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Degustazioni

Franciacorta Brut Bosio

Pubblicato

il

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
9


BosioBrutE’ opinione diffusa che tra gli appassionati franciacortini vada progressivamente e silenziosamente crescendo la considerazione per il lavoro e per i vini della cantina Bosio di Timoline di Corte Franca.

La cosa non può che fare piacere, perché si tratta di un’attenzione non dovuta ad azioni di marketing o di pubbliche relazioni (che sono indubbiamente utilissime, ma talora premiano oltre misura e surrogano valori non poi così solidi) ma esclusivamente l’azione in vigna e cantina di un’azienda tutt’altro che mediatica, che cerca di proporre vini autentici espressione del territorio d’origine.

La storia di questa cantina è molto semplice: una famiglia di origine franciacortina, la scelta maturata da Luigi Bosio nel 1990 di cimentarsi a sua volta con le “bollicine”, la costruzione di un’ampia cantina nel 2002 e l’acquisizione, un pezzo alla volta, di una ventina di ettari vitati ( buona parte con impianto a spalliera con fittezze elevate, pari a 6.300 piante/ettaro e con bassa produzione per ceppo) tutti collocati al centro della zona di produzione, nel territorio di Corte Franca, nato dalla fusione delle attuali frazioni Borgonato, Colombaro, Nigoline e Timoline.

Oggi l’azienda è condotta dai figli di Luigi Bosio, Cesare, agronomo di formazione e consulente anche di altre aziende agricole, e la sorella Laura che si occupa della parte gestionale e commerciale, (ci si avvale poi della consulenza dell’enologo Marco Zizioli) e produce quasi centomila bottiglie tra Franciacorta, sei diverse tipologie (Brut, Brut millesimato, Satèn, Rosé, Extra Brut millesimato Boschedòr, Pas Dosé Riserva Girolamo Bosio) e Curtefranca, vino fermo che continua ad essere prodotto in versione bianco e rosso.

Il grosso della produzione è appannaggio, 50 mila esemplari, del Brut, non millesimato, nella cui cuvée entrano sempre in gioco due annate, in questo caso il 75% del 2010 ed il 25% del 2009. Ottanta per cento Chardonnay e 20 per cento Pinot nero con 24 mesi di affinamento sui lieviti. Fermentazione esclusivamente in acciaio e utilizzo dopo la pressatura soffice esclusivamente del mosto fiore.

La filosofia personale dei Bosio la si vede proprio sul Brut, di cui ho recentemente degustato un campione con sboccatura risalente al marzo 2013. Non un Brut dolce e un po’ ruffiano, adatto per tutti i gusti, ma un Brut con un dosaggio degli zuccheri per litro ridotto a soli quattro grammi, per salvaguardare il carattere del vino e della zona di provenienza delle uve.

Un Brut esemplare per rigore e complessità, di grande piacevolezza, ottimo da proporre come aperitivo, ma anche da servire a tavola su antipasti freddi, preparazioni a base di verdure o uova, piatti di pesce.

Bel colore intenso, un bel paglierino oro splendente, perlage abbastanza fine e continuo, bel naso secco, assertivo, deciso ma elegante, con bella salinità e vena minerale in evidenza, note di mandorle leggermente tostate, fiori bianchi, agrumi e un qualcosa che ricorda lo zafferano. Al gusto molto preciso, affilato, elegante, con una bella energia e spinta che rende la bocca particolarmente viva.

Un Brut dalla bellissima freschezza e spinta, con equilibrio sale e piacevolezza e una nitida definizione con ottimo bilanciamento tra mineralità e sale.

Azienda agricola Bosio
via Mario Gatti, 4
Timoline di Corte Franca (BS)
telefono 030 9826224 – 030 984398
e-mail info@bosiofranciacorta.it
sito Internet www.bosiofranciacorta.it

 

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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