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My Wine Notes

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E’ un belga, Gido Van Imschoot, il nuovo ambasciatore dello Champagne

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Sono già noti tutti i dettagli relativo all’andamento della finale svoltasi a Epernay lo scorso 18 ottobre del Concours Européen des Ambassadeurs du Champagne giunto alla sua ottava edizione. Nonostante la presenza di cinque donne su nove finalisti ad affermarsi è stato un uomo, il belga Gido Van Imschoot, che si è imposto sulla sommelière italiana Chiara Giovoni, classificatasi al secondo posto e sulla sommelière austriaca Elisabeth Eder, wine consultant di Salisburgo, giunta terza e destinataria del Prix Spécial du Jury.
Gido Van Imschoot
, responsabile della formazione in enologia presso la celebre école hôtelière di Spermalie à Bruges e grande appassionato di vino, ha creato la propria accademia del vino, Pantha Rei, nel 1994 e si è lasciato in seguito nel nuovo progetto Vine-Art.be presentato sul sito Internet che porta il suo nome, e nell’organizzazione di master class dedicati al vino.
Van Imschoot è autore di cinque libri sul vino e la gastronomia uno dei quali dedicato allo Champagne.

Per quanto riguarda i colori italiani, la seconda classificata, Chiara Giovoni, 34enne sommelière, (a sinistra nella foto) si propone da sempre di raccontare il mondo delle bollicine in un’ottica inedita e originale e definisce lo Champagne il simbolo più rappresentativo della combinazione peculiare di uomo, cielo e terra. Un calice carico di suggestioni e sogni, capace di trasformare ancora potentemente l’immaginario collettivo, facendo di un semplice brindisi un’attesa”.
Va sottolineato che quello di Chiara Giovoni è il quarto podio europeo ottenuto dall’Italia, dopo il primo posto del milanese Marco Chiesa nel 2010 e i due terzi posti dell’abruzzese Nicola Roni nel 2007 e del toscano Marco Anichini nel 2009.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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