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My Wine Notes

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Something white: un’iniziativa di FAN FranciacortAppassioNati domenica 14 a Iseo

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FANny aperitif locandina

Bella iniziativa dell’ormai nota associazione dei giovani produttori franciacortini, i FAN FranciacortAppassioNati, in programma domenica 14 settembre in quella località che in molti dimenticano far parte della zona di produzione, oltre ad essere un bellissimo posto, Iseo.

Ritorna il format già collaudato Born to Be FAN con una bella novità per i giovani: sette locali, tre percorsi con colori diversi per le strade del centro di Iseo e ancora buffet e musica live, il tutto all’insegna del Franciacorta! Il programma inizia “in centro ad Iseo, in Piazza Garibaldi, dove dalle 17.30 sarà possibile acquistare le tessere da 15 euro che daranno diritto ad un calice per ciascuna delle quattro zone.

I percorsi della prima parte di degustazione sono tre (zona verde, gialla e blu) ed includono sei locali del centro di Iseo: zona Verde con Punto Zero e Bull Cafè, Zona Gialla con BarLume e Garibaldi e Zona Blu con Sucré e Opera. Dalle 21 invece si apre la Zona White presso Cascina Doss, a pochi passi dal centro del paese, dove si avrà diritto all’ultimo calice di degustazione insieme ad un buffet con piatto caldo e musica live”. Punto Zero, Bull, Lume, Garibaldi, Sucré, Opera e Cascina Doss sono locali serali con una clientela giovane e dinamica, dove la tendenza ricade in prevalenza sul consumo del cocktail.

Tuttavia ciò che accumuna i giovani titolari di questi bar è la volontà di spingere il consumo di un prodotto come il Franciacorta che tutti e sette ben conoscono ed apprezzano. La scelta di riservare il loro locale per una domenica sera alla promozione del Franciacorta nasce da questa loro passione che li lega quindi all’associazione dei giovani produttori franciacortini, i FAN FranciacortAppassioNati appunto. “Something white” è il tema della serata, quindi non dimenticare di indossare un accessorio bianco… perché il Franciacorta non macchia!”.

Il gruppo di FranciacortAppassioNati ringrazia in particolare Arber di Cascina Doss “che con una sana vena di pazzia (che del resto connota anche tutto il resto del gruppo dei FAN!) aiuta i ragazzi dell’associazione fin dall’inizio ed in questo evento ha messo idee, tempo e voglia di comunicare un prodotto che i giovani del territorio devono avere l’orgoglio e l’onore di capire e bere, viva il Franciacorta!”.

Per informazioni:
e-mail fan.franciacorta@gmail.com oppure Arber 347-8060219, Anita 335-5638610
O ancora sulla pagina Facebook dei FAN FranciacortAppassionati
https://www.facebook.com/#!/FanFranciacortAppassioNati

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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9 Commenti

9 Commenti

  1. silvana biasutti

    11/09/2014 at 12:43

    Ecco sì, bella fresca e simpatica iniziativa. Segniamocela (o dovrei scrivere “save the date”?
    Perché il titolo è bello e parla di gente anche colta, insomma con sale nella zucca, ma voglio lanciare una provocazione, proprio oggi, in questo tragico anniversario del girone infernale in cui è caduto il mondo che conoscevamo.
    Un anniversario che dall’anno prossimo anche noi italiani potremmo ricordare con ulteriore rammarico (qualcuno con aspro rimpianto); Ferrari adieu, neh! Oggi apprendiamo che saldamente accorpata in FCA, servirà a l’homo novo per guadagnare più fiducia alla borsa di NewYork e più soldi dai suoi datori di lavoro (“lavoro” si fa per dire).
    Allora ecco che nonostante io abbia acquisito un genero americano, una nipotina half and half, nonostante l’inglese sia una lingua che mi piace (soprattutto se non è pidgin), i poeti inglesi siano adorabili e io stessa sia stata convinta (da mio padre) a impararlo da piccola, vengo aporre una domanda.
    Ma se il vino – come qualcuno si ostina a pensare e a scrivere – è cultura, perché non legarlo alla nostra lingua, non cantarlo in italiano, non usarlo, traendone ulteriori benefici, per promuovere una terra e una lingua insieme al loro frutto inebriante?
    Mettiamoci “Qualcosa di Bianco”, in buon italiano, che tanti all’estero lo stanno imparando e che se va avanti così, quando sapranno ben bene la lingua si impadroniranno di ciò che resta del paese (Our Country.
    PS: meno male che Maranello, per ora, sta in Italia (e Marchionne paga le tasse in Svizzera, però), ma tra qualche po’ troveranno il modo di creare “New Maranello”, ci faranno un monumento a Enzo Ferrari a cui conferiranno la cittadinanza americana e via così.

  2. Nicola

    12/09/2014 at 11:28

    L’uso, anzi l’abuso, della lingua inglese denota il provincialismo presente in gran parte delle manifestazioni di questo tipo. Basta vedere il Merano Wine Festival, oppure il Vinitaly (sic) il cui slogan è sempre in inglese, sarà di tendenza (pardon trendy). Evidentemente questo modo di pensare ha trovato terreno fertile anche in Franciacorta, pardon Franceshort.

  3. Nicola

    12/09/2014 at 18:56

    Shortfrance è grammaticale corretto e suona pure meglio 🙂

    • silvana biasutti

      12/09/2014 at 22:31

      wow

  4. Davide

    13/09/2014 at 11:55

    ma il vino, quello è assolutamente italiano. Anzi, bresciano,
    Meno parole al vento e più calici prossimi al naso, Silvana.
    Ti piaceranno, i vini parlo.
    Ti piaceranno, i provinciali, che per darsi qualche aria a volte distorcono le parole, facendosi “l’ape” durante l'”happy hour” e che “seivano the deit” di domenica, perché gli altri giorni stanno a vendemmiare, questi provinciali. O lavorano in cantina dalle 7 alle 11 di sera, ma trovano il tempo e le energie per venire a raccontarsi e a raccontare del Loro vino, quello provinciale, di domenica. E il giorno dopo, ritornare alle prese con i travasi, per un franciacorta che per nascere, per nascere davvero, impiega almeno due anni a conti fatti.
    Provinciale ha sempre un’accezione negativa.
    Provinciali siamo, con un piede a NY quando si vuol essere trendy, o a Tokyo quando dobbiamo raccontare della nostra piccola terra bresciana, la Franciacorta, e del nostro vino, Il Franciacorta. Provinciali in Australia, o in Cile, o in Argentina, dove per imparare un mestiere si diventa cittadini del mondo per poi tornare a casa e coltivare il proprio orto, pardon Voltaire, vigneto, con un’occhio al consumatore australiano e una filosofia da portare avanti, insegnata dal nonno, che non lo chiamava Franciacorta, ma già quando il vino era buono, lo capiva.
    Cin Cin, domani io ci sarò a Iseo!

  5. silvana biasutti

    13/09/2014 at 14:40

    Caro Davide (dear David), Mi sono riletta tre volte quello che ho scritto, ma io “provinciale” non l’ho mica scritto – e neanche pensato -. Ho scritto invece un’altra cosa che uno vispo potrebbe anche raccogliere: una provocazione, l’ho definita, appunto.
    E ovviamente non sto qui ad annoiare te e altri riscrivendola.
    Però invece ti voglio rassicurare su una cosa: so quanto lavora chi lavora nel mondo del vino; ce l’ho sotto gli occhi tutti i giorni e so che ce la mettete tutta.
    Mi piacerebbe che al lavoro – fine, competente, tenace e di valore – qualcuno aggiungesse uno zic speciale, agganciando il fascinoso mondo del vino a quello della nostra lingua, così adatta a restituire l’eventuale favore attraendo quello di target (sì, ho sempre usato anche l’inglese per lavoro)preziosi per tutto il made in Italy.
    Con simpatia, da una mad woman.

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