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Degustazioni

Franciacorta Dosaggio Zero Nature 2008 Barone Pizzini

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Anche in terra di Franciacorta va diffondendosi, nella pratica e non a parole, la pratica della riconversione dei vigneti ad un regime di agricoltura biologica. L’ultimo esempio, secondo quanto riferito recentemente dal quotidiano bresciano Brescia oggi, è di un’azienda come la Cà del Bosco di Erbusco, che ha deciso la riconversione di 15 ettari, ma sono ormai numerose le aziende che parzialmente o totalmente hanno scelto di orientarsi verso una viticoltura più naturale e più sana come la viticoltura biologica.
Tra queste l’immaginario Oscar di prima azienda biologica franciacortina spetta alla Barone Pizzini di Provaglio d’Iseo, che nel 1998 ha iniziato la propria sperimentazione sulla viticoltura biologica e dal 2001 ha visto tutti i propri vigneti, 47 ettari divisi in 25 particelle dislocate nei comuni di Provaglio d’Iseo, Corte Franca, Adro e Passirano, certificati bio. Vigne dislocate in alcune delle zone più vocate della Franciacorta per esposizione e composizione del terreno.
Per descrivere la scelta dell’approdo al biologico voglio usare le parole stesse usate dall’azienda sul proprio sito Internet laddove scrive che la coltivazione bio ”migliora la vitalità degli strati esplorati dalle radici estendendo nel tempo, in profondità, una fertilità equilibrata ed attiva.
L’espressione del terroir si realizza così in modo incontaminato ed irripetibile attraverso un rispetto degli organismi insediati spontaneamente e l’elaborazione dei minerali forniti naturalmente dal flusso dinamico della vita. Si tratta di una garanzia di qualità e di salute che si protrae nel tempo e che si distingue da un metodo di coltivazione convenzionale, supportato dall’introduzione artificiosa di sostanze estranee alla natura, che invece è viziato da supporti temporanei e spesso non sostenibili.
Il metodo BIO, con l’adozione della sostanza organica a sostegno della fertilità e di elementi naturali come zolfo e rame per il contenimento dei parassiti, è l’approccio che Barone Pizzini ha fatto proprio per mantenere la pianta in equilibrio in modo armonico e consentire l’espressione di un prodotto ben caratterizzato.
Questa sensibilità coinvolge tutta la filiera di produzione gestita da operatori attenti alla conservazione delle energie, al contenimento delle emissioni dei gas-serra , alla salute del consumatore ed alla tutela del territorio”.
Al termine di questo processo l’azienda può dichiarare che “nei nostri vini non sono riscontrabili residui di diserbanti chimici e pesticidi di sintesi. Sulle nostre etichette scriviamo residuo zero”.
Per andare più in dettaglio, sempre secondo l’azienda stessa, “viticoltura biologica significa che in campagna, per la difesa e per il nutrimento delle piante, si usano solo sostanze che si trovano in natura o che l’uomo può ottenere con processi semplici.
Le uve biologiche godono dunque di un ciclo vitale che non dipende dalla chimica”. Pertanto prevenzione “incoraggiando la biodiversità, la vite cresce in un suolo ricco di vita sviluppando una maggiore resistenza alle malattie. L’erba, lasciata crescere tra i filari, ospita molte specie di insetti che si controllano a vicenda lasciando meno spazio al prevalere dei parassiti. Inoltre osserviamo costantemente i bollettini meteo per poter anticipare le necessità del vigneto”.
E nutrimento “grazie a batteri benefici la pianta può nutrirsi al meglio ed in modo naturale delle sostanze minerali presenti nel suolo”. Infine l’aspetto difesa del vigneto con “trattamenti contro i parassiti effettuati solo con zolfo e rame nelle loro composizioni più semplici, mentre contro insetti nocivi si utilizzano esclusivamente derivati naturali da piante o batteri”.
Questo particolare protocollo di lavoro in vigna non direi che comporti come risultato automatico l’ottenimento di migliori vini, ma sicuramente di uve migliori e più sane e con maggiori potenzialità qualitative, che riflettono con maggiore fedeltà le caratteristiche dei terroir d’origine.
Questo significa che affidate a mani capaci e ad una tecnologia produttiva seria e consapevole, queste uve offrono una maggiore possibilità di ottenere vini di pregio.
Tutto questo lungo preambolo come ideale introduzione al racconto delle eccellenti impressioni, riportate in una recente degustazione, per uno dei Franciacorta di casa Barone Pizzini, il Dosaggio Zero Brut Nature, annata 2008, sboccatura gennaio 2012, ottenuto da uve Chardonnay (90%) e Pinot nero (10%) provenienti dai vigneti (bio) denominati Ciosèt, Roccolo, Clogna, Carabioli, Troso, Dosso, Ronchi, Prada, Gallo, allevati con sistema Guyot con densità di ceppi ettaro variante da 5000 a 6250.
Affinato 30 mesi sui lieviti e maturato unicamente in acciaio, senza il passaggio in legno di nessuna parte delle basi, mi è sembrato un Franciacorta di buona personalità, colore paglierino oro intenso, perlage abbastanza fine, naso maturo con note di frutta gialla, frutta secca tostata, accenni di miele e spezie e solo in secondo piano una nota salata in evidenza.
Bocca ricca, piena, larga, consistente, non è trascinante in quanto a freschezza e nerbo, anche se é piacevolmente secco e con bella persistenza lunga e con un equilibrata acidità che facilita la beva.
Vino da proporre come aperitivo e in abbinamento ad antipasti e preparazioni a base di pesce.

Barone Pizzini
Via San Carlo 14
25050 Provaglio d’Iseo (Bs)
Tel: +39 030 9848311
Fax: +39 030 9848323
E-mail: info@baronepizzini.it
sito Internet www.baronepizzini.it

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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Daniele
Daniele
20/09/2012 11:53

Non la ‘sento’ entusiasta nonostante la sua predilezione per questi dosaggi..

Franco Ziliani
20/09/2012 12:02
Reply to  Daniele

in effetti il vino mi piace, ma non mi entusiasma

Mario Gagliardi
20/09/2012 21:50

Egregio Signor Ziliani,l’azienda vitivinicola da lei recensita: a mio avviso tra le migliori del panorama franciacortino.Il vino in questione,l’ho sempre trovato soddisfacente,anzi,direi molto buono.Lodevole la scelta di avere abbracciato il biologico.

marco
marco
21/09/2012 22:45

mmm ma nemmeno una parola sulle 20 associazioni franciacortine che hanno firmato un appello per eliminare i pesticidi in franciacorta?
http://www.laschiribilla.it/public/?p=1323

Franco Ziliani
21/09/2012 23:32
Reply to  marco

nemmeno una parola per il semplicissimo motivo che prima di questo commento, che tranquillamente pubblico, nessuno mi aveva informato di questa iniziativa… Magari sarebbe opportuno informare quando si realizzano iniziative del genere…

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[…] starò ad aggiungere granché, rinviandovi alla sua lettura, a quanto scrissi lo scorso settembre in questo post, sulla Barone Pizzini di Provaglio d’Iseo ed i suoi vini. Sull’immaginario Oscar di prima […]

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[…] won’t add much here but will invite you instead to read a post that I devoted last September to Barone Pizzini in Provaglio d’Iseo and its […]

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