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My Wine Notes

Degustazioni

Champagne Rosé de Saignée Ernest Remy

Pubblicato

il

Denominazione: Champagne
Metodo: classico
Uvaggio: Pinot noir
Fascia di prezzo: da 35 € a 50 €

Giudizio:
9


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C’é poco da dire, esiste un unico vino al mondo, re Barolo escluso, in grado di fare letteralmente miracoli, di portare la luce dove c’è il buio, di regalare sempre e comunque emozioni, di raccontare al palato storie sempre nuove ed appassionanti e questo vino, non se la prendano gli italiani, non può che chiamarsi Champagne.
L’ho sempre pensato, ma l’ennesima riprova di queste capacità miracolose delle “bollicine” di Reims ed Epernay l’ho avuta recentemente durante le mie vacanze.

Avete presente quelle giornate orribili quando il dialogo con la vostra lei (lui nel caso delle signore lettrici) è praticamente impossibile, interrotto, e causa un corto circuito capirsi e comunicare è praticamente impossibile (tu parli cinese e lei forse arabo) e ogni parola che dite contribuisce a scavare un fossato sempre più profondo tra voi, una distanza apparentemente invalicabile?

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Bene, solo un miracolo può salvare queste situazioni, rompere il ghiaccio calato tra le persone, invertire l’inerzia e riaprire il flusso vitale delle cose. Oppure una bottiglia di Champagne. Di quello giusto. Di quello senza se ne ma. Di quello che ne stappi una bottiglia e ne berresti, soprattutto se le persone che lo bevono sono champagnisti convinti, almeno due, anche se, accidenti, di bottiglie a disposizione ne hai una sola e non un magnum.

A fare il miracolo, a riaprire il discorso che era andato in tilt tra la mia adorata lei e me, è proprio stato, una decina di giorni fa, in un posto bellissimo che era diventato improvvisamente una prigione, un’orribile Caienna, uno Champagne che già strepitoso di suo è diventato ancora più buono e memorabile nel mio ricordo, pensando a come abbia magicamente consentito, è bastato il primo bicchiere ed un complice sguardo di intesa tra occhi che tornavano a guardarsi e trasmettere intesa, a risolvere l’impasse. A far sì che amore e comprensione tornassero a regnare.

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La maison, di cui ho già scritto parlando di un altro eccellente prodotto, un Brut Gran Cru, si trova a Mailly-Champagne, uno dei 17 comuni classificati 100%, ovvero Gran Cru, della Champagne. Un comune nella Montagne de Reims posto a 8 chilometri a sud di Reims e a nord di Epernay. La Maison – visitate qui il sito Internet –  si chiama Ernest Remy, e con i suoi 15 ettari di proprietà, posti a Mailly-Champagne, Verzenay e Verzy (altri due comuni Grand Cru) realizza una produzione dalle caratteristiche direi quasi… franciacortine. Inteso come numero ridotto di bottiglie.

Il vino dai poteri magici, inutile dirlo, sia lei che io andiamo pazzi per questa particolare visione del vino, è un rosé, meglio un rosé de saignée, prodotto con le particolari modalità e la tecnica ben descritte sul sito Internet aziendale, 100% Grand Cru prodotto da uve della vendemmia 2008, provenienti dalla parcelle Gran Cru denominata La Barbarie, da uve della vendemmia 2008. Un Rosé de saignée, 100% Pinot Nero da antiche vigne di oltre 40 anni, affinato per 20 mesi minimo sui lieviti, con un dosaggio di 6 grammi di zucchero per litro, che si può trovare anche in Italia, visto che viene proposto, sul suo sito di vendite on line di Champagne denominato Spumeggiando dal gardesano Vittorio Vezzola, ad un prezzo direi giustificato dall’assoluta qualità del vino, di circa 42 euro.

Uno Champagne d’émotion, meraviglioso nel colore, un cerasuolo scarico – melograno brillante, luminoso, di grande energia, scoppiettante di vita nel perlage, fine, continuo, agile nel bicchiere, e meraviglioso, sin dal primo impatto, nel bouquet, che denuncia la matrice pinotnereggiante del vino, con un tappeto delicato di piccoli frutti rossi di bosco, ribes più che lampone o fragola, e poi una vena di ananas ben maturo o essicato, rosa di bosco, agrumi e fiori bianchi a costituire un insieme vibrante per freschezza, intensità e finezza.

Omniavincit

L’attacco in bocca è pieno e succoso, ma di grande delicatezza, la struttura ampia e ben sostenuta, ma sono il perfetto bilanciamento di ogni elemento a colpire, l’assoluta delicatezza, la magnifica sapidità, meglio, salininità e freschezza, la morbidezza viva sul palato, la verticalità ed il nerbo e la piacevolezza assoluta, golosa, godibile.
E con un vino del genere come non fare la pace? E per dirla con Virgilio, come non arrendersi all’evidenza che “Omnia vincit amor et nos cedamus amori” anche grazie ad un meraviglioso Champagne?

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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1 Commento

1 Commento

  1. Il Duca

    02/09/2013 at 09:41

    Mi piace molto lo stile di questo produttore. In particolare conservo sensazioni speciali che mi regalò, poco tempo fa, il suo millesimato 2004. Questo non lo conosco, ma mi fido, a prescindere.
    Cordialità
    Mario B.

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