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Cresce fortemente la percezione del Franciacorta tra gli italiani

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AstraRicerchelogo

I risultati, ampiamente positivi, di uno studio di Enrico Finzi – Astra Ricerche 

Datemi pure del franciacortista (del franciacortino no, perché sono milanese e vivo a Bergamo e non sono nativo di Rovato e dintorni), ma di fronte a questi dati, eloquenti e positivi, sfido anche il più tenace eno-snob antifranciacortino, a non essere soddisfatto. Mercoledì è stata presentata la ricerca quantitativa Il Franciacorta ed il Franciacorta commissionata dal Consorzio Franciacorta a quel grande e simpaticissimo studioso che è Enrico Finzi, Presidente di Astra Ricerche, sociologo e giornalista.

Una ricerca che viene a tre anni da una precedente ricerca, che indagava l’immagine delle bollicine bresciane presso i connazionali. E oggi si è tornati a interrogare gli italiani su Franciacorta, il vino e il suo territorio. Mi limiterò, andando di corsa, ma riservandomi di tornare con calma sull’argomento la settimana prossima, a pubblicare larga parte del comunicato stampa che sintetizza e commenta i risultati scaturiti dall’indagine di Finzi e dei suoi collaboratori, indagine realizzata tra il 2 e l’8 settembre mediante 1501 interviste on line somministrate con il metodo C.A.W.I. a un campione rappresentativo degli italiani 18-70 enni pari a circa 40.900.000 persone.

Come scrive il comunicato del Consorzio Franciacorta, “Dall’indagine emerge un generale rafforzamento del posizionamento di alto livello del Franciacorta, sia da un punto di vista strettamente enogastronomico (gusto, abbinamenti, eccellenza del prodotto) che da un punto di vista più valoriale, per cui Franciacorta è sinonimo di qualità e prestigio. Inoltre, quando Franciacorta è associato a brand di categoria merceologiche diverse, questi sono di alto profilo e con un ottimo standard qualitativo. I marchi citati, ad esempio Audi e Armani, possono essere ricondotti a prodotti di “lusso”.

In dettaglio, “il 95,3% del campione dichiara di conoscere il Franciacorta. Questa percentuale lo pone al primo posto rispetto ai competitor tradizionali (Prosecco, Asti, Champagne, Trento ecc.). Notevole l’incremento di otto punti percentuali rispetto a tre anni fa. Il numero delle persone interpellate che dichiarano di non conoscerlo scende dal 12,5% del 2011 al 4,7% del 2014, con un significativo calo del 7,8%.

La conoscenza di alcuni competitors, ovvero Champagne, Trento Doc, Oltrepò Pavese, Alta Langa, oltre ad Asti e Prosecco Docg, è nettamente inferiore: 88,7% per l’Asti, 85,7% per lo Champagne, 69,8% per il Prosecco Docg, solo il 32,5% per il Trento Doc (che cresce dal 23,4%), meno noto dell’Oltrepò Pavese Docg conosciuto da un 45,4%. Tornando alla ricerca, “il vissuto del Franciacorta, rilevato dalla ricerca, è particolarmente positivo e in netto miglioramento rispetto alla precedente indagine.

Le evidenze più significative emergono rispetto al prezzo, il 9% in più considera che il vino abbia un prezzo medio o elevato ma giustificato dalla qualità e dal prestigio; il + 5% pensa sia un vino buono da bere, il + 4% che sia gradito ai giovani; il + 3% che sia originale e non banale, infine anche la qualità e il prestigio percepiti registrano un + 3%.

Franciacorta-regalo
La notorietà e la qualità percepita portano il Franciacorta a essere considerato, insieme al Brunello di Montalcino e allo Champagne, particolarmente adatto per un regalo, il 54% degli italiani lo predilige ad altri vini. Per quanto riguarda le occasioni di consumo il Franciacorta si conferma un vino per le occasioni speciali, le ricorrenze, i regali e i festeggiamenti; a tavola è per lo più considerato un vino da abbinare ai piatti a base di pesce (76% con i primi; 73% con i secondi alla griglia o al forno)”. Questo anche se, ahimé, uno zoccolo duro formato da un 71,5% di persone che noi comunicatori dovremo educare ulteriormente, continua a giudicare ideale un abbinamento del Franciacorta a dolci e dessert…
Abbinamenti-Franciacorta

Un altro aspetto importante che emerge dalle ricerca è l’avvenuta destagionalizzazione dei consumi (su cui si può ancora molto fare), visto che il 56,7% degli interpellati lo giudica un vino adatto per tutte le stagioni.

In una valutazione complessiva del Franciacorta – gli interpellati erano chiamati ad esprimere voti da 1 a 10, il 73,1% ha espresso un giudizio che va da 8 a 10, mentre solo un 2% ha espresso un giudizio negativo con voto da 1 a 5, ed un 17% ha dato un voto variante da 6 a 7.

Cresce poi, passando dal 10,9 al 15,7% il numero delle persone che affermano di aver bevuto regolarmente il Franciacorta dal settembre del 2013 ad oggi. Confesso di non essere stato interpellato in questa indagine, ma di riconoscermi in questa categoria… L’87,5% degli interpellati afferma di pensare di bere Franciacorta anche nel prossimo anno.

destagionalizzazione

Quanto all’acquisto del Franciacorta, il 39,4% afferma di comprarlo per sé, per autogratificarsi, il 30,8% per regalarlo ad altri. Non mancano poi i super entusiasti, ovvero un 68,7% che lo giudica di qualità non inferiore allo Champagne ed un 52,6% che pensa addirittura che sia superiore al modello francese.

E le negatività? Non mancano. Un 51,7% lo giudica “troppo caro”, un 66,9% dotato di un prezzo medio alto, mentre, passando alla percezione del territorio Franciacorta, di cui parlerò in un secondo articolo, un 66,6% giudica il territorio come popolato “da tante fabbriche grandi e piccole”, e un 66,5 sostiene che la Franciacorta, la zona, non il vino, ha fatto poco per farsi conoscere.

Insomma, per raggiungere pienamente quel “connubio vino-territorio” che il Presidente del Consorzio Franciacorta Maurizio Zanella giudica “strategico per noi”, la promozione del territorio deve sforzarsi di raggiungere lo stesso passo che ha raggiunto, con i risultati dimostrati dalla ricerca, la promozione e la comunicazione del vino.

Signori Sindaci dei 18 comuni della Franciacorta, forza e coraggio e datevi da fare. Magari ricorrendo ad un semplice slogan che vi regalo: “Franciacorta, la terra del Franciacorta Docg”.

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Attenzione!: non dimenticate di leggere anche Vino al vino
www.vinoalvino.org
e il Cucchiaio d’argento!

 

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Due brevi note di presentazione Sono nato a Milano nel 1956 e dal 1966 vivo in provincia di Bergamo. Giornalista pubblicista dal 1981, dal 1984, dopo aver collaborato, scrivendo di libri, cultura, musica classica e di cucina, a quotidiani come La Gazzetta di Parma, Il Giornale, La Gazzetta ticinese e Il Secolo d’Italia, mi occupo di vino. Per diciotto anni, sino all’ottobre 1997, sono stato direttore di una biblioteca civica. Continua a leggere ...

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