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Rosé metodo classico di Provenza: un altro “concorrente” dello Champagne?

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RoséProvenceAtmosphereOrmai più di 60 aziende producono “bulles de Provence”

Incredibile, ma vero, nonostante il successo incontrastato e inarrestabile che riscuotono con i loro Rosé, che in pratica rappresentano i rosati per antonomasia in Francia nonostante comincino ad essere insidiati dal Languedoc-Roussillon (primo produttore di rosati a indicazione geografica con un 32% del mercato di rosati francesi e un nove per cento della produzione mondiale), in Provence, tanto per complicarsi la vita hanno deciso di creare una “question de bulle”.

Potrebbero tranquillamente concentrarsi, bravi e popolari come sono, sui loro rosé, che sono collaudati e vincenti, invece considerando che i rosé vanno bene, ma le “bollicine”, anche in versione rosé, vanno addirittura meglio, pensando in fondo, come fanno tutti, di poter fare una qualche concorrenza agli Champagne, si sono inventati una tradizione provenzale della méthode traditionelle che è tutta da dimostrare.

E così, seguendo l’esempio di un produttore, Alain Combard, che nel suo Domaine St.André de Figuière è stato il primo a produrre un rosé metodo classico, denominato Atmosphére, dal 2008, ora sono più di 60 i produttori che producono, come direbbero gli americani, sparkling rosé, e che chiedono un cambiamento da parte delle severe leggi francesi in materia di AOC. Attualmente difatti per le loro bollicine devono accontentarsi dell’anonima denominazione Vin de France, ma vorrebbero che in qualche modo i loro “spumanti” rientrassero nella denominazione, molto più appealing, Provence.

Quanto alla tradizione, alcuni sostengono che in Provenza sparkling wine siano prodotti da più di un secolo con varie metodologie e lo sviluppo avuto da questo tipo di produzione porta alcuni a parlare di un vero e proprio “”méthode Provençale.”. Questo metodo, sviluppato da un enologo nativo della Champagne, prevede l’aggiunta del mosto d’uva (ghiacciato, all’epoca della vendemmia) per far partire la seconda fermentazione che dà vita alle bollicine, per preservare la finezza del vino.

Chi ha assaggiato l’Atmosphére di Combard l’ha trovato più vicino ad un rosé che ad uno “spumante”. Si tratta di un Extra Brut prodotto con uve Cinsault, Grenache e un po’ di uva bianca Rolle e trascorre da nove mesi ad un anno di affinamento sui lieviti. Se si va a leggere sul sito Internet la scheda tecnica del vino, si vede come la metodologia di produzione sia abbastanza complessa e come il vino che ne risulta non possa non essere sostanzialmente diverso, non solo per il terroir e le uve utilizzate, ed il savoir faire, da uno Champagne.

Per questo motivo non penso proprio che questi Rosé provenzali metodo classico possano in qualche modo diventare concorrenziali nei confronti dello Champagne, ma offrano agli amanti dei Rosé de Provence un’altra modalità del loro modo di porsi. Ed un motivo in più – e già sono tanti – per amarli….

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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