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My Wine Notes

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E’ nata una nuova testata del vino, Wine Rover. E si occupa subito di… “bollicine”

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WineRover

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Al panorama già ampio di testate che parlano di vino sul Web si è venuta ad aggiungere da pochissimo una nuova testata denominata Wine Rover, sottotitolo esplorazioni, assaggi e fermenti, creata da un team di persone, giornalisti e sommelier, Flavio Grassi, Giorgio Rinaldi, Franco Faggiani che hanno collaborato sino alla sua chiusura alla rivista Il mio vino.

Tra i primi articoli pubblicati si segnala il reportage, intitolato Bollicine all’altezza, dedicato al principale produttore di metodo classico in Alto Adige, Josef “Sepp” Reiterer, (nella foto sotto ritratto con la moglie Marianne) che dal 1979 ai 1200 metri di quel meraviglioso paese che è Meltina, dove ha sede la cantina di affinamento di “bollicine”, Arunda Vivaldi, più alta d’Europa, produce eccellenti vini.
L’autore dell’articolo il sommelier Giorgio Rinaldi, delegato A.I.S. di Como e membro della Giunta Esecutiva Nazionale dell’Associazione Italiana Sommeliers, dopo aver descritto l’atmosfera che si respira in questa particolare cantina e aver tratteggiato il personaggio Reiterer, un autentico “folletto” e persona di straordinaria simpatia, ha ben descritto alcune delle cuvée, a base di Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Nero, prodotte, con affinamenti sui lieviti mai inferiori ai 24 mesi.

E scrive ad esempio: “Le tipologie sono Brut, Extra brut, e poi Blanc de blancs, e le varie cuvée. Come nelle migliori tradizioni, tutti questi spumanti sono ottenuti dall’assemblaggio di vini anche di tre annate diverse per garantire una continuità e uniformità di gusto e aromi anno dopo anno. Una continuità di gusto che spesso la singola annata, per caratteristiche climatiche differenti potrebbe non riuscire ad assicurare”. Tra i vini che l’hanno maggiormente colpito cita poi “il Brut, spumante di grande eleganza nei profumi e di grande facilità e piacevolezza nel berlo. È una classica bollicina da aperitivo. Per l’occasione Josef ha stappato anche una bottiglia di dieci anni. Quasi da non credere: segni di invecchiamento, meno del minimo, me ne sarei volentieri portate a casa un po’”.

Reiterer

Quindi ha celebrato l’Extra brut, che nasce da un vino base formato da tre annate di vini di riserva, solamente fermentati in acciaio, dove prevale lo Chardonnay, accompagnato dal Pinot Nero, quindi un vino diventato ormai un classico come la Cuvée Marianna, un assemblaggio di Chardonnay e Pinot Nero di tre annate diverse per una spumantizzazione che dura quattro anni. È un vino dal gusto, (passatemi il termine) un po’ più moderno, anche per il contributo delle sfumature lasciate dal legno, molto regolari ed equilibrate nelle varie fasi di degustazione, molto, molto interessante”.

Il vino preferito nella degustazione è però risultato l’Arunda Riserva Extra Brut Millesimato 2008, definito “per il mio gusto personale è lo spumante Alto Adige Doc che vorrei sempre trovare. Chardonnay e Pinot Nero vinificati in vasche di acciaio. Il processo di spumantizzazione durato quattro anni ha dato a questo vino una cremosità e una complessità al gusto non facili da trovare, il tutto unito da una grande finezza. Il terreno dei vigneti, ricco di porfido e calcare ha sicuramente fornito uve di grande pregio che hanno conferito al vino anche profumi minerali di elevata intensità e complessità. Un vino che grazie alla sua struttura e persistenza gustativa troverà posto in molti abbinamenti a tavola”.
Seguiremo Wine Rover e non mancheremo di segnalare gli articoli più interessanti dedicati ai metodo classico italiani.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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