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Degustazioni

Franciacorta Brut e Dosaggio Zero San Cristoforo

Pubblicato

il

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
9


SanCristoforoBrutmill

Mi piace molto scrivere ogni tanto dei Franciacorta di San Cristoforo, perché questa piccola realtà produttiva di Erbusco, nata nel 1997, rappresenta, con le sue piccole dimensioni, una dozzina di ettari di vigneto tutti nel comune considerato da molti la capitale della zona vinicola bresciana, una produzione che si aggira attorno alle 80 mila bottiglie, uno stile prettamente familiare, il tipico e virtuoso esempio di “récoltant manipulant” franciacortino.
E poi Bruno Dotti, la moglie Claudia e la figlia Celeste costituiscono un esempio illuminante di piccoli vignaioli con le idee chiare, che hanno saputo scegliere uno stile preciso e discreto nel modo di presentarsi, nella politica commerciale, all’insegna di un eccellente rapporto prezzo – qualità, nella comunicazione che definirei affidata al “passa-parola”, ovvero all’opinione favorevole sui loro vini ed il loro modo di lavorare trasmessa da amici e clienti.

Il loro punto di forza è il Franciacorta base, 60 mila le bottiglie prodotte, caratterizzato da una formula vincente collaudata da anni ottenuto da uve Chardonnay in purezza, provenienti da vigneti di 15 anni d’età, matura e si affina in acciaio, con una permanenza sui lieviti mai inferiore ai 24 mesi. Un vino dotato di un equilibrio, di una piacevolezza che conquistano, fresco, vivo, salato “croccante” al punto giusto sul palato.

Oltre al Brut base San Cristoforo propone da qualche anno anche altri Franciacorta, un Brut millesimato, dove lo Chardonnay è accompagnato da un dieci per cento di Pinot nero, un buon Rosé, Pinot nero in purezza, e un Pas Dosé Chardonnay 100% dove il 20% del mosto fermenta in legno e matura sei mesi sulle fecce fini e dove l’affinamento arriva a 36-40 mesi.

Proprio il Brut millesimato ed il Dosaggio zero annata 2009 mi è capitato di recente di assaggiare rimanendo, come sempre, favorevolmente impressionato dalla qualità dei vini. Il Brut 2009, fermentato e affinato parte in legno parte in acciaio, 36-40 mesi di affinamento sui lieviti, sboccatura giugno 2013, dal colore paglierino oro vivo squillante, con un bel naso pulito, aperto, fragrante, con note floreali salate croccanti di nitida definizione, sfumature di agrumi e fiori d’arancio, di pesche gialle, con una nitida vena minerale sapida e nervosa. La bocca altrettanto viva e ricca di nerbo con bella verticalità e nerbo, dotata di continuità e dinamismo, di un ottimo equilibrio, con acidità presente ma bilanciata molto piacevole, calibrata ricchezza e consistenza e un finale lungo pieno di sapore.

Il Dosaggio zero 2009, “degorgiato” nel giugno dello scorso anno, mostra uno splendente colore paglierino oro, un perlage fine e continuo, un bel naso minerale salato, con mandorla non tostata, agrumi fiori d’arancio fieno e fiori secchi e un tocco di miele in evidenza, sfumature che richiamano spezie orientali e zafferano, e una bocca scattante, viva, nervosa, con una bella continuità e bel dinamismo, una buona larghezza e profondità e finale lungo, teso e pieno di energia giovanissimo con grande potenziale di evoluzione.

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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3 Commenti

3 Commenti

  1. Mario Gagliardi

    09/06/2014 at 18:37

    Egregio Franco , buonasera . Ottima analisi , un Franciacorta che piace molto anche a me .

  2. alessandro lombardo

    11/01/2017 at 10:09

    Gentilissimo le faccio una domanda. Mi è capitato ultimamente di sentire uno studente FIS, durante la descrizione di un Brut Castello Bonomi di dire Trasparente e Consistente. Il sommelier che teneva la lezione ha detto che non sono termini da utilizzare per il brut. Mi può dare una conferma o una smentita? Grazie

    • redazione

      11/01/2017 at 10:12

      non voglio fare le bucce ad un sommelier, soprattutto se AIS, ma io trasparente per definire un vino é un termine che non uso. Consistente sì, ma per i vini rossi, non certo per un metodo classico bresciano..

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