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Champagne che passione!

Il Club Excellence dei produttori di Champagne fa saltare il banco alla prima uscita

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Clamoroso successo lunedì 20 ottobre al Devero Hotel di Cavenago, del primo meeting italiano dei produttori di Champagne del Club Excellence formato da importatori del calibro di Sagna, Cuzziol, Meregalli, Pellegrini, Sarzi Amadé, Balan, Heres e Vino & Design.

Il che significa Maison de Champagne, da loro importate, quali Roederer, Thiénot, Michel Arnould, Canard-Duchene, Bruno Paillard, Jacquesson, Agrapart, Bollinger, Pierre Gimonnet, Pol Roger, Roger Pouillon, Canard-Duchêne, Pascal Doquet, Michel Arnould, Mandois, Monmarthe, Gonet-Medeville, Pol Roger, Ayala, Bollinger, Gimonnet, Jacquesson, Agrapart, Pouillon, De Sousa e Henri Gouturbe e Bedel.

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Un successo, i comunicati parlano di 1500 operatori del canale Horeca intervenuti (a mio parere erano tanti anche i semplici appassionati e non addetti ai lavori…) che se da un lato fa inevitabilmente sorridere gli organizzatori, ripagati per il loro impegno e confortati, nonostante le cose in Italia non vadano benissimo per le vendite di Champagne (la settima posizione nella classifica dei principali Paesi importatori è fortemente a rischio ed è quasi certo il sorpasso da parte della Svizzera…), dalla consueta attrazione che lo Champagne esercita sugli amici del vino di qualità, dall’altro si sono trovati, paradossalmente, di fronte ad una situazione che credo non avrebbero desiderato.

Se volevano in qualche modo distinguersi e proporre una situazione diversa da quella della Giornata Champagne istituzionale, cui non partecipano da due anni, non sono riusciti nel loro intento. Difatti l’afflusso massiccio di tanti appassionati era identico a quello dell’appuntamento cui dà vita la maggioranza degli importatori di Champagne operanti in Italia.

Un afflusso tale che, di primo acchito, una volta avuto accesso alla sala che ospitava i banchi d’assaggio, il sottoscritto aveva pensato d’istinto di tentare di riuscire a passare a salutare qualche importatore (superando a fatica la falange di tre-quattro file di persone che si affollavano davanti a molte postazioni) per poi fare ritorno a casa. Visto che la mission, professionale, che mi ero proposto, ovvero assaggiare con un minimo di calma e possibilità di riflessione per poi poter scrivere degli Champagne degustati, risultava essere letteralmente impossibile.

MassimoSagna

Per fortuna la signorilità e lo stile del Presidente del Club, quel gentiluomo che corrisponde al nome del barone Massimo Sagna, prontamente imitato dai suoi colleghi, ad esempio Luca Cuzziol, Pietro Pellegrini, Daniele Balan, Giuseppe Meregalli, per citarne solo alcuni, e lo spirito pratico di una p.r. che ha capito al volo la situazione e ha dimostrato di saperla fronteggiare, ha fatto sì che ad un gruppetto dei soliti “raccomandati”, ovvero giornalisti, sommelier, curatori di guide, venisse consentito, tramite il rapido reperimento di una saletta dove abbiamo avuto accesso incontrando i produttori che venivano a rifocillarsi, lavorare.
In altre parole di poter degustare, dapprima un po’ alla volée, insieme a qualche tramezzino, i vini che gli importatori sceglievano di portare, ad esempio, tanto per trattarci “male”, Cristal 2006 di Roederer, La Grande Année 2004 di Bollinger, un meraviglioso Rosé di Jacquesson, Dizy Terres Rouges Extra Brut, Bruno Paillard Blanc de Blanc, e di darci appuntamento, alle 16, quando erano arrivati colleghi come Enzo Vizzari e Antonio Paolini, per una degustazione vera di una ventina abbondante di campioni. Serviti da sommelier e appassionati di Champagne come Chiara Giovoni e il “prezzemolino” fiorentino Andrea Gori.

JacquessonRosé

Allora sì che ci siamo divertiti, con uno stupendo Roederer Rosé 1997 in magnum, la Cuveé Cuis Premier Cru di Gimonnet, il Terroir di Agrapart, il Coup de Coeur e il Privilège di Montmarthe, il Brut Majeur di Ayala, la Cuvée prestige di Goutorbe, una stupefacente cuvée 2002 di Alain Thienot, un Rosé 2007 di Roederer, Jacquesson 737, Carte d’Or 2007 di Arnould, il Blanc de Blanc di Gonet-Medeville, per citare solo gli Champagne che più mi hanno emozionato.

Non c’è da stupirsi pertanto che questo gruppo di importatori di qualità, ai quali, oltre alle società già citate, vanno aggiunti Sarzi Amadé, Heres e Vino & Design (per un totale di 19 Maison de Champagne importate), gruppo i cui valori sono trasparenza, correttezza, etica, spirito di collaborazione, stia ottenendo risultati che il mondo Champagne “normale” purtroppo non conosce: ad esempio un mercato in crescita del 15% nel periodo dal settembre 2013 al settembre 2014.

GonetMedeville

Il che fa pensare che, a dispetto della crisi, che c’è eccome e continua a mordere, uno “zoccolo duro” di grandi appassionati di grandi Champagne in Italia continua ad esistere e che paradossalmente dà vita ad un mercato che predilige le costose cuvée de prestige e griffes come Bollinger, Roederer, Jacquesson, Pol Roger, Bruno Paillard, etc. agli Champagne delle grandi Maison. Che fanno grandi volumi e funzionano da potenti rompighiaccio per il lavoro di tutti ma la qualità dei cui Champagne talvolta (non sempre) non è all’altezza del mito, delle aspettative, del fascino, inimitabile, che lo Champagne rappresenta.

Una cosa, archiviato con soddisfazione questo primo meeting italiano “per promuovere, insieme, la cultura della distribuzione vitivinicola d’eccellenza”, gli animatori di questo benemerito Club Excellence dovranno però pensare, avendo un anno di tempo a loro disposizione, a creare una formula che non penalizzi gli “operatori dell’informazione” che vorrebbero degustare con calma senza fendere la calca e avendo modo di dialogare con champenoise ed importatori.

Magari aprire in anticipo il banco e riservare le prime due ore del programma loro, pensare a momenti di assaggio separato, con iscrizione preventiva, perché altrimenti, come dicono in Sicilia, “a schifiu finisce”, e non ci sarà distinzione alcuna tra una degustazione di Champagne e una…, consentitemelo, di Prosecco…. E poiché lo Champagne è cultura e presuppone preparazione e attenzione, pensateci, amici importatori del Club Excellence, per tempo…

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org
e il Cucchiaio d’argento!

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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