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My Wine Notes

Punzecchiature

Ma a voi viene voglia di andare ad assaggiare un Trento Doc presentato così?

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Altemasi490

Ho già ironizzato, altrove, sulla creatività impazzita delle p.r. addette alla comunicazione del vino che tentano di offrirci motivazioni per andare al Vinitaly e passare allo stand dei loro clienti. Talmente creativi che non si accorgono che talvolta ci offrono ottimi motivi per girare alla larga da quegli stand….
Ora voglio segnalare qui un altro piccolo capolavoro di creatività, l’annuncio della presentazione di un nuovo Trento Doc prodotto da una di quelle simpatiche cooperative trentine, Cavit, che si fanno notare per una politica di prezzi su cui più di una volta ho detto quello che penso. Vi giro il contenuto della mail che mi è arrivata, opera del “consultant”, si è definito così, di una notissima agenzia di pubbliche relazioni.
Questo il testo: “Novità di quest’anno: Trentodoc Altemasi Pas Dosé (Chardonnet 60% – Pinot Nero 40%), lo spumante metodo classico che non prevede l’aggiunta di liqueur zuccherina. Con profumi complessi di pesca matura e di albicocca secca, ben integrati con piacevoli note di liquirizia e vaniglia, si presenta al palato sapido, austero e di buon nerbo… assolutamente da provare!”.
Lo giuro, non mi sono inventato nulla: questo Pas Dosé Trento Doc è definito “spumante”, l’uva con cui sarebbe a maggioranza composto non è quella che abbiamo conosciuto sinora, lo Chardonnay, bensì l’innovativo inedito Chardonnet, e sarebbero definite “piacevoli” e non fastidiose e pesanti “note di liquirizia e vaniglia”.
Domanda: oltre ad invitare il simpatico “consultant” a ripassare la grammatica di base del vino, a voi verrebbe voglia di andare ad andare ad assaggiare un Trento Doc descritto in questo modo?
A me, che di mio già non sono un fan di Cavit e dei suoi prezzi stracciati, assolutamente no…

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non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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2 Commenti

2 Commenti

  1. Cosimo Piovasco di Rondò

    05/04/2013 at 16:02

    Delle due (anzi delle tre), l’una:
    1) Si tratta di una magistrale tecnica promozionale: si è volutamente storpiato Chardonnay (uva) in Chardonnet (Catena montuosa delle alpi graie francesi) per sottolineare l’identità montagnosa e un poco francesista di questo metodo classico.
    2) Dopo l’oltre po pavese e le venezie, Cavit si è spinta anche in Francia, dalle parti del monte bianco…e raccoglie uve dai viticoltori delle graie francesi. e sta provando a comunicarcelo in questo modo
    3)il comunicatore è un cazzaro che più cazzaro non si può
    Ps: Peccato perché questo Pas Dosé Trento Doc, secondo me è buono fuori di misura!

  2. Pingback: Letture consigliate » Trentino Wine Blog

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