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My Wine Notes

Champagne che passione!

Anche in febbraio prosegue la piccola “riscossa” delle expéditions de vins de Champagne

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il

Kirghizistan

Un aumento del 2,8% rispetto al febbraio 2013

Continua anche in febbraio, come si era verificato, e come avevo segnalato, in gennaio, la piccola “riscossa” delle expéditions de vins de Champagne, che a fine 2013 avevano registrato un calo complessivo dell’1,5% rispetto all’anno precedente.

Nel primo mese del 2014 le spedizioni avevano segnato un aumento dell’1,9% rispetto al gennaio del 2013, ed in febbraio la “ripresina” si conferma, con 15 milioni di bottiglie spedite che comportano un aumento del 2,8 rispetto al febbraio 2013. Va considerato che febbraio è, comprensibilmente, uno dei mesi meno performanti dell’anno, e normalmente comprende in media il 5% delle spedizioni annuali.

Dall’inizio del 2014, le spedizioni hanno raggiunto quota 32 milioni di pezzi, con un aumento del 2% rispetto al 2013. In una valutazione in prospettiva su 12 mesi le spedizioni calerebbero dell’1,2% raggiungendo quota 305,6 di pezzi.

Il blog specializzato francese Champagne un monde de bulles che ha dato la notizia riferisce che i piccoli produttori (i vignerons) e le Maison crescono, rispettivamente dello 0,3% e del 4,1% per merito delle esportazioni, nell’ambito delle quali l’Unione europea sale del 12,8% e il resto del mondo del 12%.

Continua, ed è piuttosto sensibile, rappresentando quasi il dieci per cento, il calo del mercato francese, sul quale progrediscono, del 3,7%, solo le cooperative. Esaminando la performance delle Maison de Champagne, le spedizioni salgono rispetto al 2013 del 4,2% e sfiorano quota 24 milioni di bottiglie: in Francia si registra un calo del 5,4%, mentre salgono, del 7,5% e del 13,6%, Unione Europea e Paesi terzi.

In calo, del 3,7%, le spedizioni degli Champagne delle cooperative, in gran parte per colpa della Francia, che cala del 9,1%, mentre l’export aumenta del 5,7% (del 6,6% nell’Unione Europea e del 4,2% nei Paesi terzi).

In calo, del 4,2%, anche gli Champagne dei vignerons, con un decremento pari al 6,4% in territorio francese, mentre all’estero è complessivamente crescita del 10,2% (del 12,3% nell’Unione Europea e del 7,3% nei Paesi terzi).

Complessivamente il mercato francese, che riguarda il 46,3% delle spedizioni, cala del 6,1%, mentre l’export cresce complessivamente del 12,4%. Diversa la velocità di crescita: l’Unione Europea cresce del 7,6% e rappresenta il 26% delle spedizioni, con 8,3 milioni di bottiglie. I Paesi terzi crescono del 12,8% e con 8,9 milioni di bottiglie comprendono un 27,7% delle spedizioni, superiore a quello dei Paesi europei tradizionali esportatori.

I loro numeri restano piccoli, ma le loro crescite, in proporzione, se si esaminano in dettaglio le statistiche del 2013, sono sorprendenti. Il Kirghizistan, piccolo Paese dell’Asia centrale di 5 milioni di abitanti (la cui bandiera é raffigurata in apertura) é cresciuto del 14790%, il Gambia del 3261%, il Turkmenistan del 443,8%, la Groenlandia del 374,6%, (per dare un’idea dei numeri: da 122 bottiglie del 2012 a 579 del 2013), la Corea del Nord del 3437%.

E’ sempre più evidente dunque che per tornare ai grandi numeri d’antan lo Champagne, come del resto accade con qualsiasi altro vino, dovrà impegnarsi fortemente e considerare appetibili e dedicare loro attenzioni mercati che un tempo non si sarebbe mai pensato potessero giustificare un loro monitoraggio. E poi lo si sa: per fare i grandi numeri anche i piccoli numeri fanno gioco e vanno benone…

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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