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My Wine Notes

Giramenti di... bolle

Cuvée Brut Rosé Cesarini Sforza a 4,50 euro: roba da prosecchini…

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QuasiGratisCesariniSforza

Poteva mai sottrarsi la Cesarini Sforza, azienda fondata nel 1974 “con l’obiettivo di produrre spumanti di alta qualità che sapessero affermarsi non solo tra i consumatori trentini, ma anche sulla scena nazionale”, azienda che fa parte della galassia Lavis, alla guerra tra poveretti che si stanno facendo, a suon di svendite a prezzi sempre più bassi e sempre più da prosecchini, i giganti (parlando solo in termini di numero di bottiglie prodotte) della cooperazione vinicola trentina? Assolutamente no!

E così dopo i prezzi in calo vertiginoso dei Trento Doc di Cavit e della Rotari, di cui ho parlato giovedì in questo post, ecco una “bollicina” rosé della cantina che da un lato produce Trento Doc e con abile opera di marketing si aggiudica il titolo di “spumante dell’anno” per una nota guida e dall’altra vende spumanti generici, metodo classico e charmat, aggiudicarsi, per ora, il titolo di champenois più cheap con un 4,50 euro proposto nella stessa catena di supermercati trentini, Poli, che aveva svenduto i vini già segnalati.

A meno di 5 euro, ad un prezzo da prosecchino, sempre grazie alla segnalazione di un amico lettore della provincia di Trento eccovi lo strillo pubblicitario di uno “Spumante ottenuto da selezionate uve Pinot Nero vinificate in rosato affinché colore e aromi diventino un’unica armonia. I suoi profumi di frutti rossi ed il suo gusto piacevolmente secco lo rendono ideale per l’aperitivo e adatto ad ogni occasione”. Uve 100% Pinot Nero, zona di produzione Trentino (Colline Avisiane e Valle di Cembra), esposizione ed altimetria Ovest, sud-ovest; dai 250 ai 450 m s.l.m.

Se volete provare il brivido di un metodo classico “quasi gratis”, che tra un po’ vi pagano perché lo togliate dallo scaffale e ve lo portiate a casa, ecco quanto fa per voi…
Auguri e Buona Pasqua!

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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7 Commenti

7 Commenti

  1. JJ LEHTO

    30/03/2013 at 19:15

    d’accordo i trentini,ma anche i bresciani ne hanno fatte di svendite eh…il blog terrauomocielo ogni tanto lo fa notare..

    • Franco Ziliani

      30/03/2013 at 19:17

      le svendite dei trentini non le batte nessuno… E anche questo blog, quando c’é stato da stigmatizzare certi comportamenti franciacortini non si é certo tirato indietro…

  2. Alessandro

    31/03/2013 at 16:46

    Buongiorno sig. Ziliani. Io faccio un discorso da mero consumatore. Prezzi bassi per un prodotto “ragionevolmente” buono non possono che farmi felice. Credo che in tutti i campi la concorrenza determini prezzi piu bassi e cio vada a vantaggio del consumatore. Per dirla tutta non vedo il problema anche se mi pongo da altri punti di vista. Se io “produttore di qualità” faccio un prodotto nettamente migliore , che non posso vendere a un prezzo basso…devo accertarmi che il mercato riconosca questa qualità. Indi sia disposto a pagare il mio vino 30 euro e capisca la diffferenza rispetto a quello venduro a 5 euro. Se il mercato non mi riconosce questo vantaggio qualitativo, il problema sono io, non certo il mercato o qualche collega che applica prezzi bassissimi.In sostanza, sono giustificati i 15 euro di differenza tra un Cesarini Sbase e un Letrari o Ferrari base? Se si, il mercato lo riconsoce e comprearà o
    il vino che preferisce, a seconda delle necessità e delle possibilità. Se no, hanno ragione coloro che applicano prezzi bassi. E’ la logica del libero mercato, direi, cosa alla quale lei è molto favorevole, mi pare di capire.
    Un saluto cordiale e tanti auguri di buona Pasqua.

  3. Francesco

    31/03/2013 at 22:56

    Caro dott. Ziliani credo che lo spumante brut rosè di cui sta parlando non sia un metodo classico bensì un metodo charmat.

    • Franco Ziliani

      01/04/2013 at 07:02

      credo che lei abbia ragione Francesco. Ad un esame più attento della scheda tecnica si evince che la “MATURAZIONE SUI LIEVITI” va “da 3 a 5 mesi”, che sarebbero pochine per un metodo classico e sono un periodo minimo non sufficiente per produrre Trento Doc. Per questa volta i simpaticoni della Cesarini Sforza, che sino a qualche giorno fa vendevano all’Auchan di Bergamo il loro Trento Doc a 6,89 euro (nella catena Carrefour dal al 21 aprile invece troverete il Rotari Brut Trento Doc a 6,49 euro) l’hanno sfangata. Ma li attendo al varco per altre loro robuste promozioni. Ovviamente responsabilità unica delle catene della grande distribuzione, mica loro…

  4. nemesi

    04/04/2013 at 00:06

    Come chiaramente indicato sul sito è un metodo charmat, anzi, un metodo Cesarini.
    http://www.cesarinisforza.com/Vini/Metodo-Cesarini

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