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My Wine Notes

Degustazioni

Extra Brut Blanc de Blanc Arunda

Pubblicato

il

Denominazione: Alto Adige Doc
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
8


ArundaBlancdeBlancPER LA VERSIONE IN INGLESE LEGGETE QUI

L’ho già detto e quindi rischio drammaticamente di ripetermi ma con la produzione, piccola ma qualificata, targata Alto Adige – Süd Tirol, il gusto dei metodo classico, vista l’aria di montagna di taluni vigneti e cantine sicuramente ci guadagna. Il gusto si fa poi ancora poi fresco, frizzante, pieno di energia, quando le “bollicine” vengono dalla cantina posta ai 1200 metri di altezza di quel villaggio incantevole che è Meltina, (una quindicina di chilometri a nord di Terlano), un posto che vi consiglio caldamente se volete calarvi nei panni del Wanderer romantico e camminare per ore lungo comodissimi sentieri nei boschi, cantina creata da quell’autentico elfo e folletto del vino che è Joseph “Sepp” Reiterer.
Due i nomi di questa piccola Maison (90 mila bottiglie): Arunda, con il quale vengono commercializzate le bottiglie destinate al mercato locale e ai Paesi di lingua tedesca e l’italianissimo Vivaldi con le quali vengono distribuite in tutta Italia. Ho già parlato molte volte dei metodo classico (in etichetta forse ci troverete ancora quella brutta parola di Talento, data l’adesione di Sepp a questo progetto ora definitivamente morto e sepolto, ma non fateci caso…), ad esempio di questo ottimo Extra Brut, ma oggi voglio attirare la vostra attenzione su quella che tradizionalmente considero forse la bilanciata delle cuvée di Marianne e Sepp Reiterer e di loro figlio Michael, ovvero il Blanc de Blanc.
Chardonnay in purezza (la provenienza delle uve varia anno dopo anno ed è mantenuta segreta da Reiterer, che so comunque “pescare” la sua materia prima tra Cornaiano, San Paolo e Appiano monte) che compie un affinamento sui lieviti di 36 mesi. Acidità sempre importante, ma non eccessiva ed un lodevole dosaggio degli zuccheri intorno ai 4 grammi litro per un vino che rimane nella tipologia Extra Brut.
Voglio consigliarvi di provarlo (il mio campione aveva sboccatura del settembre 2012) non solo come suggeriscono i Reiterer con antipasti di pesce o verdure e primi ai frutti di mare e secondi della cucina di mare, ma anche su cose più semplici e quotidiane tipo un bel risotto o una pasta con zucchine o melanzane o di stapparlo per il puro semplice piacere di gustarlo e di farsi aprire bene lo stomaco e stuzzicare ben bene le papille gustative prima di andare a tavola.
Bello il colore, un paglierino brillante molto luminoso di media intensità, naso vivo, compatto, molto espressivo, ben secco e fresco, con note di fieno e fiori secchi, accenni di agrumi (pompelmo soprattutto, ma anche scorzetta di limone e arancia candita) e una sapida mineralità.
Il carattere “montagnard” emerge soprattutto dall’attacco in bocca, nervoso, scattante, vivo e profondo, con bella articolazione del gusto e dinamismo, ricchezza di sale, un’acidità viva ma bilanciata che equilibra una materia sorprendentemente importante, una salda struttura. La persistenza è lunga ed il vino chiude con una carattere minerale e con una vena di mandorla precisa che lo rendono estremamente piacevole. E bravo Sepp!

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

 

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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