebbero a scrivere, come disinvoltamente fanno, di “champagne made in England” parlando degli sparkling wines prodotti in UK.
Dopo il titolo di Repubblica è ora la volta di titolo e testo, firmato dal giornalista Andrea Brenta, di un articolo pubblicato su Italia oggi e disponibile, nella sua interezza, nella sezione Edicola del sito Wine News.
Se il sottotitolo ci fa capire che le idee non sono perfettamente chiare quando ci si occupa di Bacco, “Gli inglesi scommettono sul riscaldamento climatico per riuscire a produrre spumanti a casa loro”, è il titolo a fugare ogni dubbio sulla competenza enoica di chi ha scritto questa cronaca, visto che si parla, apertis verbis, di “champagne made in England”.
Nell’articolo di Italia oggi leggiamo che si “scommette proprio sul clima per produrre champagne nella terra di Albione”, e poi troviamo ancora citato lo “champagne made in England”.
Come far capire a questi disinformati che Champagne è non solo il nome di un peculiare prodotto, ma di una precisa e unica zona geografica e di una denominazione, e che Champagne, ovvero un vino definito con questo nome, si può produrre solo in Francia, nella regione della Champagne e non altrove e tantomeno nel Regno Unito?
Perché “il n’y a de Champagne que dans la Champagne”, ça va sans dire…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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5 Commenti

5 Commenti

  1. rolando zorzi

    23/08/2012 at 15:24

    devono essersi ispirati ad uno studio della coldiretti pubblicato sulla loro rivista in primavera, che parlava di emigrazione dello champagne in Gran Bretagna. Mah!! se vuoi leggerlo lo trovi nella mia pagina fb
    http://www.facebook.com/photo.php?fbid=360894960631915&set=a.208691672518912.56130.181635211891225&type=1&theater

  2. Lambrusco Lover

    23/08/2012 at 20:48

    Proprio su questo tema pensate che alcune settimane fa, parlando di questo caldo con un piccolo produttore (che non si occupa di metodo classico), mi ha detto più o meno questa frase:”E si, sta cambiando tutto, pensa che adesso producono lo Champagne anche in Inghilterra!”. Non mi sono permesso di correggerlo in proposito perchè ho colto il suo senso e la buona fede con cui lo ha detto. Però quando si scrive su siti di una certa comunicatività, certe gaffe non si possono fare, altrimenti viene fatta disinformazione in un mondo, quello del vino, già ricco di luoghi comuni da sfatare.

  3. Rocca Filippo

    14/09/2012 at 17:32

    Aaaaargh! Un’altra coltellata al mio povero cuore di amante del vino. Tutti commettiamo errori, non c’è dubbio, però lo so già che verrà qualcuno a chiedermi dello champagne inglese. Passerò io per ignorante quando proverò a spiegare la verità, non il famoso giornalista tal dei tali… sigh…

  4. Sommelier Social Club

    22/09/2012 at 15:26

    Uno dei tanti giornalisti che si preoccupa di dare risalto al proprio articolo con dei titoloni, dimenticandosi (o non sapendo…) di cosa sta parlando, trattando i lettori come fossero tutti dei pecoroni. Non è il primo e non sarà l’ultimo e guai a dirgli qualcosa che magari s’offende!

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