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Nel Regno Unito crescono le vendite di English sparkling wines

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Con un pizzico di chauvinismo, ovviamente british piuttosto che gallocentrico, gli organi di stampa inglesi stanno dando con grande soddisfazione la notizia che le vendite di English sparkling wines, che con una certa enfasi sono arrivati a definire nientemeno che “the new Champagne”, stanno andando a gonfie vele. Ultima delle serie Lucy Britner, che sull’edizione on line della rivista specializzata Harpers, in una breve news, riferisce che “Corks are popping for English sparkling wine sales in the run up to Christmas”.
Ovvero che i tappi di metodo classico prodotti, con uve inglesi provenienti da vigneti posti sul territorio del Regno Unito, stanno saltando e che vanno a ruba in questo periodo strategico che porterà verso il Natale.
Harpers racconta che la popolare catena Waitrose registra un incremento delle vendite del 30% rispetto allo stesso periodo del 2011 e annuncia l’uscita entro il 2014 di una propria linea di sparkling wines. E che secondo una delle wineries più note, Camel Valley, in base a quanto dichiara il suo proprietario, Bob Lindo, si fatica a stare dietro alla domanda.
Questo porta ad affermazioni un po’ spericolate e iperboliche secondo le quali “There’s no doubt that English fizz is replacing Champagne for that special occasion and for Christmas.”, ovvero che non c’è dubbio che le “bollicine” inglesi stiano rimpiazzando lo Champagne quale vino per le speciali occasioni e per il Natale.
Affermazione un po’ ridicola e decisamente patriottarda se si confrontano i numeri dello Champagne, 320-330 milioni di bottiglie di cui circa 35 milioni nel 2011 esportate nel Regno Unito, con quelli, di poco superiori al milione di pezzi degli English Sparkling wines.
Secondo un wine buyer, Master of wine, di Waitrose, cresce la proposta di “British wines” (nome con il quale si definiscono però non solo i vini prodotti in Gran Bretagna da uve e vigneti britannici, ma anche vini prodotti in terra britannica a base di uve provenienti anche da altri Paesi…), e i consumatori sono sempre più in grado di riconoscere un sparkling wine “British” che spesso al palato “dimostra un livello qualitativo superiore ad uno Champagne”.  Anche un’altra grande catena di vendita di vini, Morrison Cellar, definisce quella degli English wine e particolarmente degli Sparkling come una grande opportunità di crescita.
Vedremo tra qualche tempo, non appena avremo a disposizione i dati definitivi relativi alle spedizioni di Champagne nel 2012 e i dati di vendita in quel Regno Unito che resta il primo mercato export del grande vino francese, quale peso avranno avuto le English bubbles nel calo, annunciato, dello Champagne in UK.

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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