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My Wine Notes

Degustazioni

Franciacorta Satèn 2008 Arcari & Danesi

Pubblicato

il

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay

Giudizio:
2


Doveroso premetterlo subito che questo non sarà un post come gli altri. Il vino di cui vi parlerò, un Franciacorta Satèn, ha qualcosa di particolare che è bene subito premettere, ovvero il fatto che sia prodotto da due cari amici che per la prima volta, pur essendo impegnati da tempo nel mondo del vino e avendo contribuito alla nascita di altri Franciacorta, hanno deciso di passare dall’altra parte della barricata. Di metterci insomma la firma e di diventare, da consulenti quali sono, produttori in proprio.
Sto parlando, rigorosamente in ordine alfabetico, di Giovanni Arcari e Nico Danesi, eno talent scout, promotore e comunicatore, nonché wine blogger il primo, ed enologo il secondo, autori del progetto Terra uomo cielo, presentato nell’omonimo vivace blog.
Chi frequenta abitualmente Lemillebolleblog sa bene come Giovanni e Nico siano stati tra gli artefici dell’affermazione di due piccole e molto personali aziende agricole franciacortine, Camossi e Colline della Stella-Arici, e come siano impegnati, soprattutto Nico, come consulenti di altre realtà produttive franciacortine e di altre zone, ma un conto è contribuire, come collaboratori esterni, alla produzione di un vino e un conto è, invece, produrlo in proprio e commercializzarlo, mettendoci la faccia.
Ci vuole una certa dose di coraggio e di sangue freddo e di convinzione nei propri mezzi, cosa che ai due, soprattutto a Giovanni, sicuramente non manca, unitamente ad una vis polemica innata (testimoniata da taluni interventi pubblicati sul suo blog, ultimi dei quali questo e poi ancora questo) per decidere, in pieno 2012, con una congiuntura economica non favorevolissima, e dopo essersi fatti notare (parlo di Giovanni) come “coscienza critica” dello sviluppo franciacortino, e come oppositori di una visione ottimistica dell’attuale realtà franciacortina, di uscire… con un Franciacorta. Primo di una serie, ridotta e ragionata, di “bollicine” Docg che verranno commercializzate con il marchio Arcari & Danesi.
Ciò premesso e ricordato il particolare legame che ho con Giovanni, cosa che mi porta a sospendere il giudizio e a non assegnare valutazioni (il giudizio di una sola stella indicata non ha alcun valore ed é inserito perché richiesto dal sistema), voglio limitarmi a segnalare la disponibilità in tremila esemplari di questo Franciacorta Satèn ovviamente a base di sole uve Chardonnay, da uve in buona parte provenienti dal territorio di Erbusco.

Un Satèn molto diverso da tanti Satèn che siamo abituati a conoscere, o troppo morbidi, dolcioni e rotondi, oppure eccessivamente gravati e bloccati dall’uso del legno utilizzato per l’affinamento delle basi.
Tecnicamente il vino presenta questa particolarità: si fa fermentare il mosto fino a fargli raggiungere la quantità di zuccheri residui che serviranno una volta in bottiglia per ottenere le 5 atmosfere e per fargli raggiungere i 12,5 gradi alcol. Si blocca quindi con il freddo in vasca e al tiraggio non si deve aggiungere nulla se non lieviti. E’ una sorta di fermentazione diretta.
Un Satèn, 35 mesi sui lieviti, seguiti da sei in bottiglia dopo la sboccatura prima della commercializzazione, giocato sull’equilibrio e la piacevolezza, non “progettato” per le guide e quindi privo di ogni tentazione spettacolare e di ogni eccesso, ma pensato per farsi bere piacevolmente e accompagnare in maniera discreta i piatti.
Colore paglierino oro brillante, luminoso, perlage sottile e continuo, di bella finezza, mostra il suo forte in una cifra aromatica delicata, elegante, sapida, dove la componente agrumata e le note di mela prevalgono su quella floreale pur presente e dove sono la freschezza, una certa innegabile fragranza, un’immediatezza giovanile e quasi “sbarazzina” a scandire il ritmo.
Altrettanto sapido, preciso, dotato di una innegabile e molto apprezzabile cremosità al gusto, ben avvolgente, equilibrato, morbido il giusto ma senza eccessi, con una componente fruttata matura a dovere, una bella vena di mandorla sul finale, che dà scatto al vino, anche se a voler cercare il pelo nell’uovo un po’ di nerbo in più, una vena acida più evidente, non sarebbero stati male e avrebbero reso il vino più teso e scattante.
Ma per essere la prova d’esordio come produttori in proprio, devo dire che Giovanni & Nico non se la sono cavata proprio male..

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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32 Commenti

32 Commenti

  1. francesco

    12/11/2012 at 11:30

    che brutta etichetta!

    • nino

      12/11/2012 at 17:22

      Chissenefrega dell’etichetta france’, abbia pazienza.

  2. Alexmind

    12/11/2012 at 22:44

    Gentile Ziliani,
    la stella è un errore o proprio non le è piaciuto il vino ?

    • Franco Ziliani

      13/11/2012 at 07:55

      domanda Alexmind: ma lei ha letto il mio post? Provi a leggerlo, visto che é spiegato tutto…

  3. bevo_eno

    13/11/2012 at 10:48

    alexmind
    il voto è sospeso vista l’amicizia con il produttore… è specificato.
    Ma è buono o non è buono, ma ne vale la pena di pagare per questa bottiglia o no, oppure è meglio spendere in altri vini che lei ha classificato come Validi/molto Validi

  4. Rossi Fabrizio

    13/11/2012 at 13:55

    scusi Ziliani, ma a mio parere un voto /giudizio proprio sulla prima impresa di due ardimentosi amici andava espresso con assoluta imparzialità a rafforzare la sua oggettività. quindi voto/giudizio non viene dato, del vino non si parla, è forse uno spot per gli amici? beh allora quali sono i principi del blog?

    • Franco Ziliani

      13/11/2012 at 14:37

      ma lei sa leggere? Ha letto quello che ho scritto? Se non é in grado di leggere e di capire quello che ho scritto e che é stato perfettamente capito, si rivolga altrove. Non sarà una grande perdita non avere più un lettore come lei

  5. Giovanni Arcari

    13/11/2012 at 16:52

    Scusate l’intromissione ma, bevo_eno e Fabrizio, la molla scatenante che crea dinamismo negli appassionati di vino è la curiosità, non un voto.
    Un giudizio in numeri o simboli altro non è che il parere di un uomo, che nel caso di Franco ha grande conoscenza del vino in ogni sua sfaccettatura, ma è pur sempre qualcosa di soggettivo rispetto al palato di ognuno. Bisogna provare.
    Non vi è mai capitato di bervi un 3bicchieri o un 5grappoli o un 19,5/20 che proprio non vi sono piaciuti?
    A incuriosirvi a provare questi must è stato proprio il punteggio assegnato da altrettanto bravi degustatori?
    Va bene, ma stavolta provate a degustare un vino perché qualcuno vi ha scritto che è diverso dagli altri, perché è stato introdotto un metodo nuovo di vinificazione (come per Sullali) per i vini della denominazione! Questo non vi incuriosisce a sufficienza?
    Se non volete comprarlo sarò felice di ospitarvi in cantina (appena pronta) e di stapparlo per voi.

  6. bEVO eNO

    13/11/2012 at 23:58

    è ovvio che la curiosità sia da mettere in primis.
    Siccome non posso assaggiare tutti i vini che vorrei,che mi incuriosiscono, mi affido tra gli altri a questo blog.
    Certo credo sia lecito da parte nostra cercare di capire perchè in questa particolare occasione la valutazione, che sicuramente è stata effettuata, non sia stata resa nota al lettore.

    • Franco Ziliani

      14/11/2012 at 09:12

      devo prendere atto, e mi dispiace, che questo blog ha dei lettori che non sanno leggere. Che non vogliono capire o fanno finta di capire…
      Ho spiegato tutto nel mio post: ho assegnato una valutazione fittizia, il minimo, una stella, avendo dichiarato a chiare lettere il mio legame di amicizia con il produttore e avendo deciso pertanto che qualsiasi valutazione avessi dato al vino sarebbe stata letta come condizionata dalla mia amicizia.
      Una cosa é certa, come ho scritto e come é in grado di capire chiunque voglia capire e non fare finta: il vino é decisamente buono, altrimenti, amico e non amico il produttore, non ne avrei scritto.
      E con questo ulteriore chiarimento chiudo, avendo già spiegato esaurientemente ogni aspetto.

      • Riccardo

        16/11/2012 at 00:16

        mi verrebbe da dire che ognuno ha i lettori che si merita 🙂

        • Franco Ziliani

          16/11/2012 at 07:57

          e a me viene da dire che questo blog non desidera lettori come lei

  7. Rossi Fabrizio

    14/11/2012 at 10:12

    a me continua a sembrare uno spot..tipo consigli per gli acquisti.
    tuttavia se non vuole dare un giudizio sarebbe interessante sapere le uve da dove provengono visto che parla di consulenti e non di produttori di uve, o dove è stato vinificato, quale l’idea dietro “la serie ridotta e ragionata” etc. sperando che la sua risposta sia cortese e non urlata come al solito.

    • Franco Ziliani

      14/11/2012 at 13:09

      le risposte “urlate”, come le definisce lei, le do solo alle persone che cercano di provocare, come fa lei, lanciando il sasso e nascondendo la mano.
      E visto che fa così non mi sento di darle alcuna risposta: é tutto chiaro nel mio articolo

    • Giovanni Arcari

      14/11/2012 at 15:27

      Innanzitutto, questo non è un marchio commerciale ma un’azienda agricola che ha in gestione 4ha (li abbiamo in affitto perché i nostri nonni non avevano terra da regalarci) e altri due li prenderemo a breve e saranno gestiti personalmente da me. le uve per questo vino provengono in prevalenza da Capriolo e anche da Erbusco.
      le vinificazioni le facciamo tra Gussago e Erbusco, avendo in affitto parte di cantine di amici (perché i nostri genitori non avevano qualche centinaia di miglia di euro da elargirci).
      Per arrivare a mettere i nostri nomi su un’etichetta c’abbiamo messo quasi 12 anni.
      Adesso che sai tutto questo e ti si sono gonfiati di certo i pantaloni (dalla veemenza delle tue richieste non si potrebbe pensare altro) sei un uomo più felice o ti senti ancora insoddisfatto come prima? Se vuoi sapere altro mi mandi copia della tua carta d’identità così so di non parlare con uno (…) che usa un nome finto (siccome ce ne sono tanti…). ok?

  8. michele tarentini

    14/11/2012 at 14:21

    la mia curiosità è una sola!come mai la topologia saten? perchè è più adatta al tipo di rifermentazione o solo una scelta personale?

    • Franco Ziliani

      14/11/2012 at 14:23

      Questa é una domanda più che lecita che giro all’amico Giovanni Arcari.

    • Giovanni Arcari

      14/11/2012 at 15:09

      Perché il Saten è il vino che rappresenta maggiormente il territorio in quanto il nome è esclusivamente franciacortino e noi abbiamo voluto portare il nostro punto di vista in questa tipologia. è il primo vino messo in commercio non il primo prodotto..

      • Michele tarentini

        14/11/2012 at 21:41

        Grazie x la risposta Giovanni!l’ultima cosa:dove lo troviamo nel bresciano?

  9. Robertino

    14/11/2012 at 20:14

    Che strano leggere questi post!!
    Sembrano discussioni tra “…….” capricciosi, e permalosi!
    Scusate
    Robertino

    • Franco Ziliani

      14/11/2012 at 20:24

      davvero? A me sembra invece che questo post, ed il semplice fatto che io abbia scritto, con grande trasparenza, del Franciacorta d’esordio di Arcari & Danesi, non sia gradito da qualche provocatore…

  10. valter

    15/11/2012 at 06:11

    Da anni vendo nella mia zona il grande faccoli….mo pure questa gatta da pelare!!!(scherzo)….il fatto è che è buono e stella o non stella gli amanti di una certa filosofia lo capiranno……ora mi è chiaro l’intento di alcuni post e capisco le vostre repliche,ma sapete com’è,molti si attengono proprio solo alle stelline e credo che sia giusto amicizia o no valutare per quello che è e per quel che vale ogni prodotto,anche perchè alla fine si citano solo i punteggi e non i commenti e qualcuno sarà autorizzato a dire : mi tengo stretto il mio berlucchi che su ziliani ha preso più stellette del tuo!

    • Franco Ziliani

      15/11/2012 at 08:50

      spero di avere pochi lettori che abbiano la ristrettezza mentale di limitare la considerazione di quanto scrivo su un determinato vino alla pura e semplice espressione, un elemento del tutto accessorio, delle stelle, rispetto a quanto ho scritto sul vino e sul produttore. Non sono il tipo di lettore che cerco e con il quale mi sento in sintonia

  11. Angelo

    15/11/2012 at 19:52

    L’articolo è chiarissimo non capisco certe persone se ci sono o ci fanno. Mi ha incuriosito molto questo nuovo metodo e spero di trovarne alcune bottiglie in enoteca oltretutto dalla descrizione ben esposta dovrebbe incontrare i miei gusti.
    Grazie e saluti.

  12. Giovanni Arcari

    17/11/2012 at 13:59

    Dammi le 5 stelle che mi merito e il primo che dice che me le hai date perché siamo amici son schiaffi.
    @michele: su Brescia non lo vendiamo se non in cantina. Scrivimi che poi ti dico..

  13. elisabeth

    20/11/2012 at 12:26

    Anche se in ritardo, vorrei dire la mia…
    Caro Giovanni e caro Nico,
    le mie piu’ sincere CONGRATULAZIONI!
    Finalmente potro’ assaggiare il vostro, sicuramente di grande classe, prodotto fatto insieme!
    Un cordiale saluto,
    elisabeth

    • Giovanni Arcari

      20/11/2012 at 19:05

      Grazie Elisabeth, anche da parte di Nico!
      Non vediamo l’ora di bere il nostro vino con te.
      spero presto..

  14. Pingback: Il vino rivoluzionario e i rivolizionari da cartolina | Trentino Wine Blog

  15. max

    24/02/2013 at 20:03

    premetto che non ho letto li post che mi precedono per mancanza di tempo, quindi se ripeto cose già dette perdonatemi.
    ho assaggiato lo spumante in questione e a me pare che abbia un po’ poca persistenza.. e poi un po’ di acidità in più non guasterebbe.
    ma forse mi sbaglio, per un 2008 docg

  16. stefano

    16/07/2013 at 10:56

    Voglio portare la mia testimonianza sull’assaggio che ho fatto, a prescindere da quello che ho letto dove trovo molta gelosia da alcuni che vogliono solo fare del vino provocazioni.
    Prodotto di eleganza con mandorlato in superficie, riempie bene con buon frutto (scusate la mia analisi degustativa, ma non sono ne sommelier ne altro, ma solo un bevitore “troppo”). Per la trasparenza vivo a Bormio in Valtellina, non sono amico di nessuno di quelli chiamati in causa!
    Saluti

  17. simone lamanna

    10/04/2015 at 22:05

    Semplicemente complimenti a Giovanni e Nico! Non vi conosco ancora personalmente, e mi sento molto motivato nel venire il prima possibile a trovarvi e conoscervi! Sono un neo appassionato di vini, cameriere di professione da qualche anno, ho conosciuto i vostri vini grazie a les cave de pirenne, dal quale ho acquistato i vostri vini dosaggio zero e saten per inserirli nella carta vini che ho composto per il ristorante in cui opero, dopo avermi conquistato personalmente mi hanno divertito molto nel proporli ai tavoli, bravi! Bel brand bella etichetta (moderna) e grande vino! Ora non vedo l’ora di poter assaggiare il tzero, per colpa vostra da qualche nese bevo un sacco di bollicine e voglio conoscerle tutte! Basta parlare di stelle parliamo di vino ed ogniuno assaggi e valuti per gusto proprio! Avete raggiunto un vostro obbiettivo… Well done

    • redazione

      15/04/2015 at 10:11

      Simone, ho atteso qualche giorno prima di pubblicare il suo commento molto positivo sui Franciacorta di quel piccolo produttore. L’ho fatto perché uno dei due soci mi aveva diffidato dal nominare su questo blog la loro aziendina. Io ho correttamente scritto ai due soci inviando il suo commento e chiedendo cosa dovessi fare. Poiché in una settimana non mi hanno risposto ho pensato di pubblicarlo trattandosi di un commento ampiamente positivo – valutazione che in gran parte condivido – sul loro operato. Well done 🙂

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