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Champagne di montagna, il gusto ci guadagna?

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Champagne-montagna

Bottiglie a 3092 metri per un anno: un esperimento della Maison Henriet-Bazin

Povero Champagne, non lo lasciano più riposare (e affinare) in santa pace! Non contenti di averlo inabissato, come abbiamo raccontato qui, al largo di Saint-Malo, e di averlo ripescato dopo un anno per vedere come era diventato, non inventandosi nulla di nuovo in verità, ma ripetendo quello che in Italia, al largo di Portofino, era stato fatto con l’esperimento del metodo classico ligure Abissi di cui aveva parlato perfino il New York Times, ora, come leggo sul blog Champagne un monde de bulles, appendo che dalle profondità lo hanno spedito sulle vette.

Il domaine Henriet-Bazin di Villers-Marmery, con larga parte delle proprie vigne collocate nella zona della Montagne de Reims, nome che non deve fare certo pensare ad un’atmosfera stile Vallée d’Aoste, visto che si tratta di una zona collinosa e boschiva, il cui punto più alto arriva a 286 metri d’altezza, Montagne de Reims che é regno del Pinot noir, con Grand cru di Champagne di grande potenza come Verzy, Verzenay, Mailly Champagne, Louvois, Ambonnay, Bouzy, Ay, ha deciso di tentare un’altra forma estrema di affinamento dei propri Champagne.

Si é così pensato di portare 18 bottiglie di differenti cuvées, Blanc de blancs (100% Villers-Marmery), Blanc de noirs (100% Verzy et Verzenay) e una speciale cuvée Selection de Parcelles, presso il Refuge du Promontoire, che si trova nel Massiccio des Écrins sull’éperon du Promontoire nel versante sud della Meije, a 3092 metri d’altezza, e lasciarle riposare per un anno.

Il prossimo anno, sperando che nel contempo qualche frequentatore del Refuge non le abbia stappate…, queste bottiglie verranno messe a confronto con altre che saranno restato nella calma e nel buio della cantina.

Sarà sufficiente un anno di tempo per consentire agli Champagne di sviluppare un tipo di affinamento diverso e caratteristiche particolari rispetto ai vini conservati non in altezza ma nella cantina della Maison o nelle normali cantine ? E i tremila e passa metri d’altezza eserciteranno un’influenza (positiva o negativa ?) sulle cuvées ?

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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2 Commenti

2 Commenti

  1. andrea c.

    03/09/2014 at 23:25

    Potenza del marketing ! A quando uno spumante italiano , “migliorato” nelle catacombe , nei canali di venezia , nella Grotta del Gigante , nei sassi di Matera , sulla cima della Maiella, sulle bocche laviche dell’ Etna ?
    Purtroppo il monte Bianco se lo già conquistato i Galli …..

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