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Degustazioni

Franciacorta Brut 2010 Barone Pizzini

Pubblicato

il

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 10 € a 20 €

Giudizio:
9


BrutBaronePizziniE’ un po’ di tempo che non scrivo dei Franciacorta della Barone Pizzini di Provaglio d’Iseo (la cui storia, interessante e curiosa, potete trovare in questo articolo dedicato al suo Brut Rosé qualche anno fa), un’azienda importante non solo per i quasi 50 ettari vitati che rappresentano 25 particelle distribuite nei comuni di Provaglio d’Iseo, Corte Franca, Adro e Passirano, e per una produzione anche quantitativamente significativa e facilmente reperibile (e che comincia a trovare apprezzamento anche in diversi Paesi esteri), ma dal punto di vista della “filosofia” della produzione.

Oggi sono in molti ad avere “scoperto” l’approdo al vino naturale, ad un modo di lavorare in vigna ed in cantina molto meno interventista e eco-compatibile, ma la Barone Pizzini queste evidenze le aveva maturare già nel 1998, anno in cui fu la prima azienda franciacortina a produrre “bollicine” in regime di agricoltura biologica e dal 2001 tutti i suoi vigneti sono certificati bio.

Invito a leggere attentamente la sezione del sito Internet aziendale (la nuova cantina, costruita nel 2006, ha seguito criteri di architettura ecocompatibile) dedicati all’idea di viticoltura biologica alla quale si conformano tutte le scelte, per capire che in questo caso si è lontano anni luce da un’adesione dell’ultimo momento dettata dalle mode.

Si lavora in un determinato modo, in vigna innanzitutto e poi in cantina, da vigneti che hanno da 15 a 20 anni di età media, con il preciso obiettivo di ottenere una qualità costante e uno stile che sia percepibile non solo nelle cuvée più importanti, dal Bagnadore Pas Dosé riserva al Nature e al Satèn, ma anche nel vino base, il Brut.

Tipologia che talvolta è il punto debole, il tallone d’Achille, di diverse cantine. Così impegnate nel tentare di tirare fuori dal cappello del mago la cuvée “monstre”, il vino acchiappa-guide, la riserva speciale super affinata (e spesso non raffinata) da dimenticare un’evidenza, ovvero che dev’essere il prodotto base la vera carta d’identità dell’azienda. E che dev’essere un prodotto buono, diretto, comprensibile, piacevole senza per questo essere piacione o imbellettato all’eccesso.

Sono pertanto contento, dopo aver scritto bene in passato delle tipologie Extra Brut, Dosaggio zero, Rosé, di poter scrivere positivamente, perché lo merita, del Brut base, non millesimato, ma in questo caso “figlio” dell’annata 2010, una cuvée composta per il 90% da Chardonnay e per il 10% da Pinot nero, uve provenienti dai vigneti Ciosèt, Prada, Pian delle viti e Polzina (da 5000 a 6250 ceppi per ettaro), che compie la vinificazione e la maturazione esclusivamente in acciaio e poi si affina per 24 mesi sui lieviti.

Un vino, che ho avuto modo di degustare sia in bottiglia normale (sboccatura 23 maggio 2013) che in versione magnum, che ho trovato dotato di un equilibrio e di una piacevolezza davvero notevoli da renderlo, anche con il suo dosaggio calibrato degli zuccheri (sei grammi litro), paradigmatico nel suo genere.

Colore paglierino oro antico, perlage sottile e continuo, si propone un con naso intrigante di bella finezza aromatica, intensamente agrumato, con una bella vena salina salmastra e poi note di cioccolato bianco e agrumi, fiori secchi e burro di montagna.

L’attacco in bocca é vivo, nervoso, ben salato, intensamente minerale; il vino non ha grande ampiezza e potenza, ma è molto energico e verticale con acidità molto ben bilanciata e finale persistente e salato. Sapidità e mineralità esaltate nella versione in magnum, dotata di un allungo deciso e di una freschezza davvero notevoli.

Barone Pizzini Soc. Agricola p.a.
via San Carlo 14 25050 Provaglio d’Iseo (Bs)
tel. 030 9848311 fax: 030 9848323
E-mail: info@baronepizzini.it
Sito Internet www.baronepizzini.it

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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2 Commenti

2 Commenti

  1. silvano

    28/05/2014 at 08:46

    Franco, felice di leggere che sia piaciuto!
    grazie ed a presto 🙂

  2. Gabriele

    08/06/2014 at 10:44

    Ho molto apprezzato ieri sera di una bottiglia di Barone Pizzini riserva Bagnadore decimo terzo. Un pas dosé del 2006 in egual misura Chardonnay e Pinot nero che riposa 72 mesi sui lieviti… COMPLIMENTI un Grandissimo Franciacorta davvero notevole!!! Lei Ziliani lo ha provato? Mi piaceredde sapere la sua opignone… Grazie e buona Domenica

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