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My Wine Notes

Degustazioni

Franciacorta Extra Brut Castelveder

Pubblicato

il

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay

Giudizio:
8


Bella storia, simile a quella di tante altre piccole realtà produttive di questa operosa zona vinicola lombarda, quella della tenuta Castelveder di Monticelli Brusati, una dozzina di ettari vitati per una produzione intorno alle 80 mila bottiglie.
Una storia iniziata nel lontano 1975, quando la Franciacorta come zona leader nella produzione di metodo classico era ancora ai suoi primi passi ed il sogno di pochi coraggiosi, quando una coppia, Renato Alberti e la moglie Elena Nulli, pensarono di diventare produttori di vini, utilizzando per l’azienda il nome dialettale Castelveder con cui si identifica la zona dove si trovano i resti della Rocca costruita dagli antichi signori del luogo, i Conti Brusati.
Un’attività agricola cui si è sempre affiancato nel tempo un costante impegno in campo culturale dovuto sia al lavoro di insegnante svolto per anni dalla Signora Elena, sia, come si può leggere in questa sezione del sito Internet, dove lodevolmente compare anche una sezione che spiega cosa sia la Franciacorta e quali le caratteristiche dei suoi vini, alla passione per la poesia, che si è tradotta nella creazione di molti testi, anche in dialetto bresciano.
Una passione per la cultura locale, per le tradizioni territoriali, testimoniata anche dal nome, spesso in vernacolo, con cui sono stati battezzati i vari vigneti da cui provengono le uve, quasi esclusivamente Chardonnay, un pizzico di Pinot nero viene dedicato esclusivamente alle circa 7000 bottiglie di Rosé, nomi suggestivi quali il Ronco del Castellotto, la Madonna della Rosa,la Palazzina e il Cilinder, i Nulli e il Guast e Capelét.
Passati trent’anni e rimasta la consulenza dell’enologo Teresio Schiavi, nella storia del Castelveder è entrata da qualche anno a far parte una nuova generazione, quella rappresentata dalla nipote Camilla, figlia di Alessandro Alberti, che oggi affianca i nonni nella conduzione dell’azienda.
L’impegno di fare bene, di produrre Franciacorta ben curati, di stampo artigianale, pensati innanzitutto per piacere a chi li produce e subito dopo ad una cerchia di affezionati clienti tradizionali che hanno seguito l’azienda in questi anni, è sempre lo stesso, anche se l’avvento di energie e idee più giovani hanno portato Castelveder, che produce ancora circa ventimila bottiglie di Curtefranca, un bianco Chardonnay in purezza e due Rosso dove nell’uvaggio sono ancora comprese quote di Barbera e Nebbiolo, come prevedeva il vecchio disciplinare, ad affinare ulteriormente la qualità dei propri Franciacorta.
Un recente assaggio dell’Extra Brut, circa diecimila le bottiglie prodotte, e sboccatura del gennaio 2012 per il campione da me degustato, mi ha confermato di trovarmi di fronte ad un Franciacorta decisamente ben fatto e affidabile, ben rappresentativo della propria tipologia.
Figlio di una selezione di Chardonnay dei vigneti aziendali, affinato 40 mesi sui lieviti, ben secco, con una dose inferiore ai 4 grammi di zucchero per litro, mi è piaciuto per il suo colore paglierino oro intenso, il perlage sottile, il naso molto secco e deciso di grande pulizia freschezza e incisività, con una bella componente sapida minerale, accenni di cioccolato bianco, agrumi, fiori bianchi e frutta secca.
Altrettanto secco e diretto l’attacco in bocca e lo sviluppo all’insegna di energia e continuità, con equilibrio, buona piacevolezza e una bella coerenza naso bocca con finale ben salato e verticale, di nerbo deciso, su una nitida vena di mandorla.
Un Franciacorta Extra Brut che potrete proporre come aperitivo, oppure abbinare a piatti a base di pesce crudo e crostacei, servito ben freddo in calici ampi meglio che nella coreografica ma decisamente costrittiva per lo sviluppo dei profumi, classica flûte.

Società Agricola Castelveder
via Belvedere, 4
25040 Monticelli Brusati (Brescia)
telefono 030652308
e-mail: info@castelveder.it
Sito Internet http://www.castelveder.it/

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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2 Commenti

2 Commenti

  1. Mauro

    27/10/2012 at 16:08

    Finalmente!

  2. Carlo Merolli

    29/10/2012 at 10:09

    Effettivamente, zitti zitti, senza clamori PR, propongono una
    bottiglia secondo me di gran classe e di ottima identitá agricola.(Nota di inabilitá: lo importo da diverso tempo e
    mi piace anche. In assaggi coperti ha maltrattato diversi altri
    nomi altisonanti sia per qualitá che per prezzo (ma questo non glielo diciamo, altrimenti lo aumentano).

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