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My Wine Notes

Degustazioni

Trento Doc riserva del fondatore 976 2004 Letrari

Pubblicato

il

Denominazione: Trento Doc
Metodo: classico
Uvaggio: Chardonnay, Pinot nero
Fascia di prezzo: più di 50 €

Giudizio:
10


RiservaFondatore976

Una “cuvée de prestige” al vertice della denominazione

Lo so, qualcuno dirà che non ho grande fantasia e capacità di scovare emergenti, meno noti, saranno famosi, dedicando, per l’ennesima volta, un articolo ad un Trento Doc di quello che io, ma diciamolo!, considero il marchio di riferimento, alla pari delle intoccabili Cantine Ferrari (quelle che si sono messe a produrre anche Prosecco Docg, non a Trento, ma tramite il socio Bisol…), della denominazione, le cantine Letrari di Rovereto.

Nel fare questo non mi fa assolutamente velo la profonda stima e la consuetudine che ho, da qualcosa come vent’anni e più, con il “Grande Vecchio” Leonello Letrari, padre nobile della spumantistica metodo classico trentino. Nonché con la figlia ed erede, enologicamente parlando, Lucia, che delle bollicine nobili è innamorata, se possibile, ancor più del padre.

Non sono fantasioso, lo so, ma cosa ci posso fare se questi produttori roveretani, anche se hanno il “vizietto”, vero Lucia?, di estendere un po’ troppo la gamma dei loro Trento, sono così bravi che ogni volta che assaggio alla cieca i loro vini (loro li presentano alle mie degustazioni e non fanno i difficili e non si atteggiano a primedonne come altri) ho solo l’imbarazzo della scelta di quale scrivere?

Tanto sono buoni, tecnicamente impeccabili, tanto dimostrano uno stile personale, una continuità, una sicurezza nell’abbinare complessità a facilità di lettura e piacevolezza, che è impossibile ignorarli.

Oggi per deliziarmi/vi ho scelto la “cuvée de prestige” dell’azienda, cui rimprovero solo quella dizione “riserva del fondatore” che dovrebbe essere patrimonio esclusivo del Giulio Ferrari e che altri, non solo Letrari, utilizzano un po’ maramaldescamente…

Parlo del Trento Doc riserva del fondatore 976 la cui annata 2004, assaggiata di recente, mi è sembrata irresistibile. Come il Brut riserva 2008.

976RiservaFondatore

Cosa sia questo 976 è presto detto, una cuvée di Chardonnay e Pinot nero, accuratamente selezionate, prodotta solo nelle grandi annate, che se ne sta tranquilla e pacifica almeno 96 mesi sui lieviti e viene sottoposta a dégorgement tardif, ad una sboccatura dilazionata nel tempo per avere un prodotto sempre fresco e pimpante.

Costa caro, sui 45-50 euro, bei soldini con i quali in Francia si possono comprare fior di Champagne (questo valido Rosé, ad esempio, l’ho visto con i miei occhi a Reims a 25 euro) ma acciperbacco quanto è buono, quanto si fa bere bene, come onora splendidamente l’immagine e la credibilità, non saldissime, del Trento Doc!

Proviamo a degustarlo insieme: colore paglierino oro, ancora molto bello e vivo brillante, naso intrigante e sorprendentemente fresco, con note di mela, agrumi, anice, un tocco di pesca bianca e di sambuco, di miele d’acacia, con una leggera speziatura e frutta secca finemente tostata.

Bocca ancora strepitosamente viva, croccante, piena di energia, che si allunga verticale, molto persistente, con spiccato gusto salato e minerale, bella eleganza e una croccantezza davvero notevole sul palato. Davvero un Trento Doc esemplare!

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org
e il Cucchiaio d’argento!

Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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3 Commenti

3 Commenti

  1. Lucia Letrari

    27/10/2014 at 10:52

    Grazie Franco!
    sapere che uno dei miei “bambini” si è distinto in degustazione con dei palati molto attenti ed esperti come il tuo è davvero un regalo prezioso.

  2. Mario Gagliardi

    27/10/2014 at 20:14

    Gentile Franco , buonasera . Devo dirlo , il tuo articolo mi ha proprio incuriosito .Vedrò di procurarmi una bottiglia .

  3. andrea li calzi

    12/11/2014 at 20:36

    Inutile rinnovarle i miei complimenti per l’articolo signor Ziliani, entrambi siamo appassionati e innamorati da sempre di questa chicca enologica Italiana di Rovereto, tanto Lucia quanto Leonello sono persone stupende e di una cordialità fuori dal comune, se ricorda le ho fatto leggere l’articolo del mio blog sulla mia visita in cantina che è stata indimenticabile, non ci resta che continuare a brindare con i loro stupendi vini nei secoli dei secoli…prosit!

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