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Degustazioni

Trento Doc Perlé Rosé 2006 Ferrari

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PerléRosé2006

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E’ un bel po’ di tempo, probabilmente da questo post, che non scrivo di quello che indubbiamente è il migliore, non so se il più antico (la prima annata prodotta è il 1993) metodo classico rosé trentino. Pardon, del migliore Trento Doc Rosé.
Potrete anche obiettare che ad essere il migliore non è poi così difficile, vista la concorrenza ridotta e non certo irresistibile, però resta il fatto che al Trento Doc Perlé rosé delle Cantine Ferrari di Trento, quelle con la scritta Spumante Ferrari in bella mostra sulla facciata, sia un gran bel vino, una “bollicina” con i contro fiocchi.
La riprova l’ho ogni volta che lo bevo, come ho fatto nel corso di una visita alla cantina di Ravina (posta proprio accanto a quella di Cavit, dove tornerò ai primi di maggio) ad inizio settembre 2012. Quando Mauro Lunelli e Ruben Larentis mi sorpresero con una raffica di assaggi da lasciarmi senza fiato.
Fratello minore del più noto Perlé (che raggiunge la bella quota di oltre 500 mila bottiglie contro 20-30 mila del rosato) è un millesimato rosé ottenuto da 80% di Pinot nero e 20% di Chardonnay, provenienti da vigneti delle colline intorno a Trento posti a 300-600 metri di altezza esposti a Sud e Sud-Est. Cinque anni di permanenza sui lieviti e una capacità, nelle annate migliori, di tenuta ed evoluzione nel tempo da applausi.

Da un esemplare con sboccatura dichiarata del 2012 /(la bella foto, qui sopra, é tratta dal sito Internet Altissimo ceto, che ringrazio per la disponibilità), ho di recente degustato un’annata 2006 che mi è piaciuta molto, con qualche piccola riserva. Colore sangue di piccione, rosa antico-cerasuolo scarico, naso con pompelmo rosa trionfante, carnoso, pieno vivo, di grande impatto e polpa succosa e leggere sfumature floreali e accenni di ananas.
Bocca larga, piena di grande soddisfazione ben asciutta, con una certa quale vinosità ben presente, per un vino più consistente e materico che elegante. La materia c’è ad iosa, manca semmai un filo di finezza, di nerbo e mineralità, che sarebbe lecito attendersi da un fuoriclasse del genere. Averne comunque di Trento Doc rosé di questa piacevolezza, eleganza, ricchezza di nerbo.

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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