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Giramenti di... bolle

Annotazioni a proposito della Giornata Champagne

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FrancoRicci

La “figuraccia” l’hai fatta tu Sor Marchese del Grillo-Franco Ricci!

Cari lettori di Lemillebolleblog, voglio confessarvi una cosa delicata. Forse a causa di troppe “bollicine” bevute sono rimasto vittima di un’allucinazione. Io credevo, l’ho scritto anche qui, di aver partecipato lunedì 7 a Milano ad una fortunata, ben riuscita festosa edizione 2013 della Giornata Champagne, l’evento annuale organizzato dal CIVC il Centro di informazione Champagne Italia.

Ho visto tanta gente, ho incontrato tanti appassionati e sommelier (alcuni nomi li ho fatti nel mio articolo, da Alessandro Scorsone a Luca Gardini ad un fiorentino di cui non ricordo il nome) e ho visto un corretto servizio dei vini, assicurato dalle 39 Maison presenti e dai loro importatori/distributori, tramite figure professionali presenti ad ogni postazione, o responsabili commerciali delle varie società oppure, com’era possibile, da sommelier.

Ho visto, forse in sogno, tanti sommelier A.I.S. (e non) lombardi, che ben conosco operativi ed efficienti ai tavoli, e ho incontrato, tra gli altri, Hosam Eldin Abou Eleyoun, ovvero il delegato di Milano dell’A.I.S. Tanta sommellerie presente dunque, ma evidentemente mi sbagliavo, sognavo o peggio ancora vaneggiavo.

A risvegliarmi e farmi capire che avevo le traveggole, che a Milano alla Giornata Champagne mi aggiravo in preda alle allucinazioni, è stato un articolo, segnalatomi ieri da un amico sommelier A.I.S. romano (non faccio il suo nome per evitargli rappresaglie), un articolo “esemplare” per lucidità e conoscenza dei fatti che potete leggere qui.

In questo articolo, pieno di livore, di bile mal trattenuta, e di invidia, l’autore, al secolo Franco Maria Ricci, ma più conosciuto come Il Marchese del grillo della sommellerie italiana, quello che dicono essere il vero “padrone”, capo, presidente occulto, gran burattinaio di un’associazione onorata come è l’A.I.S., ci rivela che “la nota stonata, anzi, stonatissima” della Giornata “era la mancanza di sommelier al servizio”. E poi definisce, con clamorosa faccia di tolla, “la qualità dell’informazione che il CIVC, capitanato da Domenico Avolio, mette in atto da diversi anni nel nostro Paese… approssimata. Non consona certamente al Paese Italia che meriterebbe rispetto se non altro perché è un grande consumatore di Champagne”.

franco-ricci-SordiMarchesegrillo

E quindi poi dall’alto della sua clamorosa e notoria presunzione e arroganza dice, il grande esperto, che “Informazione” significa usare tutti i mezzi per comunicare nel modo migliore realtà e novità dei prodotti da presentare e rappresentare con eleganza e cultura. Questo invece non avviene. Si nota un dolce far niente che di sicuro non aiuta la gente a capire, non aiuta il popolo del vino ad affascinarsi sempre più di questa realtà d’Oltralpe centenaria e unica”.

Non tocca a me, l’amico Domenico Avolio lo saprà fare perfettamente da solo, da professionista serio e capace qual’é, difendere l’operato del Centro Informazioni Champagne Italia e la qualità dell’informazione e delle comunicazioni che il Centro fornisce.

nonéchampagne

Ora, aggravata dal fatto che il Sor Ricci scriva “siamo semplicemente indignati per aver assistito ad uno spettacolo poco edificante”, facendo capire di essere stato presente, mentre invece non era nemmeno accreditato e nessuno l’abbia visto, ci troviamo di fronte ad un chiaro tentativo del potente oligarca sommelieristico capitolino di mettere le manacce sulla comunicazione relativa allo Champagne in Italia. Ad un’autocandidatura, pronunciata al ritmo di “Fatece largo che passamo noi, Li giovenotti de ‘sta Roma bella, Semo regazzi fatti cor pennello. E le regazze famo innammorà”, con uno stile che io milanese di nascita preferisco non commentare, fatta gettando fango sull’operato di una persona in gamba, conosciuta e stimata all’estero, dove magari il nome di Ricci, che di lingua straniera mastica solo “er trasteverino” è ignoto ai più.

Diciamo alto e forte, i sommelier a Milano erano presenti e operanti e invece di sparare ca….e Ricci avrebbe fatto bene ad informarsi che se non erano presenti ad ognuna delle 39 postazioni è solo perché il regolamento del CIVC prevede di dare priorità alla presenza, quando possibile, del produttore stesso o dell’importatore/distributore eventualmente affiancati o sostituiti, quando non potessero essere presenti, da un sommelier di una delle varie associazioni (AIS, Onav, Fisar) disponibili.

BIGJIM

Franco Ricci chiude il suo pezzullo livoroso e disinformato su Bibenda 7 con una frase: “ma a Milano, l’altro giorno, lo Champagne ha fatto una figuraccia”. In verità, visto come sono andate le cose, vista la non corrispondenza al vero delle sue affermazioni, visto il tono chiaramente interessato con cui ha pronunciato questa sua condanna, dove non mancano ovviamente lo spot di un’iniziativa, fatta a Roma, dalla sua squadra, quindi perfetta, a favore dello Champagne, nonché la segnalazione di un libro scritto da uno dei suoi più fedeli scudieri (la cui consorte era presente, da me vista, alla Giornata Champagne), la figura di ….. l’ha fatta il Signor Ricci.

E l’ha fatta fare, cosa ancora peggiore, all’Associazione di cui è, oltre che mica tanto occulto “burattinaio”, importante esponente, visto che è presidente di A.I.S. Lazio e curatore della discussa guida dei vini Bibenda, nonché editore della rivista associativa che porta lo stesso nome.

aislogo

Io mi chiedo come possa l’A.I.S. tollerare un simile stato di cose, come possa il presidente di A.I.S. Lombardia Fiorenzo Detti sopportare che il suo collega romano racconti balle, prendendo clamorose sole, e gettando il fango sul lavoro, ben fatto, dei sommelier lombardi.

Mi chiedo come possa tollerare la Giunta Esecutiva Nazionale (al cui interno ci sono ben due Ambasciatori dello Champagne), che si riunirà martedì 15 a Milano e che potrebbe esaminare la questione, che Ricci, dall’altro della sua tracotante spavalda arroganza e presunzione, arrechi un così pesante oggettivo danno all’immagine e alla credibilità dell’Associazione.

Perché va bene capire il personaggio e riconoscere alcuni suoi innegabili meriti, ma questo modo di fare e di proporsi da Marchese del Grillo che al prossimo dice “Perché io so io e voi non siete un cazzo”, è diventato non solo intollerabile ma dannoso. Mejo pensarci per tempo, prima che faccia troppi danni…

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Attenzione!
non dimenticate di leggere anche Vino al vino

http://www.vinoalvino.org/

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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