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Degustazioni

Trento Doc 600Uno Brut Concilio vini: un esordio convincente

Pubblicato

il

Denominazione: Trento Doc
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay

Giudizio:
7


Buone notizie dal fronte, solitamente piuttosto ingessato e immobile, del Trento Doc, la denominazione d’origine – che il prossimo anno festeggerà (si spera adeguatamente) i primi vent’anni di vita – che designa le “bollicine” metodo classico prodotte, in larga parte a base Chardonnay, in provincia di Trento.
Nuovi soggetti produttivi e nuovi vini si affacciano alla ribalta e degustati comparativamente, insieme ad altri da più tempo presenti sul mercato, fanno la loro bella figura.
Questo emergere di nuove realtà va salutato ancora più positivamente se a credere nel Trento Doc e a decidere di entrare nel mondo variegato di questa denominazione ancora molto in cerca di identità (e di riconoscimento e fiducia da parte dei consumatori), sono aziende come ad esempio la Concilio Vini di Volano in Vallagarina, che fondata nel 1860 da Angelo Grigolli avviò la produzione a Mori, un piccolo borgo in provincia di Trento.
Negli anni successivi, l’azienda si ingrandì, da Angelo Grigolli la guida dell’azienda si tramandò al figlio e, di generazione in generazione, fino al 1972, anno in cui la famiglia Grigolli si unì ad un’altra casa storica, la ditta Boschi e Gamberoni, dando vita così alla Concilio.
Nel 1990 Concilio assunse l’attuale assetto che conta su oltre 620 ettari di vigneti di proprietà degli azionisti, situati in gran parte sulle colline fra Trento e Rovereto ad una altitudine che va da 200 ad 800 metri, per una produzione complessiva di sette milioni di bottiglie.
L’approdo al Trento Doc della Concilio vini, azienda che vanta una consolidata tradizione nell’ambito degli “spumanti” metodo Charmat, nonché di selezioni e riserve di vini fermi tra cui meritano menzione il Merlot Novaline ed il taglio bordolese Mori Vecio, è recente, con diecimila bottiglie prodotte del Trento Doc 600 Uno (il campione da me degustato presentava una sboccatura molto recente risalente al giugno di quest’anno).
Viene prodotto con sole uve Chardonnay provenienti dai vigneti collinari a ridosso della città di Trento ad altitudini che vanno dai 600 ai 750 metri. Questi terreni, rispetto al fondovalle, consentono una maturazione delle uve più graduale ed omogenea inoltre l’altitudine favorisce la sanità delle uve e con ciò la pulizia nei profumi del vino (se lavorato bene nelle fasi successive!), mentre le escursioni termiche avvantaggiano la freschezza e il patrimonio aromatico in generale.
Quanto al nome è molto semplice e deriva dalla scelta produttiva di utilizzare basi provenienti da vigneti, di trent’anni d’età, situati dai 600 metri di altezza in su.
Ventiquattro mesi di permanenza sui lieviti, resa per ettaro bloccata a 120 quintali ettaro, terreni ricchi di scheletro costituito da un calcare marnoso detto “scaglia rossa”, e un protocollo agronomico che dice nessun utilizzo di prodotti insetticidi; controllo delle tignole tramite confusione sessuale; utilizzo di prodotti anticrittogamici non di sintesi; 50% degli appezzamenti ove non viene utilizzato diserbante chimico, per un prodotto, venduto nell’enoteca aperta presso la cantina a 11 euro, che all’assaggio “bendato” convince. Anche senza provocare entusiasmi.
Colore paglierino oro di media intensità e brillantezza, perlage abbastanza fine, naso piuttosto secco e maturo con leggera nota evolutiva ma buona sapidità e nerbo minerale, con notevole vena agrumata che richiama il pompelmo e note di ananas.
Bocca ampia, ben costruita con buona materia e peso e una componente fruttata evidente, che lo rende largo e succoso. A cercare un po’ il pelo nell’uovo gli manca forse un po’ di nerbo, anche se il vino resta ben secco in virtù di soli 4 grammi litro di zuccheri, ma questo Trento Doc 600Uno si fa bere con molta piacevolezza e persistenza lunga e si propone come piacevole aperitivo e vino da antipasti freddi.

Concilio S.p.A
Zona Industriale, 2
38060 Volano (TN)
Tel:  0464 411 000
fax:  0464 461 310
e-mail: concilio@concilio.it
Sito Internet www.concilio.it

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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1 Commento

1 Commento

  1. Jul

    09/10/2012 at 08:32

    La Concilio vini oggi fa parte della Cavit: Fondatori e soci di un tempo non vi agiscono più. Tra questi G. Todesca che apportò le tenute di Novaline e il suo spumante.

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