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My Wine Notes

Degustazioni

Franciacorta Extra Brut Extra Blu 2008 e Franciacorta Pas Dosé 2007 Diamant Villa

Pubblicato

il

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 20 € a 25 €

Giudizio:
9

Denominazione: Franciacorta Docg
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: da 25 € a 35 €

Giudizio:
9


ExtraBluVilla

Com’è, come non è, mi accorgo che è trascorso parecchio tempo dall’ultima volta che ho scritto su questo blog di una delle aziende storiche della Franciacorta, proprietà della famiglia di Alessandro Bianchi dal lontano 1960, e produttrice di “bollicine”, versione Brut, dal 1978.

Sto parlando dell’azienda Villa di Monticelli Brusati, che troviamo nella zona est della denominazione, in quel borgo del comune di Monticelli Brusati denominato proprio Villa, che risale al XVI secolo e vanta tradizioni agricole e vitivinicole secolari.

Anche se ne ho scritto, lo scorso novembre (parlando del Rosé) sul Cucchiaio d’argento, su Lemillebolleblog l’ultimo post riguardante Villa non è nemmeno mio, ma opera dell’ottima Wilma Zanaglio.

Eppure Villa è un’azienda che conosco e apprezzo da tanti anni, e non solo per la produzione di metodo classico, ma per i vini fermi tra cui spicca un rosso, allora Franciacorta Rosso, oggi Curtefranca rosso, il Gradoni, di cui scrissi nel lontano 2000. E il cui vigneto, interamente terrazzato, che l’indimenticabile Francesco Arrigoni nel suo pionieristico libro sulla Franciacorta del 1997 definiva “una perla, un vigneto difficile e costoso da lavorare, che dà però risultati eccellenti nelle buone annate”.

Nel corso degli anni l’azienda si è sviluppata sfiorando i 40 ettari vitati dislocati nei territori di Gussago, Provaglio d’Iseo Monticelli Brusati, e posti su terreni dove dominano rocce sedimentarie alternate a strati di argilla e di marne selcifere ricche di fossili di origine marina, e ad Alessandro Bianchi si sono affiancati nella conduzione la figlia Roberta Bianchi ed il genero Paolo Pizziol (nativo di Jesolo) ed i Franciacorta sono diventati il cuore della produzione (l’85% dell’intera superficie vitata é destinata alla coltivazione di Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot nero basi dei diversi Franciacorta) e formano un ricco assortimento composto da nove vini: Emozione Brut, Brut Satèn, Brut Selezione, Cuvette Brut, Diamant Pas Dosé, Extra Blu, Extra Brut Rna, Rosé, Rosé Démi Sec.

Oggi, per farmi perdonare di aver trascurato l’azienda per tanto tempo voglio proporvi non uno ma due Franciacorta di Villa, ad iniziare dall’Extra Brut Extra Blu annata 2008, una cuvée composta da Chardonnay 90% e Pinot Nero 10% da vigneti di proprietà condotti a cordone speronato siti in Monticelli Brusati con esposizione a Sud- Sud Est. Vigneti dove viene praticato inerbimento controllato totale, concimazione organica naturale e lotta biologica ai parassiti.

Raccolte con un leggero anticipo, per avere il giusto equilibrio tra acidità e gradazione alcolica, l’Extra Brut Blu (colore dell’etichetta) subisce un processo di vinificazione che prevede pigiatura soffice dell’uva intera con presse pneumatiche, sedimentazione naturale a freddo, prima fermentazione alcolica in serbatoi in acciaio inox con costante controllo della temperatura a 18 gradi e parziale affinamento in barrique prima del tiraggio che avviene nella primavera successiva all’anno della vendemmia. L’affinamento sui lieviti si protrae per 48 mesi.

Degustato un paio di mesi fa il vino mi è piaciuto molto con il suo colore paglierino oro molto intenso, il perlage abbastanza sottile, il naso quasi misterioso ma fresco e fragrante, con note di frutta bianca matura, miele d’acacia, agrumi e fiori bianchi. E soprattutto con una bocca ampia, viva, fresca, ancora pimpante e ricca di energia, dotata di una bella verticalità, sapidità e mineralità, con acidità ben calibrata e gusto lungo, pieno, saporito e persistente.

DiamantPasDoséVilla

Altrettanto buono il Franciacorta Pas Dosé 2007 Diamant che in azienda definiscono come “una sfida del millesimare la purezza. Il nerbo del Pinot nero unito alla classe dello Chardonnay”, presente con una quota dell’85% contro un 15% dell’uva rossa. Le uve provengono solo dai migliori cru dell’azienda i cui terreni vantano stratificazioni di marne e argille risalenti all’epoca giurassica.

La vinificazione è analoga a quella dell’Extra Brut, con pigiatura soffice dell’uva intera con presse pneumatiche, sedimentazione naturale a freddo, prima fermentazione alcolica in acciaio inox e affinamento parziale in barrique prima del tiraggio. La permanenza sui lieviti si protrae per 42 mesi.

Colore paglierino leggermente ramato, perlage fine e continuo, un bouquet che richiama mele renette pompelmo e ananas, molto incisivo e fragrante e bocca ampia, appuntita, di grande nerbo e freschezza, un gusto molto pulito, vivace sapido e minerale, con una persistenza molto piacevole e un finale decisamente salato e di grande energia.

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
http://www.vinoalvino.org/ e il Cucchiaio d’argento!

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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2 Commenti

2 Commenti

  1. ' walter

    16/10/2014 at 17:52

    grande azienda, grandi prodotti pero’un snobbata dai media del vino.

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